6 November, 2026
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Qualcosa si muove nella debole struttura della Sanità del Sulcis Iglesiente. Ieri la Conferenza socio sanitaria territoriale, convocata dal presidente Paolo Luigi Dessì, ha incontrato il direttore generale Paolo Cannas, per fare il punto della situazione a distanza di sette mesi dall’inizio della nuova gestione. Hanno partecipato anche il direttore sanitario Francesca Bruder, il direttore amministrativo Milena Pau e il direttore socio-sanitario Antonello Cuccuru. Dopo il suo insediamento Paolo Cannas ha fissato sei priorità, sul cui stato di attuazione si è sviluppato il confronto con i sindaci, alcuni presenti nella sala consiliare della Provincia, altri collegati in videoconferenza: mappatura processi clinici e logistici- azioni di miglioramento: strutture complesse – graduazione funzioni (incarichi comparto e dirigenza); PNRR – Risorse; Fondi – Bilanci 2023, 2024, 2025; Finanziamenti vincolati; Tecnologie.
Il direttore generale ha sottolineato i passi in avanti compiuti, non nascondendo le difficoltà, ad esempio nella definizione delle procedure per la nomina dei primari (30 quelli richiesti, 3 quelli ad oggi riconosciuti da Ares).
Passi in avanti sono stati compiuti per l’attivazione degli ospedali di comunità, al Santa Barbara sono già attivi 15 posti letto, numero che a breve verrà raddoppiato, destinati prevalentemente a pazienti lungodegenti; degli ASCoT (gli Ambulatori di Comunità Territoriale creati per sopperire alla carenza di medici di medicina generale); delle case di comunità.
Per l’emergenza dei Pronto Soccorso, la ASL sta cercando di coprire i vuoti creatisi con la fine del rapporto con i medici a gettone, con gli stessi medici chiamati direttamente (il 60%-70% di loro avrebbe accettato ma sarebbe in atto un contenzioso con la cooperativa che li ha gestiti finora), convinti con forti incentivi economici.
Tra gli obiettivi fissati a breve, il direttore generale ha annunciato la riapertura del reparto di Neurologia dell’ospedale Sirai di Carbonia, fissata per il prossimo 21 settembre con l’attivazione di 10-12 posti letto.
I sindaci e il direttore generale della Asl Sulcis Iglesiente si sono lasciati con l’impegno di rivedersi a breve per verificare lo stato di avanzamento del processo avviato per il superamento delle numerose emergenze.

Si riunirà domani, mercoledì 22 luglio, alle ore 15.00, la conferenza socio-sanitaria del Sulcis Iglesiente, un appuntamento particolarmente atteso perché offrirà l’opportunità di un confronto diretto con il Direttore generale della ASL Paolo Cannas sui principali temi che interessano la sanità del territorio.
Se da un lato la conferenza sarà chiamata ad esaminare anche il bilancio, l’attenzione degli amministratori, sarà soprattutto rivolta alle questioni che incidono sulla qualità dei servizi sanitari e sul diritto alla salute dei cittadini. L’incontro, richiesto dagli amministratori, nasce dalla volontà di ottenere aggiornamenti e chiarimenti sull’organizzazione della rete ospedaliera, sulla situazione dei pronto soccorso, sulla continuità assistenziale, sulla medicina territoriale, sullo sviluppo delle Case della Comunità, sullo stato di attuazione dei progetti previsti e sulle prospettive future della sanità locale.
La Conferenza rappresenterà, inoltre, un’importante occasione per sottoporre alla direzione della ASL quesiti e richieste di chiarimento su tutte le tematiche ritenute strategiche per garantire servizi sempre più efficienti e rispondenti ai bisogni delle comunità.
«Il nostro obiettivo – sottolineano gli amministratori – è quello di avere un confronto aperto e trasparente con la Direzione dell’ASL, affinché i territori siano pienamente informati sulle scelte che riguardano l’organizzazione dei servizi sanitari. È un momento importante di dialogo istituzionale, che deve consentire di fare il punto sulle criticità, sui risultati raggiunti e sugli interventi programmati, nell’interesse dei cittadini e del loro diritto alla salute.»
«L’auspicio – dice il presidente della Conferenza Paolo Luigi Dessì – è che dall’incontro emergano risposte chiare e indicazioni utili per rafforzare la collaborazione tra ASL e amministrazioni locali, nella consapevolezza che una sanità vicina ai cittadini rappresenta una priorità per tutto il territorio.»

La ASL Sulcis Iglesiente prosegue il percorso di ammodernamento delle tecnologie sanitarie con un importante investimento destinato ai Servizi di Fisioterapia aziendali. Dopo molti anni, infatti, è stato completamente rinnovato il parco degli elettromedicali in dotazione alle sedi territoriali di Iglesias, Carbonia, Giba e Carloforte, con l’acquisizione di apparecchiature di ultima generazione che consentiranno di potenziare l’offerta riabilitativa rivolta ai cittadini.
In questi giorni sono in corso le attività di installazione, collaudo e formazione del personale sanitario, finalizzate a garantire un utilizzo appropriato e in piena sicurezza delle nuove tecnologie.
L’investimento ha interessato l’intera rete aziendale della riabilitazione.

In particolare, sono stati acquisiti:
* tre laser ad alta potenza di ultima generazione, destinati alle sedidi Iglesias, della Casa della Comunità di Carbonia e della Casa della Comunità di Carloforte;
* due apparecchiature per crioultrasuonoterapia, collocate presso Iglesias e la Casa della Comunità di Carbonia;
* nuovi dispositivi per elettroterapia e ultrasuonoterapia per le varie sedi territoriali;
* un’apparecchiatura per diatermia (tecarterapia);
* un sistema a onde d’urto focalizzate, che rappresenta una novità assoluta per la ASL Sulcis Iglesiente.
L’acquisizione del dispositivo a onde d’urto focalizzate costituisce significativo salto di qualità nell’offerta riabilitativa aziendale. La nuova tecnologia consentirà infatti di erogare prestazioni previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per il trattamento delle patologie che trovano specifica indicazione clinica nel vigente Nomenclatore Tariffario, ampliando l’offerta pubblica e garantendo ai cittadini l’accesso a trattamenti altamente specialistici direttamente sul territorio aziendale.
«Il rinnovo del parco tecnologico dei Servizi di Fisioterapia rappresenta un investimento strategico per la qualità dell’assistenza riabilitativa offerta ai cittadini – dichiara il direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente, dott. Paolo Cannas -. L’intervento interessa l’intera rete territoriale aziendale e consente ai nostri professionisti di disporre di tecnologie moderne, efficaci e conformi ai più elevati standard assistenziali.  In questa fase è in corso la formazione degli operatori e il completamento delle procedure di messa in esercizio delle apparecchiature; le prenotazioni delle nuove prestazioni saranno pertanto attivate a partire dal mese di settembre.»

Il progetto della Fondazione Maria Carta “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia” prosegue lunedì prossimo 22 giugno alle 15.30 con una nuova tappa, la quinta, stavolta all’Ospedale Sirai di Carbonia. Dopo Ozieri, Alghero, Cagliari e San Gavino Monreale, la Fondazione Maria Carta, in collaborazione con la Asl del Sulcis Iglesiente, riproporrà l’apprezzato evento musicale che porta un momento di conforto, cultura e vicinanza attraverso i suoni e i canti della musica sarda. Confermata la formula: i pazienti ospitati nei reparti del presidio ospedaliero potranno ascoltare un concerto itinerante a loro riservato, che vedrà ancora una volta la partecipazione di autorevoli rappresentanti dello scenario musicale della Sardegna, come la cantante Maria Giovanna Cherchi, il duo Fantafolk (Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas) e Beppe Dettori (chitarra e voce).

“Curare l’anima” è il messaggio che viene portato anche all’Ospedale Sirai. «Sarà la quinta tappa di un viaggio che stiamo facendo arrivare in tutti i territori della Sardegna – ribadisce Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, che si ispira ai valori e all’eredità culturale e artistica della grande cantante di Siligo, simbolo della musica e dell’identità della nostra isola nel mondo -. Come già avvenuto per gli altri appuntamenti sarà un’invasione pacifica. Portiamo la musica, ovvero una carezza quanto mai importante per i pazienti che stanno attraversando momenti difficili. Serve soprattutto come distrazione dalla sofferenza, in luoghi dove si vive anche la speranza. Il personale medico e sanitario, non dimentichiamolo mai – conclude Leonardo Marras -, fa un lavoro straordinario che costituisce una garanzia di assistenza e aiuto per chi si trova in una situazione di debolezza».

«Accogliamo con piacere questa nuova tappa di “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia” all’Ospedale Sirai – commenta Paolo Cannas, direttore della Asl del Sulcis Iglesiente -. La musica rappresenta un importante strumento di vicinanza e conforto per i pazienti, contribuendo a rendere più umano il percorso di cura. Ringraziamo la Fondazione Maria Carta e gli artisti coinvolti per questa iniziativa che porta serenità e speranza a chi sta vivendo un momento di fragilità.»

La tappa a Carbonia di “Voci e strumenti solidarietà” è in programma quindi lunedì 22 giugno, a partire dalle 15.30. L’evento non sarà aperto al pubblico, in quanto rivolto esclusivamente ai pazienti e agli operatori sanitari della struttura ospedaliera.

Lettera aperta del dottor Giorgio Madeddu alla presidente della Regione Alessandra Todde.

Gentilissima Alessandra Todde, Presidente Regione Sardegna

Le invio questa mia riflessione perché Le riconosco sensibilità e attenzione alle difficoltà della Sardegna ma non posso condividere alcune iniziative proposte dai Direttori Generali delle Asl individuati dal “Campo Largo” come necessarie e inevitabili.

Desidero proporle una riflessione e se possibile avere la sua opinione.

28 febbraio 2026 “L’Unione Sarda”

“L’ASCOT – precisa la ASL di Carbonia – svolge le stesse funzioni normalmente affidate ai medici di medicina generale: monitoraggio dei pazienti cronici e fragili. Particolare attenzione alla popolazione anziana, gestione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale”.
“Nessuna interruzione dell’assistenza, comunica la ASL, dichiarando di essersi attivata con largo anticipo per prevenire criticità. L’attivazione dell’ASCOT, secondo il D.G. Paolo Cannas, risponde adeguatamente ai bisogni assistenziali del territorio, offrendo un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

Analizziamo insieme Presidente e Assessore alla Sanità Todde:

A) Stesse funzioni affidate ai medici di Famiglia?

Iglesias, dopo pensionamenti e rinunce di 3 Medici di Famiglia, scopre che per 4.500 Pazienti non è possibile individuare nuovi Sanitari che possano prendersi cura di loro. La ASL di Carbonia istituisce presso l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias l’ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriali) che prevede dal lunedì al venerdì un medico presente per 5 ore, in sintesi 25 ore alla settimana. I 3 Medici di famiglia in una settimana garantivano ai 4500 pazienti tra ambulatorio, domiciliari, reperibilità telefonica per urgenze, rassicurazioni su dubbi terapeutici e impegni di natura burocratica, sempre più invadenti, 186 ore settimanali (62 x 3). E’ evidente, ma non per il Vostro Dott. Cannas, che la Comunità degli Orfani di Medico di Famiglia si troverà ad affrontare una realtà nuova, precaria con aggravio per l’intero sistema sanitario: Guardia Medica, 118, Pronto Soccorso e chiaramente medicina difensiva alle stelle. Fino a 6 mesi addietro affiancavo 1.500 Pazienti, ancora oggi 200 sono senza Medico benché il Distretto sanitario di Iglesias mi avesse garantito entro i primi di novembre adeguata soluzione per tutti.

Ogni giorno concludevo faticosamente la mia giornata dopo le 21 con non poche preoccupazioni per le difficoltà che incrociavano i Pazienti per accedere al sistema sanitario non certo universalistico, per niente gratuito e sempre meno accessibile a troppi.
Un Medico dell’ASCOT di Iglesias in 5 ore di ambulatorio senza triage, sostituisce 3 Colleghi quindi 100 minuti per ogni Medico; eppure io che conoscevo una vita i Pazienti, con una segretaria dedicata, dopo 12 ore mi sentivo spesso inadeguato. Dopo oltre due mesi di attività dell’ASCOT iglesiente non si registra una sola visita domiciliare (utilissima e produttiva attività del Medico di Famiglia, previene accessi impropri ai servizi d’urgenza) ma forse Lei Presidente Todde potrebbe richiedere al Dott. Cannas una sintesi dell’attività extra ambulatoriale, potrei nella mia indagine essere stato superficiale.
Un Medico di Famiglia ogni mese tra Visite Programmate ai Pazienti cronici, allettati, in ADI, dimissioni ospedaliere e necessità impreviste raggiunge a domicilio mediamente 3 Pazienti al giorno. Recentemente ho visitato i locali dell’ASCOT, la fiumana dei richiedenti arrivava a 120, alle 13.00 un centinaio di Pazienti era stato servito, gli altri a casa, 3 minuti a Paziente!!! Eppure: “Stesse Funzioni….” Io non mi permetto di avanzare consigli ma senza mettere in discussione i tanti consiglieri e Direttori Generali che le hanno presentato L’ASCOT come brillante alternativa e le possono riferire quanto non la fa soffrire prenda, senza preavviso a metà mattina, il numeretto segna coda e sperimenti come ho fatto io le “stesse funzioni” poi con calma le paragoniamo a come eravamo abituati.

B) “La ASL 7 si è attivata con largo anticipo per prevenire possibili disagi.”

La dichiarazione, agiografica, della ASL è patetica, il dott. Cannas avrebbe fatto ben altra figura se avesse evitato questa imprudenza. Inviai alla dottoressa Campus e per conoscenza al Presidente Solinas le previsioni sulle inevitabili criticità della Medicina Generale del Sulcis nel 2022. E’ proprio vero “…non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra …” Che strano, il dott. Cannas e la d.ssa Campus erano colleghi, D.G. Solinasiani, ma forse non dialogavano su queste problematiche “provinciali”, condividevano altri, più importanti obiettivi. Sarà mia premura farle avere la nota cestinata senza risposta perché i Direttori Generali (storicamente tutti, anche i segnalati dal centro sinistra) di solito non rispondono se non a coloro che li nominano.

C) “L’ASCOT è un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

I primi servizi ASCOT in Sardegna emergono nell’oristanese quando l’8 marzo 2023 il D.G. della ASL dott. Serusi propone un bando per Medici disponibili alle ASCOT per 10 sedi carenti di Medico di Famiglia. La settimana successiva con lo stesso entusiasmo di chi vince la Coppa dei Campioni dichiara che ben 90 medici sono disponibili, un trionfo! Oggi le 10 ASCOT, furono virali e molto contagiose, sono diventate 44. Il dott. Serusi sicuramente per tanti altri meriti è stato reclutato anche dal “Campo Largo”, oggi guida AREUS.
Nel 2023 l’attuale Direttore Generale allora alla ASL di Nuoro in, chiaramente fraterna, competizione con il Solinasiano Seruci attiva il 21 aprile (medaglia d’argento) un bando (rispondere alla carenza di 24 medici di Famiglia) per 9 sedi ASCOT (Bitti, Oliena, Olzai-Ottana, Orotelli, Sarule, Fonni, Orgosolo, Dualchi e Nuragugume) anche in quella occasione l’ASCOT farà tutto (lo garantisce Lui), ma sopra tutto sarà “temporaneo”. Giugno 2023 mezzo trionfo, risposta molto positiva: 34 medici dichiarano disponibilità agli ASCOT a questi si aggiunge Macomer.

Dai primi di Gennaio 2026 Dott. Cannas Dirige la ASL 7 di Carbonia, come si sono evoluti gli ASCOT temporanei da Lui inaugurati del nuorese? Tutti operativi i primi con integrazione delle new entry: Siniscola, Sorgono, Dorgali, due Ascot a Nuoro e se Lei, Presidente Todde, fosse interessata nel portale della ASL di Nuoro e del resto della Sardegna troverebbe tutte le recenti moltiplicazioni (ASCOT FOREVER).
Stravagante l’affermazione del Dott. Cannas : Servizio Sanitario Temporaneo. Non sarà sfuggito ai suoi consiglieri la tendenza a rinunciare agli incarichi per Medico di Famiglia disertando i bandi (si sono presentati in 70 su quasi 500 posti vacanti) e l’esaltante partecipazione ai bandi per le sedi ASCOT.
Il motivo sta tutto nella triade: Fatica, Responsabilità e Denaro. Il Medico di Famiglia svolge una professione emozionante, si prende cura del Paziente nella sua globalità, è un esercizio opposto alla frettolosa e asettica ricettazione; è ascolto, accoglienza, studio anche di quanto i soli esami non raccontano, affianca il Paziente per un lungo tratto della sua esistenza e percepisce la responsabilità per la fiducia che in lui si riversa. E’ totalizzante, dopo il Covid non offre possibilità alternative, tralasci famiglia, passioni, volontariato, diventi ostaggio di una responsabilità che non ammette tentennamenti, potresti arrenderti? Sarebbe umano pensarci.
Il Danaro gioca un ruolo importante: il compenso per 5 ore di ASCOT è di 300 euro, il compenso per 12 ore di lavoro del Medico di Famiglia si aggira, considerando le spese, sulla metà, si comprende meglio perché è molto più seducente disertare alcuni bandi e non altri. Il pericolo reale Onorevole Todde aleggia inesorabile, la nostra regione rischia di trasformarsi in un ASCOTIFICIO o meglio in un SARDASCOTIFICIO e Lei potenziale Madrina della cerimonia, la tendenza è incontenibile se non si procede a nuove iniziative.
L’ASCOT pensiero rappresenta la sconfitta della sanità territoriale, annulla la possibilità per il Malato di poter fare affidamento su un Medico di fiducia per tutta la giornata sapendo che lo troverà disponibile sempre, una amicizia itinerante che si trasforma in rassicurazione ansiolitica.
Durante i primi 6 mesi da pensionato ho ricevuto numerose segnalazioni di Pazienti senza medico di Famiglia due mi hanno indignato e lasciato senza parole.
Signora Giovanna invalida, 92 anni: “…e adesso chi mi cura?”;
Signora Anna 90 anni invalida, grave cardiopatia, allettata, in terapia con i nuovi anticoagulanti orali, da diversi giorni senza terapia perché l’ASCOT (come qualsiasi altro ufficio) rispetta rigorosamente il segna coda e l’orario di chiusura dell’ambulatorio, quindi poca sensibilità, nessuna elasticità tantomeno valorizzazioni delle priorità.
Davanti a questa realtà di decadenza sanitaria non possiamo invocare pezzette come ASCOT né tamponamenti momentanei o inaugurazioni di distrazione di massa ma programmare in tempi purtroppo non brevi una trasformazione globale di un Servizio Sanitario ormai in transumanza verso la Sanità privata.
Le possibili proposte sul tavolo per la sanità territoriale (di prossimità la definite con orgoglio): Case e Ospedali di Comunità che a macchia di leopardo stanno per inaugurarsi. Sono locali, muri, letti, sopramobili, senza operatori. Prevedo che l’ASCOT pensiero verrà utilizzato costantemente e queste strutture saranno ASCOTizzate, inevitabili tagli di nastri tricolori con Sindaci brillanti che antepongono i contenitori e il proprio narcisismo all’essenzialità dei bisogni sanitari.
Alcune iniziative, fondamentali, sono state proposte con passione dal Movimento 5 Stelle e mi permetto di valorizzarne la loro attualità ma, andrebbero sostenute.

1) Libero Accesso alla Facoltà di Medicina
2) Direttori Generali delle ASL e dirigenti sanitari indicati dopo pubblico concorso.
3) Obbligo dopo la specializzazione di esercitare per almeno 5 anni nel Servizio Pubblico
4) Chiedere la partecipazione della Comunità a nuovi stili di vita e vivere da protagonisti la medicina preventiva.

La condizione precaria, terminale, del Servizio Sanitario Nazionale invoca scelte radicali, impopolari che richiedono pazienza e sacrifici per la Comunità vittima sacrificale della sanità dei partiti. Non si otterrà nessun miglioramento se non avremo il coraggio di scegliere tra chi merita e i maggiordomi.

Onorevole Todde Buon Lavoro, Rifletta.

UNA COMUNITA’ CHE NON SOSTIENE LA VITA DEBOLE HA I GIORNI CONTATI

Giorgio Madeddu
Medico di Famiglia in Pensione
Resp. Scientifico “Amici della Vita San Giuseppe”

E’ stato presentato oggi nella Casa di Comunità il progetto sanitario destinato a diventare il fulcro dell’assistenza di prossimità, con particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti cronici e al rafforzamento dell’integrazione tra servizi territoriali e strutture ospedaliere. Sono intervenuti alla presentazione, a fianco del direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Cannas, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il presidente della conferenza socio-sanitaria della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Luigi Dessì e il direttore facente funzioni del distretto di Carbonia Lorenzo Espa. Prende così forma a Carbonia il nuovo modello di sanità territoriale del Sulcis Iglesiente.
La struttura di Carbonia, individuata come Hub del nuovo modello organizzativo insieme al Presidio Santa Barbara di Iglesias, rappresenta il primo tassello operativo della rete territoriale che nei prossimi mesi collegherà anche le sedi spoke di Carloforte, Giba, Sant’Antioco, Fluminimaggiore e Domusnovas.
Un modello costruito per avvicinare la sanità ai cittadini, semplificare l’accesso alle cure e rafforzare la continuità assistenziale attraverso una presenza più capillare dei servizi sul territorio.
All’interno della Casa di Comunità troveranno spazio specialistica ambulatoriale, medicina generale, servizi infermieristici e percorsi integrati dedicati ai pazienti fragili e cronici, con un’organizzazione orientata alla collaborazione costante tra professionisti sanitari.
Elemento centrale del progetto è l’utilizzo delle nuove tecnologie per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio. Strumenti che consentiranno ai medici di medicina generale e agli specialisti di condividere valutazioni cliniche in tempo reale, migliorando la rapidità delle risposte e riducendo gli spostamenti dei pazienti, soprattutto nelle aree più periferiche del territorio.
Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione delle patologie croniche, con programmi di monitoraggio continuo per pazienti affetti da scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e diabete. L’obiettivo è intercettare precocemente eventuali peggioramenti clinici, limitando ricoveri ospedalieri e accessi impropri al pronto soccorso.
«La Casa di Comunità rappresenta un cambiamento concreto nel modo di fare sanità sul territorio: più vicina ai cittadini, più integrata e supportata dalla tecnologia. Vogliamo costruire una rete capace di garantire continuità assistenziale e risposte rapide ai bisogni delle persone, soprattutto dei pazienti più fragili», sottolinea il direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente, Paolo Cannas.
Il progetto rientra tra gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso la Missione 6 Salute, il programma nazionale che punta a ridisegnare l’organizzazione della sanità territoriale italiana dopo la pandemia, rafforzando l’assistenza di prossimità e l’integrazione tra ospedale e territorio.
Le Case di Comunità rappresentano uno degli assi strategici della riforma: strutture aperte e multidisciplinari pensate per offrire ai cittadini un punto unico di accesso ai servizi sanitari territoriali, riducendo frammentazione, tempi di attesa e disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Nuovo passo avanti nel percorso di ammodernamento della rete ospedaliera e territoriale della ASL Sulcis Iglesiente, sostenuto da importanti investimenti in ambito edilizio, strutturale e tecnologico che stanno imprimendo un cambio di passo significativo negli ultimi mesi.
I progetti di edilizia riguardano tutte le case di comunità dell’azienda che beneficeranno di risorse aggiuntive legate al PNRR oltreché ammodernamento di alcuni reparti Ospedalieri.

«Un momento fondamentale per la Asl 7 Sulcis – dice il direttore generale Paolo Cannas -, perché stiamo disegnando la struttura della futura azienda che avrà una forte vocazione tecnologica individuando come primo luogo di cura il domicilio del paziente.»
Il processo di rinnovamento, che coinvolge in maniera significativa le Case e gli Ospedali di Comunità – strumenti strategici per una sanità sempre più vicina ai cittadini – interessa in queste settimane anche la Rianimazione del Presidio Sirai, oggetto di interventi urgenti e attesi da tempo sull’impianto di climatizzazione che dureranno tre settimane. Per consentire l’esecuzione dei lavori in piena sicurezza e senza interruzioni dell’assistenza, dal 21 maggio l’attività della Rianimazione sarà temporaneamente trasferita presso il Presidio Ospedaliero CTO di Iglesias per circa tre settimane.
L’obiettivo è garantire adeguati standard di sicurezza, qualità dell’assistenza e migliori condizioni operative per il personale sanitario.
I contenuti degli interventi programmati sono stati condivisi con tutti i sindaci nella recente conferenza socio sanitaria territoriali e ribaditi, nella mattinata odierna, con il sindaco di Carbonia.
È stata definita, infine, la data di inaugurazione della Casa di Comunità di Carbonia, prevista per il prossimo 27 maggio, ulteriore tassello nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale.

A pochi giorni dall’attivazione della postazione infermieristica di Terralba, Areus raddoppia potenziando anche il servizio di emergenza 118 gestito dall’associazione Volontari Soccorso di Giba che garantirà la copertura 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana e introducendo negli equipaggi la presenza di infermieri specializzati a bordo dell’ambulanza di base.
Per il territorio è un’importante novità soprattutto in un periodo particolarmente delicato per il sistema sanitario territoriale.
Nella sede dell’Associazione Volontari Soccorso Giba, in via Principe di Piemonte n. 128, erano presenti il direttore generale di Areus Angelo Maria Serusi, il sindaco del comune di Giba Andrea Pisanu, il direttore generale ASL Sulcis Paolo Cannas, il presidente dell’Associazione Volontari Soccorso Giba Roberto Orrù e Giulio Oppes Dirigente del Servizio Professioni sanitarie e tecniche di Areus.
«Il nuovo servizio, grazie alla presenza di un infermiere, in costante raccordo con la Centrale Operativa 118 e mediante l’utilizzo di protocolli avanzati, contribuirà a rendere maggiormente operativo e qualificato il sistema 118 su questo territorio – ha detto il direttore generale Angelo Maria Serusi -. Il nostro programma continua. Intendiamo potenziare capillarmente su tutto il territorio la presenza delle ambulanze infermieristiche. Dopo questa, prevediamo l’attivazione di altre 4 postazioni entro giugno e portare a 11  le India, la metà di quelle previste e che auspichiamo possa giungere all’obiettivo appena terminerà il reclutamento del personale infermieristico.»
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente e fondatore Roberto Orrù, che  definisce l’arrivo dell’infermiere a bordo dell’ambulanza un traguardo fondamentale per tutta la comunità.
«Per l’associazione l’ampliamento del servizio rappresenta il risultato di un lungo percorso di crescita portato avanti dall’associazione nel corso dei suoi oltre trent’anni di attività – ha precisato Roberto Orrù -. Volontari Soccorso Giba ha investito costantemente nel miglioramento delle infrastrutture, dei mezzi e della formazione del personale. Le ambulanze in dotazione sono equipaggiate con strumentazioni moderne e all’avanguardia, continuamente aggiornate per garantire interventi sempre più efficienti e sicuri. Grande attenzione è stata dedicata inoltre alla formazione del personale e dei volontari, impegnati costantemente in attività di aggiornamento professionale e preparazione tecnica.»

Lunedì 18 maggio, alle ore 12.00, a Giba, verrà inaugurato il Servizio di Soccorso Infermieristico (INDIA) dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna.

Nella sede dell’Associazione Volontari Soccorso Giba, in via Principe di Piemonte n. 128, saranno presenti il direttore generale di Areus Angelo Maria Serusi, il sindaco del comune di Giba Andrea Pisanu, il direttore denerale della ASL Sulcis Paolo Cannas, il presidente dell’Associazione Volontari Soccorso Giba Roberto Orrù e il dirigente del Servizio Professioni sanitarie e tecniche di Areus Giulio Oppes.

 

Si è svolto oggi a Iglesias, presso il Centro Culturale di via Cattaneo, il terzo appuntamento del ciclo di incontri territoriali dedicati alla presentazione del Piano Regionale dei Servizi alla Persona. All’iniziativa hanno preso parte il Capo di Gabinetto dell’assessorato regionale della Sanità, Stefano Ferreli – che ha portato i saluti della presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, la Direttrice generale delle Politiche sociali Francesca Piras, il Direttore generale della Asl 7 di Carbonia Iglesias Paolo Cannas, i sindaci del territorio e i rappresentanti dei PLUS.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis IGlesiente, Mauro Usai. Prima di entrare nel merito dei contenuti del Piano, nel corso dell’incontro è stato ricordato come in Sardegna manchi una pianificazione regionale organica nel settore dei servizi alla persona da oltre vent’anni. Il Piano, previsto dalla legge regionale n. 23 del 2005, è stato infatti approvato una sola volta a seguito dell’entrata in vigore della norma, senza essere successivamente aggiornato.
«C’è stato un tentativo nel 2022, con un’approvazione tramite delibera di Giunta, che però non ha mai visto la luce all’interno del Consiglio regionale – ha spiegato Stefano Ferreli -. Di fatto, quindi, è da oltre due decenni che manca una pianificazione dei servizi alla persona che metta insieme il lavoro dell’Assessorato, quello dei Comuni, delle Province e degli enti del Terzo settore.»
L’obiettivo del nuovo Piano è quello di restituire agli enti locali un ruolo centrale e pienamente protagonista nella programmazione dei servizi, valorizzando il contributo di tutti i livelli istituzionali e delle realtà territoriali.
Ampio spazio è stato dedicato anche al metodo adottato per la costruzione del Piano. La normativa vigente prevede infatti forme di consultazione limitate ai tavoli istituzionali, come la Consulta del Terzo settore, escludendo di fatto esperienze e competenze diffuse nei territori, in particolare quelle maturate all’interno dei PLUS e nelle amministrazioni comunali.
Per questo motivo, su impulso della Presidente Todde e in raccordo con la Direzione generale delle Politiche sociali, è stato avviato un percorso partecipativo articolato in una serie di incontri territoriali, finalizzati a coinvolgere attivamente tutti i soggetti interessati.
Quello di Iglesias rappresenta il terzo appuntamento del ciclo – che prevede complessivamente otto tappe – e ha consentito di approfondire ulteriormente il confronto sui contenuti del Piano.
Il percorso partecipativo è finalizzato alla costruzione di un Piano realmente condiviso, accompagnato da strumenti di valutazione in tutte le sue fasi: ex ante, prima dell’approvazione; in itinere, durante l’attuazione; ed ex post, per misurarne l’efficacia e orientare eventuali aggiornamenti.
Il ciclo di incontri proseguirà nelle prossime settimane negli altri territori della Sardegna, con l’obiettivo di raccogliere contributi utili a definire una programmazione moderna, integrata e rispondente ai bisogni delle comunità locali.