23 April, 2024
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Un laboratorio di una classe dell’Istituto di Istruzione Superiore G.M. Angioy con l’artista Roberto Ziranu ha concluso venerdì 12 gennaio, la mostra “I 12 Graffi”, inaugurata lo scorso 17 dicembre nel Salone della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia.

Quella di  Carbonia era la ventunesima ed ultima tappa di un percorso che ha toccato Cagliari, Golfo Aranci, Sardara, Quartu Sant’Elena, Seui, Arzana, Laconi, Fonni, Oristano, Nuoro, Cardedu, Ollastra, Orani (suo paese d’origine), Desulo, Siniscola, Aritzo, Ovodda, Porto Torres, San Gavino Monreale e Bitti.

                                   

La mostra di Roberto Ziranu è sviluppata in 12 ritratti di altrettanti personaggi che hanno reso e continuano a rendere grande la Sardegna al di fuori dei confini regionali: Eleonora d’Arborea, Costantino Nivola, Maria Carta, Paolo Pillonca, Giovanni Lilliu, Maria Lai, l’Accabadora, Piero Sanna, Edina Altara, Andrea Parodi, Grazia Deledda e Gigi Riva. Si tratta di figure di spicco del mondo dell’arte e della cultura, dello sport e della nostra identità, uomini e donne che hanno influenzato la produzione artistica di Roberto Ziranu per il loro carisma, la loro carriera, la loro storia, l’alone di mistero che ruota attorno ad alcune delle loro figure.

Per la giornata di chiusura, l’artista ha organizzato, in collaborazione con l’assessora della Pubblica istruzione del comune di Carbonia, Antonietta Melas, la visita di due classi dell’Istituto di Istruzione Superiore “G.M. Angioy”, indirizzo Grafica e Comunicazione, guidate dalle docenti della Cinzia Grussu, Simona Mele, Alessandra Manca e Daniela Soru della 4ª B. Roberto Ziranu ha spiegato agli studenti l’origine della mostra, la tecnica utilizzata per la creazione delle opere e presentato le figure dei 12 personaggi. Al termine della presentazione, gli studenti della 4ª A hanno partecipato al laboratorio con l’artista, con il quale hanno creato un ritratto, scelto a maggioranza tra i 12, quello di Gigi Riva.

Gli studenti, le docenti e per ultima anche l’assessora Antonietta Melas, hanno portato il loro contributo all’incisione del volto del grande campione, mostrando in alcuni casi una buona attitudine, sottolineata con piacere da Roberto Ziranu.

Giampaolo Cirronis

         

                            

E’ stata inaugurata ieri, 17 dicembre, nel salone del Museo del Carbone della Grande Miniera di Serbariu, la mostra personale “I 12 Graffi” di Roberto Ziranu, ventunesima ed ultima tappa di un percorso che ha toccato Cagliari, Golfo Aranci, Sardara, Quartu Sant’Elena, Seui, Arzana, Laconi, Fonni, Oristano, Nuoro, Cardedu, Ollastra, Orani (suo paese d’origine), Desulo, Siniscola, Aritzo, Ovodda, Porto Torres, San Gavino Monreale e Bitti.

La mostra di Roberto Ziranu, unica nel suo genere, è un omaggio alla sua Terra – si legge nella presentazione Da.Ma del Guilcer di Daniela Madau – Storico e Critico dell’Arte -. E’ sviluppata in 12 ritratti di altrettanti personaggi che hanno reso e continuano a rendere grande la Sardegna al di fuori dei confini regionali: Eleonora d’Arborea, Costantino Nivola, Maria Carta, Paolo Pillonca, Giovanni Lilliu, Maria Lai, l’Accabadora, Piero Sanna, Edina Altara, Andrea Parodi, Grazia Deledda e Gigi Riva. Si tratta di figure di spicco del mondo dell’arte e della cultura, dello sport e della nostra identità, uomini e donne che hanno influenzato la produzione artistica di Roberto Ziranu per il loro carisma, la loro carriera, la loro storia, l’alone di mistero che ruota attorno ad alcune delle loro figure.

La mostra si caratterizza per la scelta di pannelli illustrativi e autoportanti che accompagnano i visitatori alla scoperta della Sardegna raccontata attraverso gli occhi, la maestria e le emozioni che Roberto Ziranu incide nei pannelli di ferro. Le opere esposte rappresentano un nuovo traguardo dello scultore oranese, grande conoscitore del ferro.

La mostra “I 12 Graffi” mostra una nuova sfida: ritratti su lastre di ferro attraverso la tecnica dell’incisione e dello sbalzo, unica nel suo genere.

Le 12 opere esaltano l’anima della materia ferrosa e immedesimano i protagonisti ritratti. Ogni opera sembra prendere vita e interagire con lo spazio tramite chiaroscuri generati dai riflessi delle incisioni e dagli sbalzi ottenuti dalle migliaia di martellate, rendendo ogni opera un pezzo unico. Le tappe di questo itinerario si snodano dal Nord al Sud della Sardegna interessando luoghi che rendono omaggio ai vari protagonisti che hanno dato lustro alla nostra Isola, per poi proseguire nel 2024 il suo viaggio nella Penisola e non solo…

Un progetto ambizioso – conclude la nota di presentazione di Daniela Madau – per un artista che vuole esaltare la sua terra natale interagendo con tutte quelle amministrazioni, fondazioni e partner privati che credono nel ruolo dell’arte quale mezzo per la divulgazione della cultura.

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e le assessore della Cultura Giorgia Meli e della Pubblica istruzione Antonietta Melas, e il commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna Anna Elisabetta Castelli e del direttore Fabrizio Atzori, impegnati nel sito della Grande Miniera nella giornata conclusiva dell’ultima tappa dell’evento Open Your Mine. Presenti anche i fratelli Ziranu di Carbonia, parenti dell’artista.

Allegate le fotografie della presentazione e l’intervista all’artista Roberto Ziranu.

                 

Il giorno 19 giugno 2023, alle ore 16.30, la scuola dell’infanzia di Serra Perdosa dell’Istituto Comprensivo “Costantino Nivola” di Iglesias, ospiterà l’incontro pubblico di presentazione “Dai fanghi rossi…al bosco verde che ritorna” – Un progetto, un concorso, una visione naturale del nostro futuro. Alla fine dell’incontro sarà inaugurata la mostra finale relativa al percorso didattico realizzato, nella sede della scuola dell’infanzia.
«La programmazione annuale ha avuto come finalità quella di far comprendere ai bambini l’impatto dell’azione dell’uomo, nel tempo, sulla nostra Terra e fare acquisire buone pratiche per la sua tutela e salvaguardiasi legge nella presentazione dell’evento -. E’ stato quindi naturale partecipare al concorso nazionale indetto dal FAI (Fondo per l’Ambiente italiano) “Paesaggio in movimento” Passato – Presente-Futuro. Ci si è così immersi nell’affascinante percorso proposto, ricostruendo alcuni elementi essenziali della storia della nostra comunità e del nostro paesaggio minerario… viaggiando tra edifici distrutti, dentro buie gallerie e sotto lecci antichi… Giocando ad essere minatori, tagliaboschi, alberi. Ma, soprattutto, realizzando esperienze sensopercettive, a contatto con la natura, ricostruendo scientificamente il modo in cui la vegetazione si rigenera, cogliendone i segreti e i significati profondi.
In tutte le esperienze realizzate con i bambini l’intento è stato quello di giungere all’acquisizione di una maggiore consapevolezza dell’importanza di “RINATURALIZZARE” il paesaggio. Fondamentale in tal senso la valorizzazione del bosco come risorsa che cresce spontaneamente anche in situazioni difficili come lo sfruttamento minerario e il taglio degli alberi, avvenuto in passato nella nostra zona.
Oltre che storico-naturalistico, è stato anche un laboratorio collettivo, creativo, poetico, di animazione, in rete con alcune associazioni del territorio.
Il FAI ha apprezzato, riconosciuto il grande valore dell’elaborato realizzato , premiandolo e proclamando i bambini della scuola dell’infanzia di Serra Perdosa vincitori del concorso Nazionale.
E’ stato emozionante per i piccoli 24 protagonisti partecipare, insieme alle loro maestre, alla manifestazione di premiazione on-line e ricevere questo importante riconoscimento.»

Il 5 novembre 2022, a Carbonia, è stato presentato il film del regista Marco Antonio Pani dal titolo: “Ignazio, Storia di lotta, d’amore e di lavoro”, realizzato per iniziativa dell’associazione “Amici della Miniera” e dai Centri di Servizi Culturali della Sardegna della Società Umanitaria, con il contributo della Fondazione di Sardegna e in collaborazione con la Fondazione Berlinguer, la Sezione di Storia locale del comune di Carbonia, Sarditalianieuropei e altre importanti collaborazioni, ha inoltre goduto del patrocinio del comune di Carbonia che ne ha ospitato la prima proiezione al pubblico.

Il film è frutto di un lavoro di ricostruzione meticolosa di una personalità poliedrica, quella di Ignazio Delogu, nel suo rapporto con la Sardegna e con il mondo; un lavoro complesso che attraversa intensamente la seconda metà del Novecento e ne incrocia significativamente molti dei suoi più illustri protagonisti.

Il merito principale del lavoro di Marco Antonio Pani consiste nell’averci restituito nella sua interezza, la fisionomia di Ignazio intellettuale, attraverso i suoi percorsi di accademico, storico, linguista, giornalista, traduttore per citare alcune delle discipline nelle quali si è cimentato, nei suoi affetti di padre, marito, compagno e nelle sue molteplici amicizie coltivate nei diversi continenti.

Per approfondimenti sulle sue notizie biografiche, segnalo curate dallo stesso autore il link che segue: https ://docplayer.it/2617884-Ignazio-delogu-1-notizie-biografiche.html; sento però il dovere, seppure sommariamente, di sottolinearne brevemente alcuni tratti: laureato in Storia ha iniziato la sua carriera universitaria a Roma, poi a Cagliari e Roma come assistente alla cattedra di Lingua e letteratura ispano americana, a partire dal 1980 alla Facoltà di Lettere Università di Bari è stato professore incaricato di Lingua e letteratura spagnola. Dal 1993 a Sassari è stato titolare della cattedra di Lingua e letteratura spagnola della Facoltà di Lettere e, dalla sua nascita della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, incaricato della cattedra di Lingua e Letteratura Catalane e di Filologia romanza.

E’ stato un Funzionario del Partito Comunista Italiano e collaboratore del quotidiano l’Unità per il quale ha svolto l’attività di corrispondente dalla Grecia, dalla Spagna nel periodo buio della dittatura Franchista e dai paesi latino americani. Questa esperienza gli ha consentito di entrare in relazione e in molti casi di coltivare solide amicizie con molti dei protagonisti della scena mondiale del secondo novecento.

Inizia contemporaneamente l’attività di traduttore per conto della casa editrice Editori Riuniti e ne diventerà di fatto il principale interprete dei testi in lingua spagnola, a lui dobbiamo la conoscenza dei primi testi di Fidel Castro ed Ernesto Guevara sulla rivoluzione cubana, dell’importante produzione poetica e letteraria ispano latino americana, ad iniziare dall’opera di Federico Garcia Lorca, di Rafael Alberti, Josè Marti, Pablo Neruda, Gabriel Garcia Marquez, per citare alcuni dei più noti.

Con alcuni stabilirà un rapporto di amicizia duraturo, quello con Rafael Alberti fu un vero e proprio sodalizio e attraverso lui riuscì a condividere l’amicizia di un altro grande, Pablo Picasso, notevole fu anche il rapporto con Gabriel Garcia Marquez e Pablo Neruda. Di quest’ultimo pubblicò, tra le altre, postuma, l’ultima raccolta di poesie a cui diede il titolo: Elegia dell’assenza, compito assegnatogli da Enrico Berlinguer (circostanza che racconta dettagliatamente nel suo libro su Pablo Neruda e l’Italia).

Nel film, scorrono immagini che testimoniano di un impegno politico che lo vide impegnato a fianco dei po poli in lotta contro le dittature, prima in un ruolo apparentemente defilato che assume evidenza pubblica quando viene incaricato, a seguito del golpe fascista di Pinochet del 1973, come segretario responsabile della direzione dell’Associazione Italia Cile e, infine, in un divertente siparietto nelle immagini televisive che lo ritraggono a fianco di Enrico Berlinguer alla Conferenza di Madrid sull’Eurocomunismo nel 1977, in qualità di traduttore.

Nel film sono presenti le toccanti testimonianze degli esuli cileni in Italia, quella di Horacio Duran degli Inti Illimani e di diverse personalità del mondo della cultura e della politica, si sottolinea il rapporto di stima e di amicizia con il Presidente cileno Salvador Allende assassinato dai golpisti nell’assalto alla Moneda l’11 settembre del 1973.

Proprio al rapporto con Salvador Allende e la vicenda cilena, dedicherà una delle sue ultime fatiche letterarie: “Parallelo Sud – Patagonia tragica, terra del fuoco e altri orizzonti”.

Calato il sipario sulla dittatura fascista, la Repubblica Cilena gli assegnò l’importante riconoscimento dell’Ordine di O’Higgins (un corrispettivo della Legione d’onore della repubblica francese) e al centenario della nascita di Pablo Neruda fu uno dei sette italiani insieme a Giorgio Napolitano e altri cinque ad essere destinatario di una medaglia d’oro commemorativa, coniata in onore del grande poeta cileno.

Nel lavoro di Pani un capitolo è dedicato al suo rapporto con la Sardegna e le città sarde, Alghero dove nacque il 5 novembre del 1928, Usini e Sassari nelle quali trascorse l’infanzia e l’adolescenza e, infine, Carbonia una città che amava e alla quale ha dedicato molte delle sue energie di studioso e di cronista.

Ho conosciuto Ignazio Delogu nel 1978 ma il mio rapporto di personale amicizia con lui, inizia nel 1980, quando ritorna a Carbonia per un’inchiesta giornalistica realizzata per conto del quotidiano romano Paese Sera e dura ininterrottamente sino ai giorni della sua scomparsa, avvenuta a Bitonto (Bari) il 28 luglio del 2011.

Ignazio Delogu, a mio giudizio, è stato tra tutti gli intellettuali sardi, quello che ha dedicato a Carbonia e alle sue vicende, un’attenzione duratura e qualitativamente più significativa.

Il suo rapporto con la nostra città inizia da bambino, suo zio materno Nino Ghinozzi (un ufficiale dell’Aeronautica) lo porta con sé all’età di dieci anni, alla giornata di fondazione di Carbonia, avvenuta alla presenza di Benito Mussolini il 18 dicembre del 1938.

Rimane colpito, Carbonia appare anche agli occhi di un bambino come la città moderna per eccellenza nel panorama urbano sardo di allora, gli dedicherà nel tempo una lunga e curiosa attenzione.

Il suo primo contatto come giornalista risale ai primi anni ’60, già dai titoli che probabilmente non sono solo redazionali, si intravvede il segno delle sue frequentazioni romane, di Carlo Levi in particolare, la cifra stilistica dei suoi articoli è in piena sintonia con la stagione del neo realismo, l’inchiesta dal titolo “Un ritratto di Carbonia”, composta da quattro articoli è realizzata per conto della Nuova Sardegna ed i suoi titoli sono significativi:

Chiusi per anni i minatori ai “medaus” e le ragazze si rifiutavano di fraternizzare;

Dietro la facciata di un mercato fiorente il tentativo di mascherare una realtà squallida;

Nei ricordi, nei racconti amari e concitati la storia di una città che forse muore;

Prostitute, biscazzieri e osti improvvisati vivevano attorno all’esercito dei primi minatori.

Nel 1961 viene pubblicato sul Contemporaneo, un allegato alla rivista politico culturale del PCI Rinascita, un saggio da titolo: Ritratto di Carbonia, è un testo che pur prendendo spunto dall’inchiesta dell’anno precedente, è più meditato, è questo il primo momento in cui inizia a valutare seriamente l’idea di scrivere un libro sulla storia della città.

Realizza altre due inchieste, nel 1980 per conto di Paese Sera, quattro articoli e nel 1984 per conto della Nuova Sardegna, ma in queste circostanze l’attenzione si concentra sulla prospettiva economica, la riapertura delle miniere di carbone, di quelle del settore metallifero e sulle vicende del polo industriale di Portovesme che è, a quella data, il principale polo italiano di trasformazione dei metalli non ferrosi.

Sono questi, gli anni in cui decide finalmente, di dare corso all’idea di scrivere un libro sulla città, un lavoro meticoloso di ricerca presso l’Archivio di Stato a Roma e con frequenti visite a Carbonia per acquisire documenti dall’archivio del Comune.

Questa fatica, troverà successo con la decisione dell’Amministrazione guidata da Ugo Piano, di sostenerne la pubblicazione in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario della Città di Carbonia, viene dato finalmente alle stampe il suo libro: Carbonia – Utopia e Progetto, Valerio Levi Editore.

Si tratta del primo testo nel quale viene rappresentata compiutamente la pur breve storia della città e, soprattutto, in cui vengono svelati contesto e ragioni, per molti di noi ancora inedite, in cui matura questa scelta.

Non si limitò a questo, per i preparativi del 50° della città si rivolse all’amministrazione cittadina con molte sollecitazioni che riguardavano prevalentemente la sfera artistica e culturale.

Nel 1987 venne a Carbonia in compagnia di Costantino Nivola (che poi scomparve prematuramente l’anno successivo nel mese di maggio) proponendolo per un intervento sulla piazza, cito a questo proposito testualmente da una lettera inviata al Sindaco Ugo Piano: «Ti raccomando, in particolare, la collaborazione con Costantino Nivola. E’ un grande personaggio e una grande personalità di sardo, alieno da ogni retorica, ma straordinariamente sensibile e attento. La sua idea di un “muro gravido”, dai molti significati, in una piazza riportata in pristino e da lui magari, anche modificata, mi sembra quella giusta».

In un’altra missiva indirizzata a Pietro Cocco che presiedeva il Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della nascita di Carbonia gli sollecitava un contatto con l’ingegner Valerio Tonini per la riedizione del suo romanzo sulla nascita della città “Terra del carbone”, mi pare importante renderne pubblico il giudizio in un passaggio della lettera: «Attorno al libro e alla sua presentazione sarà opportuno realizzare un convegno, chiamando alcuni critici e studiosi della letteratura realista e neorealista, della quale l’opera di Tonini è una vera e propria anticipazione».

Fu lui a mettermi in contatto con il Tonini nel 1991 per avere l’autorizzazione per la ristampa anastatica del romanzo e poiché questi, nella primavera del 1992 venne a mancare, fu lo stesso Ignazio a mettere a disposizione del Comune la sua copia, la copia n° 90.

Nel 1998, insieme a Natasha Pulitzer, contribuì alla realizzazione, in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Città, di un convegno dal titolo: “Dalla città di fondazione alla rifondazione sostenibile della città, con un sottotitolo dall’Autarchia alla sostenibilità. Furono invitati Giorgio Muratore storico dell’Architettura, Rossana Bossaglia storico dell’Arte, Francesca Segni Pulvirenti soprintendente regionale, Pasquale Mistretta Rettore Magnifico dell’Ateneo cagliaritano e la marchesa Etta Carignani Melzi, figlia di Guido Segre, presidente dell’ACAI, un convegno al quale partecipò il compianto Antonio Pennacchi inviato della rivista Limes diretta da Lucio Caracciolo.

Sempre per i 60 anni di Carbonia, Ignazio fu ospite del circolo dei sardi di Brescia.

Faccio questi accenni, per sottolineare una passione e un attaccamento a Carbonia che è durato ininterrottamente sino alla sua scomparsa nel 2011.

Aveva in animo di scrivere un libro nel quale raccogliere le sue inchieste giornalistiche del 1960, 1980, 1984 e il saggio del 1961 e mi aveva comunicato la scelta del titolo a cui aveva pensato: “Carbonia nel Cuore”.

Il faticoso lavoro di raccolta dei documenti, i suoi articoli, la sua poderosa produzione letteraria e poetica, che hanno ispirato la realizzazione del film, saranno custoditi in un fondo a lui dedicato, presso la sezione di Storia locale del comune di Carbonia e analogamente, come è stato annunciato, le numerose interviste effettuate per la realizzazione del film, saranno custodite presso il Centro di Servizi Culturali – Fabbrica del Cinema della Società Umanitaria.

Si tratta di materiali importanti che saranno messi a disposizione di chi vorrà, secondo la propria sensibilità e interesse, studiarne ed approfondirne l’opera intellettuale.

Il film, nel mettere in risalto i molteplici interessi con i quali si è cimentato, dedica alla figura di Ignazio Delogu poeta, uno sguardo privilegiato, infatti si conclude proprio con una sua poesia dal titolo: A bortas mind’istracco, che in italiano significa A volte so-no stanco e che vi propongo nella sua trascrizione in italiano.

A volte sono stanco.

A volte sono stanco d’esser sardo, mi si seccano, gli occhi e le labbra mi si gonfiano e il cuore incomincia a saltare come puledro nel campo.

Allora penso a luoghi lontani, forestieri, città dove sono allegre le strade, notte e giorno c’è movimento e sempre ci sono cinema, teatri e gente che saluta e parla come da noi non succede mai.

Gente civile di buoni sentimenti. Me ne vado – dico – me ne vado in luogo lontano forestiero domani me ne vado e non ritorno più saluto zio Barore e Damiano e Tottoi e Michele e Billia e me ne vado senza neanche voltarmi. Mi sembra di sentirli seduti in piazza sui cantoni:

Stai partendo? In buon’ora… se resisti… Altri che te ne abbiam visto partire… Nel caso ritorna… magari di nascosto…

Noi sempre qui ci ritrovi… Me ne vado domani o forse dopodomani.

Stasera mi siedo sulla soglia con uno sguardo saluto i vicini senza una parola e all’alba vado via senza voltarmi.

Spero che sia buon tempo e che per la strada non trovi nessuno perché se vedo gente lo so, mi fermo a chiacchierare e non trovo più il coraggio di partire.

O dico che son già tornato a prendere qualcosa che avevo dimenticato… Ignazio Delogu

Questo testo, credo riassuma fedelmente il nostro proposito di ricordarlo con questo bellissimo docufilm: non lo lasciamo andare via, Ignazio resta con noi!

Antonangelo Casula

Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, tenuto conto dell’evolversi della situazione sanitaria, ha ordinato la chiusura di quattro scuole, in via precauzionale ed eccezionale, fino al 3 maggio:
– Scuola Primaria Villaggio Operaio (Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea). Proroga dell’ordinanza Sindacale 35 del 19.04.2021.
– Sezione della Scuola dell’Infanzia che ha sede nello stabile della Scuola elementare del Villaggi Operaio (Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea). Proroga dell’ordinanza sindacale 35 del 19.04.2021.
– Scuola Secondaria di Primo Grado (Scuola Media) di via Isonzo (Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea).
– Scuola Primaria di Via Pacinotti, Serra Perdosa (Istituto Comprensivo Nivola).
Le ordinanze sono disponibili e consultabili nel sito internet istituzionale del comune di Iglesias.

 

Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contenimento dei casi di Covid-19, il sindaco di Iglesias. Mauro Usai, con ordinanza n. 32 di oggi, 12.04.2021, tenuto conto dell’esito dei tamponi diagnostici effettuati nei giorni scorsi, con riferimento ai casi che riguardano complessivamente 3 positività, di cui una presso la Scuola dell’Infanzia di Serra Perdosa e 2 presso la Scuola elementare sempre di Serra Perdosa, e dopo la ricostruzione dei contatti, stabilisce la chiusura dal 12 al 18 aprile, in via precauzionale, eccezionale e temporanea, delle scuole:
– Scuola dell’Infanzia – Serra Perdosa (Istituto Comprensivo Costantino Nivola)
– Scuola dell’Infanzia – Campo Romano (Istituto Comprensivo Costantino Nivola)
– Scuola dell’Infanzia – Via Pullo (Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea)
– Sezione della Scuola dell’Infanzia che ha sede nello stabile della Scuola Elementare del Villaggio Operaio (Istituto Comprensivo E. d’Arborea).
– Scuola dell’Infanzia “Baby Boom Cooperativa Sociale onlus” – Via San Salvatore 49.
«Oltre alle scuole chiuseha precisato il sindaco, Mauro Usai sono state isolate alcune classi delle scuole elementari di Serra Perdosa insieme ad insegnanti, che hanno solo quelle classi, ed operatrici mensa che servono solo in quelle classi. La Scuola dell’Infanzia, a differenza delle Primaria, infatti, non ha obbligo di mascherina e condivide spazi comuni. Precauzionalmente, quindi, è opportuno chiudere gli istituti dell’Infanzia per una settimana, alla luce della presenza di bambini e bambine sottoposti a quarantena in quanto contatto di positivi.»

L’ordinanza è disponibile e consultabile nel sito internet istituzionale del comune di Iglesias.

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Da martedì 21 aprile, presso i plessi scolastici dell’Istituto Comprensivo Pietro Allori in via Roma, via Crispi e via Isonzo, a Iglesias, verrà consegnato il primo lotto degli arredi scolastici acquistati grazie al bando regionale Iscol@.
La consegna proseguirà fino a venerdì 24 aprile, e rappresenterà la prima parte degli interventi finanziati dalla Regione Sardegna con un importo di 795.000,00 euro, stanziati per l’acquisto di materiale di arredo destinato alle scuole del comune di Iglesias, come nuovi banchi modulari, sedie ergonomiche e attrezzature multimediali adattabili alle esigenze didattiche di docenti e studenti.
Successivamente, le consegne dei materiali di arredo riguarderanno gli Istituti Comprensivi Nivola ed Eleonora d’Arborea.

«Stiamo creando le migliori condizioni per rafforzare il diritto allo studio – ha detto il sindaco, Mauro Usai – e per preparare nel miglior modo possibile il rientro a scuola dei nostri ragazzi.»

Soddisfazione espressa anche dall’assessore della Pubblica istruzione, Alessandro Lorefice, che ha spiegato come «l’’attività amministrativa non si sia fermata in questo momento di emergenza. Malgrado la chiusura delle scuole si è proceduto ad utilizzare le risorse disponibili per assicurare agli studenti e alle loro famiglie strutture più adeguate, per un servizio scolastico di qualità».

L’assessore dei Lavori pubblici Vito Didaci, il cui Assessorato ha collaborato all’installazione dei nuovi arredi nei plessi scolastici, sottolinea come «l’intervento sia un ulteriore passo in avanti nella realizzazione di quanto era stato individuato nelle linee programmatiche per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture scolastiche, indispensabili per chi vive ogni giorno la realtà della scuola».

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Pubblica istruzione, Beni Culturali, Andrea Biancareddu, ha nominato i rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Costantino Nivola”, con sede in Orani. Visti e valutati i curricula e il possesso dei requisiti in relazione alle funzioni da svolgere, sono stati nominati  Cristina Baiocchi e Gianfranco Oppo.

La Regione ha promosso e partecipato alla creazione della Fondazione “Costantino Nivola”, con sede in Orani, al fine di consentire e favorire, tra l’altro, l’analisi sistematica e la valorizzazione dell’opera e del messaggio artistico di Costantino Nivola, lo studio dell’arte contemporanea e delle sue forme di comunicazione nonché lo studio delle trasformazioni artistiche, sociali, culturali della Sardegna nella realtà contemporanea. I membri del Consiglio di Amministrazione, come anche il Presidente, durano in carica cinque anni e possano essere riconfermati.

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Sette cuscini ricamati con maestria e attenzione da mani artigiane, un progetto corale tra passato, presente e futuro, che si ispirano alle opere di sette Maestri sardi del ‘900. E una mostra “Ricami in cerca d’autore”, alla Galleria Macca in via Lamarmora 136 (Cagliari), che espone questi lavori grafici realizzati dagli studenti del primo anno del corso di Product Design della sede IED di Cagliari. Un progetto di ricerca personale e artistico sotto la guida della docente IED Annalisa Cocco del corso di Product Design che si sviluppa tra arte, design e cultura e un percorso di studio tra sette grandi artisti della nostra isola che si sono misurati nel mondo: Edina Altara, Salvatore Fancello, Maria Lai, Melchiorre Melis, Costantino Nivola, Giovanni Pintori, Eugenio Tavolara. «Per il secondo anno si rinnova la collaborazione fra IED e la Galleria Macca di Claude Corongiu che con poche altre in Sardegna porta avanti un prezioso lavoro di ricerca e di contaminazione fra le arti creative, di cui il lavoro dei nostri studenti del corso di Product Design è un rappresentativo esempio», spiega Monica Scanu, direttrice della sede IED Cagliari.

Sette autori per sette studenti che hanno avuto il compito di attraversare la vita e le opere di queste figure cruciali del mondo dell’arte del contesto isolano e mondiale, per poi sceglierne uno attraverso cui identificarsi e tradurre con il proprio sguardo giovane e fresco i segni distintivi dell’artista. “Un omaggio, una riflessione creativa di sette giovani studenti del primo anno del corso di Product Design dello Ied di Cagliari. Uno sguardo attento, non solo alle opere di questi grandi Maestri, ma anche alle loro storie di artisti, donne e uomini sardi, cittadini del mondo, colmi di anima e pensiero”, racconta Annalisa Cocco, docente IED, coordinatrice e responsabile del progetto che vede coinvolti gli studenti: Fabio Demurtas, Lorenzo Durante, Gabriele Onnis, Martina Pagani, Daniela Palmas, Marta Pidia, Alessio Sedda. La realizzazione dei cuscini è a cura di “Isola del ricamo” (Decimo).

La mostra è stata inaugurata il 30 maggio e sarà visitabile per dieci giorni il martedì, giovedì e venerdì dalle 19.00 alle 21.00.

Un percorso non solo formativo ma anche artistico per gli studenti IED che oltre alla realizzazione dei cuscini sono impegnati anche nel concept dell’esposizione, realizzata in collaborazione con la Galleria Macca. Una sinergia importante tra le due realtà culturali sarde che permette ai giovani creativi dell’Istituto Europeo di Design di misurarsi in ambiti contigui a quelli del design.

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Sette cuscini ricamati con maestria e attenzione da mani artigiane, un progetto corale tra passato, presente e futuro, che si ispirano alle opere di sette Maestri sardi del ‘900. E una mostra “Ricami in cerca d’autore”, alla Galleria Macca in via Lamarmora 136 (Cagliari), che espone questi lavori grafici realizzati dagli studenti della sede IED della Sardegna del primo anno. Un progetto di ricerca personale e artistico sotto la guida della docente IED Annalisa Cocco del corso di Product Design che si sviluppa tra arte, design e cultura e un percorso di studio tra sette grandi artisti della nostra isola che si sono misurati nel mondo: Edina Altara, Salvatore Fancello, Maria Lai, Melchiorre Melis, Costantino Nivola, Giovanni Pintori, Eugenio Tavolara. «Per il secondo anno si rinnova la collaborazione fra IED e la Galleria Macca di Claude Corongiu che con poche altre in Sardegna porta avanti un prezioso lavoro di ricerca e di contaminazione fra le arti creative, di cui il lavoro dei nostri studenti del corso di Product Design è un rappresentativo esempio», spiega Monica Scanu, direttrice della sede IED della Sardegna.

Sette autori per sette studenti che hanno avuto il compito di attraversare la vita e le opere di queste figure cruciali del mondo dell’arte del contesto isolano e mondiale, per poi sceglierne uno attraverso cui identificarsi e tradurre con il proprio sguardo giovane e fresco i segni distintivi dell’artista. «Un omaggio, una riflessione creativa di sette giovani studenti del primo anno del corso di Product Design dello Ied di Cagliari. Uno sguardo attento, non solo alle opere di questi grandi Maestri, ma anche alle loro storie di artisti, donne e uomini sardi, cittadini del mondo, colmi di anima e pensiero», racconta Annalisa Cocco, docente IED Cagliari, coordinatrice e responsabile del progetto che vede coinvolti i designer IED Cagliari di Product Design Fabio Demurtas, Lorenzo Durante, Gabriele Onnis, Martina Pagani, Daniela Palmas, Marta Pidia, Alessio Sedda. Realizzazione dei cuscini a cura di “Isola del ricamo” (Decimo). La mostra verrà inaugurata il 30 maggio alle ore 19.00, e sarà visitabile per dieci giorni il martedì, giovedì e venerdì, dalle 19.00 alle 21.00.

Un percorso non solo formativo ma anche artistico per gli studenti IED che oltre alla realizzazione dei cuscini sono impegnati anche nel concept dell’esposizione, realizzata in collaborazione con Claude Marongiu della Galleria Macca. Una sinergia importante tra le due realtà culturali sarde che permette ai giovani creativi dell’Istituto Europeo di Design di misurarsi non solo in ambito scolastico ma anche cittadino.