7 August, 2026
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«Il centrosinistra, come spesso gli accade, fa le cose al contrario: gli atti aziendali sarebbero dovuti essere la risultante non la premessa della programmazione sanitaria». Lo dichiarano Franco Meloni, del Centro studi dei Riformatori ed il consigliere regionale Michele Cossa. «Prima si sarebbe dovuta stabilire cosa si può offrire sul territorio – aggiungono Franco Meloni e Michele Cossa -, poi fissare il sistema di emergenza-urgenza (con anche le funzioni delle varie tipologie dì trasporto sanitario) e quindi, in base a queste due reti, definire la rete ospedaliera, l’aspetto più costoso e che maggiormente dipende dalle altre due».

«Solo dopo ha senso fare le linee guida da cui discenderanno gli atti aziendali: il numero e la qualità delle strutture territoriali e di quelle ospedaliere è legato alla programmazione dell’offerta dei servizi definiti nella stesura delle reti. L’alternativa è quella di non fare la programmazione e affidare lo sviluppo del sistema all’equilibrio tra domanda e offerta dei servizi che si crea spontaneamente nell’evolversi e nell’incrociarsi delle diverse esigenze sotto il profilo sociale e tecnologico e anche del mercato, sia pure un mercato controllato come quello della sanità. Non si può fare programmazione solo per dire di averla fatta o – concludono Franco Meloni e Michele Cossa -, peggio ancora, per giustificare a posteriori scelte già fatte sul piano politico e che con una corretta programmazione dei bisogni hanno poco da fare.»

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I Riformatori sardi tornano all’attacco della Giunta regionale sulla gestione della Sanità pubblica. «Il sistema sanitario isolano è sempre più malato, a oltre cinque mesi di distanza dall’istituzione dell’Ats nulla è cambiato, i costi sono aumentati e i servizi ridotti. E’ ora che la Giunta riferisca in Consiglio. In mattinata abbiamo presentato una mozione – annuncia il consigliere regionale Michele Cossa – chiediamo a Pigliaru di riferire in Aula sulla situazione del sistema sanitario e sugli interventi necessari per invertire la rotta».

«I dati sono catastrofici – aggiunge il coordinatore regionale Pietrino Fois – la sanità oggi si regge grazie alla dedizione di medici e infermieri. Si vive alla giornata senza programmazione e indirizzo». «Ciò che spaventa è l’immobilismo della Giunta – sottolinea il consigliere Luigi Crisponi – il sistema è in difficoltà e non si riesce a individuare la terapia per curarlo. Non si riesce a intervenire nemmeno su questioni specifiche. Nel 2014 il Consiglio ha approvato una legge sull’endometriosi per garantire cure ed esenzioni dai farmaci alle donne colpite dalla malattia. Ad oggi l’assessorato non è riuscito ad approvare le linee guida.»

«La Giunta oltre al peccato originale di considerare troppo esosa la spesa sanitaria, commette anche i peccati di gola, accidia ed ignavia – dice Franco Meloni – si pensava di risolvere tutto con l’istituzione dell’Ats, passaggio da noi stessi auspicato per la centralizzazione degli acquisti e la gestione del personale, ma la realtà è ben diversa. Oggi si pensa a distribuire direzioni generali e di servizio (gola); si trascurano i servizi territoriali con situazioni al di sotto degli standard di un paese civile come in Gallura (ignavia); si riducono i posti letto in alcuni territori senza pensare a servizi alternativi (accidia).»

Secondo Franco Meloni, il costo complessivo della sanità è commisurato alle esigenze geografiche e di distribuzione della popolazione sarda: «3,2 miliardi non sono troppi – afferma Franco Meloni – è vero che si potrebbe rimediare ad alcuni sprechi ma non si può paragonare il sistema sardo a quello delle altre regioni come la Lombardia e l’Emilia dove gli ospedali servono grossi bacini d’utenza a costi inferiori. I soldi vanno spesi bene, garantendo servizi e prestazioni di qualità ».

Sotto la lente d’ingrandimento dei Riformatori sardi, l’iter della riforma della rete ospedaliera. «Serve un pronunciamento del Consiglio senza il quale ogni atto è illegittimo, la riforma è bloccata per le divisioni interne alla maggioranza e per le critiche dell’opposizione – ricorda Franco Meloni – in questi mesi abbiamo assistito allo spostamento e alla chiusura di numerosi servizi. Chi lo ha deciso? La struttura dell’Areu potrebbe funzionare ma nei fatti è ancora un oggetto misterioso. Ancora non è stato nominato il direttore, nella migliore delle ipotesi ci vorrà almeno un altro anno e mezzo perché entri a pieno regime».  

Non meno critico il giudizio sul Mater di Olbia: «Non capiamo ancora perché si è scelto di affidarsi alla Fondazione del Qatar invece di ricorrere a una gara internazionale – ha detto Franco Meloni – l’ospedale doveva aprire nel 2016 ma, salvo ulteriori sorprese, aprirà a fine 2018».

Una situazione complessiva disastrosa, secondo i Riformatori sardi, un quadro allarmante che impone un dibattito in Aula. «Il Consiglio regionale ha il dovere di affrontare il tema – conclude il capogruppo Attilio Dedoni – c’è necessità di un ampio dibattito. L’Assemblea deve inoltre pronunciarsi sul futuro della Commissione d’inchiesta sui costi della sanità da me presieduta. La politica ha il dovere di dire se deve continuare la sua indagine o se invece deve fermarsi».

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Venerdì 7 aprile, a partire dalle 15.30, la sala conferenze della Grande Miniera di Serbariu ospiterà il convegno “Industria – Paesaggio – Ambiente PAESAGGI INDUSTRIALI VISSUTI!”, organizzato dalla RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) dell’Eurallumina.

E’ prevista la partecipazione di numerosi relatori.

• Prof. Pasquale Mistretta, già magnifico rettore dell’Università di Cagliari. Argomento: contraddizioni di paesaggi.

• Prof. Paolo Amat, docente di chimica industriale. Argomento: il processo Bayer per l’estrazione dell’allumina dalla bauxite.

Dott. Franco Meloni, medico, già direttore dell’Az. Osp. G. Brotzu. Argomento: la salute ed il lavoro.

Ing. Enrico Manca, dirigente industriale di importanti aziende nazionali, direttore di società di ingegneria e progettazione. Argomento: l’industria non va demonizzata, va fatta bene.

Prof. Battista Grosso, docente universitario di progettazione e gestione degli interventi di ingegneria ambientale. Argomento: la sostenibilità ambientale del settore allumina nell’Europa Occidentale.

Prof. Antonio Viola, docente universitario di principi di ingegneria chimica e industriale. Argomento: la trasformazione del fango rosso, da rifiuto industriale a risorsa. Un esempio di economia circolare.

Ing. Salvatore Cherchi, già sindaco di Carbonia, città insignita nel 2011 del premio del Consiglio Europeo per il paesaggio. Argomento: paesaggi industriali – paesaggi post industriali.

Dott. Cristiano Erriu, assessore Enti locali e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna. Argomento: linee guida per i paesaggi industriali.

«Sono invitati – si legge nella nota di presentazione della RSU Eurallumina – tutti coloro che hanno l’interesse di approfondire e conoscere da qualificati ed autorevoli relatori, senza barriere ideologiche e strumentali, temi di grande rilevanza sociale, economica e produttiva; sono invitati tutti coloro che non hanno dichiaratamente espresso, con le proprie azioni, contrarietà al progetto di ripresa produttiva di Eurallumina. La convenzione Europea del paesaggio assume un ruolo chiave nella pianificazione e nelle politiche territoriali.»

«Le popolazioni sono riconosciute come elemento di reale determinazione del paesaggio attraverso le percezioni che di esso hanno. Un paesaggio non più inteso come insieme di bellezze naturali, ma come territorio determinato dalla combinazione di fattori naturali antropici, da gestire e tutelare, riqualificare e valorizzare, promuovere e mettere a sistema in un rapporto equilibrato tra necessità di tutela e sviluppo economico.»

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I Riformatori sardi hanno presentato una proposta di legge per incentivare i “turisti residenti” e fare della Sardegna la Florida d’Europa, concedendo sgravi fiscali ai pensionati che scelgono di soggiornare nell’Isola per almeno nove mesi l’anno. È l’obiettivo della proposta di legge dei Riformatori sardi (inserita nel pacchetto delle misure fiscali denominato “Sardegna no tax”) che è stata illustrata questa mattina in conferenza stampa, oltreché dal capogruppo in Consiglio, Attilio Dedoni, dal segretario del partito, Pietrino Fois, dal presidente, Roberto Frongia, e dal responsabile dell’ufficio studi, Franco Meloni.

«Nei giorni in cui si discute la “finanziaria-stipendificio” del centrosinistra, affermiamo che alla Sardegna serve qualcosa di straordinario per rilanciare economia e sviluppo – ha dichiarato Pietrino Fois – e la nostra proposta lo è perché consente di incrementare il gettito fiscale e di creare una serie di opportunità per il lavoro e i redditi».

«Nel “bilancio fuori dal mondo” che si discute in Aula – ha aggiunto Attilio Dedoni – più della metà delle risorse  sono destinate a spese fisse (sanità, stipendi e agenzie) e non ci sono fondi per programmare lo sviluppo della Sardegna». «Servono maggiori entrate – ha proseguito il capogruppo – e con la nostra proposta le otteniamo favorendo la crescita del settore chiave per la nostra economia: il turismo».

«In sostanza – ha spiegato Franco Meloni – a tutti i pensionati che decidono di spostare la loro residenza in Sardegna, la Regione riconosce il rimborso Irpef pari alla metà delle tasse pagate e il beneficio aumenta fino al 60% se si sceglie di risiedere in un paese con meno di duemila abitanti.»

Per comprendere i vantaggi che ne deriverebbero alla Sardegna è stato ipotizzato il caso di un pensionato con 40mila euro lordi di pensione/anno. Sulla base degli scaglioni fiscali in vigore pagherebbe di Irpef circa 12mila euro/anno: 8.400 euro finirebbero nelle casse della Regione, in applicazione di quanto disposto dall’articolo 8 dello Statuto di Autonomia che stabilisce che la quota di compartecipazione regionale per i tributi sia pari ai 7 decimi Irpef e 9 decimi dell’Iva.

Verrebbe dunque restituita al “turista residente” la somma di 4.200 euro di Irpef, mentre le altre 4.200 euro resterebbero alla Regione che introiterebbe anche i 9 decimi dell’Iva sulle spese effettuate nel territorio regionale («stimando che si spenda l’80% della pensione rimanente dopo le tasse, circa 23mila euro, si incasserebbero  in media 4mila euro dall’Iva»).

In sintesi, un pensionato con 40mila euro lordi che sceglie di risiedere in Sardegna per nove mesi l’anno, in applicazione delle norme proposte dai Riformatori sardi, godrebbe di un sostanzioso sgravio fiscale e nel contempo genererebbe un incremento delle entrate fiscali della Sardegna pari almeno a 12mila euro l’anno.

«Ipotizziamo che centomila pensionati potrebbero scegliere la Sardegna invece del Portogallo o la Tunisia, dove già vigono queste forme di incentivo – ha spiegato ancora Meloni – e così il Pil sardo farebbe un balzo di almeno l’8% annuo (circa due miliardi di euro in più)».

I Riformatori sardi auspicano che la proposta possa registrare l’attenzione della maggioranza: «Ma non ci facciamo troppo affidamento anche se l’unica buona riforma che hanno fatto, quella della Asl unica, è nata da una nostra idea».

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«Quello che sta succedendo al Centro per la Sclerosi Multipla del Binaghi è un esempio paradigmatico di quello che sta succedendo nella sanità sarda da tre anni a questa parte. Uno strisciante processo di progressiva riduzione dell’offerta, che avviene giorno per giorno, e ogni giorno una nuova cattiva notizia, piccola magari, che riguarda poche persone ma dannosa, sembra che si voglia andare verso una forma di eutanasia dolce.» La denuncia arriva da Michele Cossa e Franco Meloni, rappresentanti dei Riformatori sardi, annunciando la presentazione di un’interrogazione sull’argomento.

«Che si debbano interrompere servizi indispensabili per i malati – prestazioni ampiamente programmabili perché riguardano malati cronici  – è il segno di una inaccettabile sciatteria gestionale che ormai pervade il sistema, aldilà delle ridicole vanterie dell’assessore Arru e del suo presidente .- aggiungono Michele Cossa e Franco Meloni -. Possibile che non si riesca a rinnovare tempestivamente una semplice convenzione da pochi soldi? Possibile che si debba arrivare a interrompere un servizio ambulatoriale  così delicato? Possibile che nessuno si senta in dovere di far qualcosa o almeno di chiedere scusa ai pazienti?»

«Tutto questo rivela una grave carenza di governo generale del sistema, che a questo punto non riguarda più, o almeno non tanto e non solo, la Regione quanto l’ATS Sardegna e la sua articolazione  cagliaritana, la cosiddetta Area socio sanitaria. Chi vive tutti i giorni il dramma, le sofferenze  e le ansie di una patologia subdola come la Sclerosi Multipla sa cosa significa dover rinunciare a servizi come questi, ma chi non ha il problema non può permettersi il lusso o la crudeltà di ragionare solo in termini ragionieristici e prendere a cuor leggero decisioni disastrose per la gente. O ancora peggio, di ignorare per ignavia i problemi. Che fine ha fatto – concludono Michele Cossa e Franco Meloni – il supermanager venuto dal mare a “miracol mostrare”?»

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Si allarga il dibattito sul progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina, dopo il via libera della conferenza dei servizi, arrivato l’8 febbraio nonostante il parere contrario, ritenuto non vincolante, del soprintendente del MIBACT Fausto Martino. Sull’argomento è intervenuto, tra gli altri, Franco Meloni, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari ed ex consigliere regionale, con alcuni post pubblicati sul suo profilo facebook, dei quali ne pubblichiamo uno.

«Non soddisfatto del suo parere contrario alla riapertura dell’Eurallumina, il sovrintendente Fausto Martino è tornato sull’argomento rilasciando soddisfatte dichiarazioni all’Unione Sarda.

Non solo difende il suo parere, questo lo capisco, ma insiste anche sul nuovo deposito dei fanghi rossi, il “budino” lo chiama lui, che sarebbe troppo alto e che comunque lui non vuole, perché resterebbe alle prossime generazioni e dovrebbe essere comunque sorvegliato e manutenuto.

E beh? Ammesso e non concesso che sia così, non si può sorvegliare e manutenere?

Ma il punto è un altro e cioè che mentre la prima parte del suo discorso è accettabile, sebbene non condivisibile, e rientra nelle sue competenze, la seconda è davvero fuori tema  e qualcuno dovrebbe occuparsi di questa esondazione opinionistica del tutto non richiesta e, a mio parere, impropria per un importante funzionario pubblico.

In che qualità esprime il parere sulla dannosità sanitaria del bacino dei fanghi rossi nel futuro?

Perché lui, che è il sovrintendente all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio, si occupa di salubrità ambientale?

Cosa c’entra ? E’ forse un epidemiologo? Un igienista?

E, non contento di questo, il dr. Martino sfrutta il momento di pubblicità per fare anche lo spiritoso, informandoci che il “budino” dei fanghi rossi sarebbe per sempre, come il “diamante della pubblicità” dice il sovrintendente, evidentemente soddisfatto del suo senso dell’umorismo.

Illustre Sovrintendente, c’è poco da fare gli spiritosi, in questa vicenda sono in ballo centinaia di posti di lavoro, la speranza di una vita decente per tante persone che il 27 del mese si sognano il suo stipendio sicuro, gente che grazie alla riapertura dell’Eurallumina sogna un futuro dignitoso per i propri figli.

Quindi per cortesia si contenga e riservi il suo senso dell’umorismo a situazioni più consone.

Per una volta sono costretto a dare ragione ad un assessore della Giunta Pigliaru, Cristiano Erriu che parla di accanimento ideologico, ma soprattutto devo fare mie le parole del rappresentante degli operai Pirotto.

Se passa il principio che sulle coste non si possono fare interventi di nessun tipo, neanche in quelle già compromesse da insediamenti industriali (come Portovesme), chiuderebbero tutte le industrie sarde, e non solo sarde.

E, guardate, io non escludo che questo si possa anche decidere, per difendere l’ambiente potrebbe essere opportuno, dobbiamo sempre ricordare che è in ballo il futuro dei nostri figli e bisogna pensarci bene prima di prendere decisioni delicate come queste, ma quello che non si può accettare che questo lo decida un funzionario. 

Spiritoso, per giunta.»

Franco Meloni

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Questa mattina i Riformatori sardi hanno presentato in Consiglio regionale una proposta di legge che punti sul golf per allungare la stagione estiva. Il testo, primo firmatario Michele Cossa,auspica che in Sardegna vengano realizzati soprattutto campi da 18 buche sui terreni dei privati ma anche su quelli della Regione dati in concessione attraverso un bando a evidenza pubblica. La dotazione finanziaria prevista è di 7,5 milioni di euro/anno per sei anni.

«Il nostro sogno da molto tempo – ha detto Cossa – è fare della Sardegna l’isola dei campi da golf creando un circuito che possa attirare i turisti medio alti nei mesi di “spalla”. Nella scorsa legislatura approvammo la legge dei Riformatori, della quale si occupò particolarmente Franco Meloni, ma questa maggioranza l’ha abrogata con un comma, sbagliando. Oggi scopriamo con piacere che la stessa maggioranza sta rivedendo questa posizione e dunque abbiamo pensato di portare un testo organico di legge nell’agenda politica.»

In Sardegna ci sono quattro campi di 18 buche  (Is Molas, Is Arenas Golf e Country Club, a Narbolia, Tanka Golf Club, a Villasimius) più due campi da nove buche (“Sa Tanca” a Flumini e un campo stagionale a 9 buche a San Teodoro).

I numeri del settore in Europa sono stati illustrati – anche alla presenza dei vertici della rappresentanza sarda della Federazione golf – da Roberto Frongia, presidente del partito: «Sette milioni di giocatori nei paesi dell’Unione europea, 80 nel mondo e circa 100mila in Italia. Un giro di affari in Europa di 50 miliardi di euro. Ma il dato più interessante è rappresentato dalla spesa pro capite: un turista mediamente lascia ogni giorno 53 euro alla terra che lo ospita mente un golfista mediamente spende 90 euro».

Di “sfida culturale” hanno parlato espressamente Pietrino Fois (a lungo consigliere regionale e assessore) e il deputato Pierpaolo Vargiu: «C’è un pezzo di Sardegna, del quale si deve tenere conto, che non capisce questa potenzialità rappresentata dal golf e dai soggiorni negli alberghi e nelle club house del golf. Non si tratta di uno sport solo per miliardari e dunque non ha ragione di essere questa ostilità preconcetta, anche sotto il profilo delle risorse ambientali. Per irrigare un campo da diciotto buche bastano i reflui irrigui di un paese di tremila abitanti».

Per il consigliere regionale Attilio Dedoni e Franco Meloni, protagonista della prima legge sul golf, abrogata all’inizio della legislatura in corso, infine, «questa scalcagnata maggioranza ha perso due anni e mezzo sulla materia e ora vorrebbe tornare a legiferare ripristinando la vecchia norma ma senza le cubature. E’ chiaro che i campi da golf non servono a nulla e nessuno ci va se non sono legati alle strutture ricettive. Ed è anche chiaro che il golf è una potenzialità grandiosa per allungare la stagione, specie in autunno e in inverno, quando i costi dei trasporti verso la nostra isola sono molto inferiori».

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I Riformatori sardi hanno preso posizione sulla decisione adottata dalla Giunta regionale di cancellare l’aumento di Irpef ed Irap per coprire il deficit della Sanità.

«Come preannunciato, dopo la rivolta dei cittadini, degli imprenditori e degli artigiani che minacciava di travolgerla, questa Giunta debole e succube di Roma ha fatto marcia indietro sull’aumento delle tasse – hanno detto il coordinatore regionale Michele Cossa, il capogruppo in Consiglio regionale Attilio Dedoni, il consigliere regionale Luigi Crisponi e il responsabile del Centro Studi del partito Franco Meloni -. Hanno fatto una figuraccia per nulla: era possibile sin da subito evitare nuove tasse. Lo abbiamo sempre sostenuto e oggi ci viene data ragione. All’assessore Paci e al presidente della commissione Bilancio si attorcigliano fantozzianamente  le lingue nelle convulsioni necessarie  a spiegare quella che è semplicemente una retromarcia clamorosa ma la verità è chiara: l’aumento della spesa sanitaria è minimo e se non c’era bisogno di nuove tasse ieri non c’e n’è neppure oggi. Oltre a tutto, come noi Riformatori abbiamo detto loro in tutte le salse, l’aumento dell’Irpef era impostato in modo tale da dare un gettito irrisorio alle casse della Regione e un umiliante obolo agli 800.000 sardi più poveri. E questa è la vera ragione della marcia indietro: il gettito era sotto i venti milioni per cui la rinuncia è stata facile. L’assessore Paci risale sconfitto e in disordine le valli che aveva discesa con orgogliosa sicurezza soltanto due mesi fa. Un’ennesima figura barbina di questi dilettanti allo sbaraglio che, purtroppo, allo sbaraglio stanno conducendo la Sardegna.»

Palazzo della Regione 3 copia

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Ospedale Brotzu Cagliari 3

Dopo Forza Italia, anche i Riformatori Sardi bocciano la riforma della rete ospedaliera approvata in via definitiva ieri dalla Giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru.

«Per l’ennesima volta la Giunta Pigliaru sbandiera come fatta una riforma che è ben lontano dall’entrare in vigore – dice Franco Meloni, responsabile del Centro studi dei Riformatori sardi -: la riorganizzazione della rete ospedaliera che, ad ogni passaggio burocratico, viene trionfalmente presentata come una novità. Lo stile è quello di Renzi ma loro sono ben lontano dalla bravura del putto fiorentino, anche nel vendere il nulla come in questo caso :si tratta sempre della solita minestra che è in giro ormai da un annetto buono ma che invece di migliorare col tempo, peggiora.»

«Adesso – aggiunge Franco Meloni – la delibera deve tornare in Consiglio dove senz’altro i territori sacrificati da quest’ennesimo provvedimento sbagliato di una Giunta disastrosa troveranno voci valide in loro difesa e certamente verrà profondamente modificato un piano  lontano anni luce da quello che veramente servirebbe alla Sardegna. Un piano che inventa popolazioni che non esistono nella realtà! Ci vorrà ancora molto tempo, per fortuna, prima di vederlo fare danni nell’isola e noi ci batteremo con forza per impedire alla Giunta e alla maggioranza di farne troppi. E, in ogni caso, aspettiamo di vedere ridotte nella prossima finanziaria gli stanziamenti per la sanità dei 134 milioni che, dice l’Assessore, saranno risparmiati con questo atto – conclude Franco Meloni -, così come aspettiamo i 250 milioni promessi da un Governo bugiardo ad una Giunta succube e credulona. Campa cavallo!»

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Palazzo della Regione 1 copia

Durissimo attacco dei Riformatori sardi alla Giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru sugli aumento delle aliquote Irpef decisi per ripianare il deficit creato dalla spesa sanitaria.

«La legge Dracula sugli aumenti Irpef, oltre che inutile e dannosa, sta creando il caos in Regione – denunciano il coordinatore regionale, Michele Cossa, e il responsabile del Centro Studi, Franco Meloni -: la società che gestisce le buste paga dei dipendenti delle Asl  ha comunicato di avere aggiornato il sistema “paghe” per gennaio, prevedendo gli aumenti sin da subito e non dall’anno prossimo come prevede la legge.»

«È chiarissimo nella legge – spiegano i due esponenti dei Riformatori – che tali imposte graveranno sui poveri sardi dal 2016 ma saranno pagate nel 2017, o almeno è chiaro a molti ma non a tutti. Infatti risulta che nei giorni scorsi la società Engeenering, che gestisce le buste paga di  tanti dipendenti della regione, tra cui quelli della sanità, ha comunicato per le vie brevi agli operatori delle Asl di avere aggiornato il sistema “paghe” per il mese di gennaio, nel senso  di prevedere che il pagamento dell’addizionale comunale e regionale relativa al 2015, da effettuarsi dal mese di gennaio 2016, sarebbe avvenuto applicando le aliquote nuove introdotte dalla legge 34/2015. La decisione appare in tutta evidenza palesemente illegittima tanto che, a fronte di immediate contestazioni, la stessa società ha comunicato a tutte le ASL che le nuove aliquote dell’addizionale regionale IRPEF sono state riconfigurate, in modo da considerare come base imponibile i redditi 2016, discendendo pertanto che tali aliquote verranno trattenute a partire dalla mensilità del gennaio 2017.»