15 April, 2026
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Dalle ore 5.00 di questa mattina, 6 marzo 2026, su richiesta del 112, i vigili del fuoco sono stati impegnati nella ricerca di due turisti di nazionalità Repubblica Ceca dispersi in località Gutturu Mannu, nel comune di Assemini. La centrale operativa dei vigili del fuoco di Cagliari ha inviato sul posto la squadra di pronto intervento e la squadra specializzata Saf (Speleo alpino fluviale) che hanno perlustrato l’area impervia.
Le operazioni di ricerca sono state rese difficoltose dalle condizioni meteo avverse. I due turisti sono stati ritrovati in buone condizioni di salute dalla squadra Saf dei vigili del fuoco alle ore 9.15 dopo aver percorso circa 6 km su sentieri in salita e impervi.
Visto e confermato dai ragazzi stessi il loro buono stato di salute non è stato richiesto l’intervento del 118.

Sinistra Futura Carbonia prende atto che, a oggi, non è arrivato nessun riscontro alla richiesta di riattivazione della Commissione Pari Opportunità nel nostro comune. Sottolineiamo che la CPO era stata annunciata nel 2022 come strumento centrale contro le discriminazioni di genere, salvo poi lasciarla senza risorse, senza supporto e, infine, senza alcuna operatività. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna spiegazione pubblica, nessun atto che ne motivi l’inattività, nonostante la Commissione sia ancora prevista dal regolamento comunale.
In vista dell’8 marzo, “Giornata internazionale della donna” Sinistra Futura Carbonia auspica una risposta e un cronoprogramma chiaro per la riattivazione della CPO. In caso contrario, sarà evidente che l’Amministrazione considera la parità di genere un tema di facciata.
Luisa Poggi
segretaria cittadina
Sinistra Futura Carbonia

Il 6 marzo, alle 17.30, nella sala della sezione di storia locale, Grande Miniera di Serbariu, verrà presentato il libro di Francesco Carta – “ECCIDIO”.

Settembre 1904. L’eco degli spari ancora rimbombava tra le rocce della gola di Buggerru. I morti, colpevoli d’aver “espropriato gli espropriatori”, non avevano ancora trovato degna sepoltura. I feriti soffrivano nelle baracche di fango. Dalla Camera del Lavoro di Milano, alcuni giorni dopo quel tragico 4 settembre, partì il primo sciopero generale nazionale per contestare il massacro voluto dal padrone, colonialista straniero, che chiamò l’esercito per domare la protesta proclamata per dire no ad una “arbitraria modifica dell’orario di lavoro”. Un poeta e uno sparuto gruppo di minatori, avanguardie del proletariato, raccontando la vita di tutti i giorni nelle miniere del tempo, racconteranno quello che, dopo l’eccidio, il nascente sindacato dei minatori, guidato a Buggerru da Alcibiade Battelli, mise in agenda. Poche pagine per dare voce ai veri protagonisti, dimenticati, della protesta e per rendere giustizia alle innumerevoli fatiche e ai sacrifici fatti da uno dei più importanti nuclei del sindacalismo moderno. Da quelle gallerie partirono le lotte: per la riduzione dell’orario di lavoro: si lavorava dodici ore al giorno, sei giorni alla settimana; per migliorare le condizioni di vita all’interno delle gallerie e prevenire il rischio degli infortuni; per abolire il lavoro dei minori nel sottosuolo; per un salario dignitoso. Rivendicazioni che il Partito Socialista dell’epoca portò tra i banchi del parlamento. Leggerete di frane, infortuni e vessazioni di ogni tipo. Caporali, sorveglianti, direttori e di “lui”: il greco. La storia svelerà tra le righe quello che la cronaca del tempo riuscì a minimizzare, attribuendo la responsabilità dei fatti ad una moltitudine di avventati, invasati e pretenziosi: i tanti morti di fame che chiedevano pane, un orario di lavoro umano e un salario equo. Racconterò, come scrisse Girolamo Sotgiu: «Uno dei periodi più tristi per la classe lavoratrice e per il popolo sardo».

A novant’anni dalla scomparsa di Giorgio Asproni, una delle figure più significative del panorama economico e industriale della Sardegna, tra Ottocento e Novecento, il Villaggio Minerario Asproni e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara promuovono una giornata dedicata alla memoria, alla storia e al paesaggio minerario del territorio.

L’appuntamento è in programma sabato 7 marzo 2026, quando natura e memoria si intrecceranno in un’iniziativa che unisce cammino, racconto e commemorazione nel suggestivo scenario dell’altipiano di Seddas Moddizzis, tra Iglesias e Gonnesa.

La giornata prenderà il via con una escursione organizzata dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, un percorso ad anello di circa 8 chilometri lungo antichi sentieri minerari che conducono al Villaggio Asproni, sorto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per ospitare i lavoratori della miniera e le loro famiglie. Un cammino tra paesaggi silenziosi e testimonianze di archeologia industriale che raccontano la vita quotidiana di una comunità costruita attorno al lavoro minerario.

L’escursione culminerà con l’arrivo al villaggio, dove alle ore 10.00 è in programma l’evento celebrativo – dal titolo “Legàmi” – promosso dal Villaggio Minerario Asproni per ricordare la figura dell’ingegner Asproni.

Proprio il tema dei legàmi rappresenta il filo conduttore della giornata: legàmi profondi che Giorgio Asproni seppe coltivare nel corso della sua vita: con Bitti, suo paese natale, che volle simbolicamente ricreare in miniatura proprio a Seddas Moddizzis accanto alla sua miniera; e con Iglesias, sua città d’adozione, dove costruì rapporti duraturi con il tessuto sociale, imprenditoriale e culturale, ricevendo la cittadinanza onoraria e dove oggi riposa.

Alla commemorazione, su invito del Villaggio Minerario Asproni, parteciperanno tra gli altri, i sindaci dei comuni di Iglesias e Bitti, i presidenti dell’Associazione Mineraria Sarda e della Fondazione Giorgio Asproni, il commissario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, oltre alla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, che con l’escursione dedicata, contribuirà a ricalcare idealmente le orme di una figura centrale della storia mineraria sarda.

Una giornata che vuole essere non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione per riscoprire e condividere una memoria collettiva fatta di lavoro, comunità e identità, nel cuore di uno dei luoghi simbolo della storia mineraria del Sulcis Iglesiente.

 

Riparte la mobilitazione del Comitato No alla Discarica di Is Urigus. Ieri 4 marzo 2026 il Comitato No Alla Discarica si è riunito.
«La decisione è unanime: la nostra pazienza è finitasi legge in una nota -. Chi ha avuto l’ardire di chiudere la strada comunale “Monserrato” deve sapere che sta sfidando non solo un comitato, ma la storia stessa. Abbiamo i documenti. La Giunta Municipale di Palmas Suergiu, il 7 marzo 1869, classificava questa strada come comunale. San Giovanni Suergiu non era ancora un Comune autonomo, ma quella strada era già dei cittadini! Non è solo un sentiero. È la via che da Is Urigus porta a Matzaccara e alla SS 126. È il diritto di chi possiede terreni e proprietà lungo il percorso di accedervi senza chiedere permesso a nessuno. Per valorizzare la nostra terra, organizzeremo nel prossimo mese di maggio una grande passeggiata comunitaria attraverso i nostri colli, con arrivo a Is Loccis Santus per il pranzo. Sarà una giornata di festa e di rivendicazione.»

«La legge è dalla nostra parte (Cassazione 3604/2017)conclude il Comitato No alla Discarica -. L’attività di cava non può sequestrare 150 anni di vita pubblica. Useremo ogni strumento legale per far saltare quelle sbarre. Riparte la mobilitazione del Comitato No alla Discarica di Is Urigus. Il 4 marzo 2026 il Comitato No Alla Discarica si è riunito. La decisione è unanime: la nostra pazienza è finita. Chi ha avuto l’ardire di chiudere la strada comunale “Monserrato” deve sapere che sta sfidando non solo un comitato, ma la storia stessa. La strada tornerà ai cittadini. Perché è la cosa giusta.»

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale Francesco Agus, ha approvato la deliberazione con la quale sono state aggiornate le modalità di realizzazione dei censimenti delle popolazioni di Cormorano (Phalacrocorax carbo), superando il metodo adottato con la deliberazione del 2015.

Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi. Il censimento dei cormorani costituisce infatti la base tecnica per la determinazione del numero medio degli individui presenti e per la successiva quantificazione economica dei danni arrecati alle produzioni ittiche.

Alla luce delle risultanze scientifiche emerse dai censimenti regionali e dalla letteratura internazionale di settore, la deliberazione introduce una revisione del metodo di campionamento dell’attività di pesca nei compendi ittici. In luogo delle cinque fasce di rilevazione giornaliere previste dal metodo adottato nel 2015, i rilievi verranno ora effettuati in tre fasce orarie mattutine – 08:00, 10:00 e 12:00 – ritenute più rappresentative dell’effettiva attività di predazione della specie. Gli studi evidenziano infatti che, durante il periodo invernale, la maggior parte dei cormorani concentra l’attività alimentare nelle prime ore del giorno, mentre l’intensità della pesca tende progressivamente a diminuire nel corso della giornata.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora Rosanna Laconi interveniamo su un elemento fondamentale per la corretta gestione del fenomeno, aggiornando il metodo con cui vengono raccolti i dati e rendendo le rilevazioni più aderenti alla realtà. Disporre di dati più accurati significa poter valutare meglio l’impatto della specie e sostenere in modo più efficace e trasparente le imprese della pesca e dell’acquacoltura che operano nei nostri sistemi lagunari.»

L’aggiornamento metodologico approvato dalla Giunta si colloca nella prospettiva della realizzazione di uno studio scientifico più ampio, previsto dalla legge regionale di stabilità per il 2026, che ha autorizzato uno stanziamento di 70mila euro annui per il biennio 2026-2027 a favore delle Università della Sardegna per attività di censimento del cormorano e per lo sviluppo di nuove metodologie di studio e gestione della specie.

Lo studio consentirà di aggiornare ulteriormente le metodiche di rilevazione alla luce dei progressi scientifici e tecnologici maturati negli ultimi anni, con l’obiettivo di affinare gli strumenti di monitoraggio e avvicinare sempre di più le stime della presenza della specie ai dati reali, migliorando anche i criteri di determinazione degli indennizzi. Il lavoro di ricerca potrà inoltre valorizzare il significativo patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel tempo dagli operatori del comparto ittico dei compendi lagunari, che rappresenta una risorsa preziosa per il miglioramento delle metodologie di osservazione e di analisi del fenomeno.

«La gestione dei rapporti tra fauna selvatica e attività produttive aggiunge l’assessora Rosanna Laconi richiede conoscenze scientifiche solide, strumenti di monitoraggio aggiornati e una collaborazione costante con il sistema della ricerca. Il lavoro che avvieremo con le università sarde ci permetterà di compiere un ulteriore salto di qualità nella conoscenza del fenomeno e nella capacità di costruire risposte sempre più efficaci per il comparto.»

La deliberazione stabilisce inoltre che le nuove modalità di censimento trovino applicazione a partire dalla stagione 2024-2025, dando mandato agli uffici competenti di assicurare la diffusione dei nuovi criteri presso le amministrazioni territoriali affinché ne venga garantita un’applicazione uniforme.

Con questo intervento la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel coniugare la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività economiche tradizionali, promuovendo strumenti di gestione sempre più fondati sulla conoscenza scientifica e sulla corretta valutazione degli equilibri ecosistemici dei sistemi lagunari dell’isola.

Calasetta in festa per i 100 anni di nonna Antonietta Sorgia Biggio. Questa sera il sindaco Antonello Puggioni le ha portato gli auguri dell’Amministrazione comunale per il raggiungimento dello splendido traguardo dei 100 anni. Antonietta Sorgia Biggio ha due figli maschi, Giampaolo ed Ernesto, che l’hanno festeggiata con tutta la famiglia.

Calasetta ieri ha dato l’ultimo saluto a Luigi Scopelliti, noto “Titin”, morto all’età di 102 anni. Il 14 gennaio scorso è tornato alla “Casa del Padre” don Giovanni Cauli, all’età di 101 anni. Antonietta Sorgia Biggio ha raggiunto nel “Club dei centenari” di Calasetta Angelo Marcia, che prossimamente festeggerà il suo compleanno numero 101.

La Provincia del Sulcis Iglesiente ha annunciato la propria adesione al progetto degli Ambulatori gratuiti Talità Kum, promossi dalla cooperativa sociale Casa Emmaus di Iglesias, con un sostegno economico di 20.000 euro per l’annualità 2026.
La decisione è stata formalizzata attraverso un decreto emanato dal Presidente della Provincia, che riconosce il valore sociale e sanitario del progetto e ne sostiene lo sviluppo nel territorio.
L’annuncio è stato dato nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Provincia a Carbonia, alla presenza del Presidente Mauro Usai, delle consigliere provinciali Isangela Mascia e Daniela Massa, e del responsabile degli ambulatori Talità Kum Gianni Salis.
«Talità Kum è un progetto concreto che aiuta la parte più fragile della cittadinanzaha dichiarato il presidente della Provincia Mauro Usaie rappresenta uno strumento importante per difendere e tutelare il diritto alla salute. Con questo atto la Provincia entra nella famiglia di Talità Kum e consegna la propria fiducia a un’esperienza che costruisce una vera politica di prossimità per il territorio. Le attività diagnostiche e di screening consentono di anticipare i percorsi di cura e possono contribuire ad alleggerire anche il carico degli ospedali.»
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra istituzioni e terzo settore per rispondere ai bisogni sanitari e sociali della popolazione.
Anche la consigliera delegata all’Istruzione Daniela Massa ha evidenziato l’importanza di servizi che avvicinino la sanità alle persone, soprattutto a chi incontra maggiori difficoltà ad accedervi. Durante la conferenza stampa sono stati illustrati anche i risultati raggiunti dagli ambulatori Talità Kum, inaugurati nel giugno 2025.

In nove mesi di attività il poliambulatorio ha registrato una crescita significativa, con oltre 1.450 prestazioni effettuate, una media in crescita negli ultimi mesi con oltre 250 prestazioni mensili e il coinvolgimento di circa 20 specialisti volontari, affiancati da personale dedicato all’accoglienza.
Attualmente cinque Comuni del territorio (Iglesias, Carbonia, Perdaxius, Gonnesa e Carloforte) hanno aderito alla rete di collaborazione con Casa Emmaus, mentre altri due (Flumimimaggiore e Domusnovas) stanno completando il percorso di convenzionamento.
Il progetto Talità Kum si sviluppa attraverso tre principali linee di attività: l’assistenza diagnostica polispecialistica gratuita rivolta alle persone in condizioni di fragilità economica, il Piano di Promozione della Salute con incontri pubblici dedicati alla prevenzione, e le attività di screening realizzate attraverso il poliambulatorio mobile CareVan, che permette di portare servizi sanitari direttamente nei Comuni del territorio.
L’adesione della Provincia rappresenta, dunque, un passaggio importante per il consolidamento del progetto e per il rafforzamento di una rete territoriale di cura e prevenzione sempre più vicina alla comunità.

Vediamo le interviste realizzate con il responsabile degli ambulatori Talità Kum, Gianni Salis, e la consigliera provinciale Isangela Mascia, delegata della Coesione sociale, Pari opportunià e Politiche giovanili.

Dalla giornata di ieri i vigili del fuoco del Comando di Cagliari sono impegnati nel territorio del comune di Iglesias per la ricerca di un uomo di 76 anni di cui non si hanno più notizie da alcuni giorni. E’ stato attivato dalla Prefettura di Cagliari il “Piano per la ricerca delle persone scomparse” con l’affidamento del coordinamento operativo.
Istituito un Posto di Comando Avanzato dei vigili del fuoco nell’area urbana periferica della città, coordinato dal Funzionario di Guardia del Comando dei vigili del fuoco di Cagliari.
Sul posto stanno operando la squadra di pronto intervento del distaccamento di Iglesias, esperti Tas (topografia applicata al soccorso), piloti Sapr (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) con i droni, unità cinofile e team SAF (speleo alpino fluviali) inviati dalla centrale operativa di Cagliari.
Collaborano alle ricerche Forze dell’Ordine, squadre di volontari del soccorso Alpino speleologico della Sardegna.
In prima fase le ricerche si concentrano nell’area della diga di Punta Gennarta e nella strada che dal cinema porta verso la campagne Emmaus e Marganai.

In occasione della Giornata Mondiale del Rene, che si celebra il 12 marzo, anche la ASL Sulcis Iglesiente aderisce alle iniziative internazionali dedicate alla sensibilizzazione sulla salute renale con diversi appuntamenti sul territorio da lunedì 9 a sabato 28 marzo.
Dal 9 al 13 marzo sono in programma giornate di prevenzione nei centri dialisi di Carbonia e Iglesias. Durante gli appuntamenti i cittadini potranno effettuare visite, consulenze specialistiche gratuite e prelievi per la valutazione della funzione renale.
Per partecipare è necessario prenotare ai seguenti numeri:
• Centro Dialisi di Carbonia: 0781 6683693
• Centro Dialisi di Iglesias: 0781 3922802
Le attività di prevenzione proseguiranno giovedì 19 marzo nel comune di Fluminimaggiore, con una nuova giornata di visite e consulenze gratuite (prenotazioni al numero 0781 3922802).
Il ciclo di appuntamenti si concluderà sabato 28 marzo a Carloforte, presso il Centro Dialisi Satellite di via XX Settembre, con un’ulteriore giornata di prevenzione ad accesso libero.
Accanto alle iniziative rivolte alla popolazione, è prevista anche una giornata di aggiornamento professionale. Giovedì 12 marzo, nella sala Sala Remo Branca di Iglesias, si terrà il corso di formazione dal titolo “Aferesi in Nefrologia”, destinato agli operatori sanitari.
L’iniziativa punta a rafforzare la cultura della prevenzione e a favorire la diagnosi precoce delle malattie renali, patologie che nelle fasi iniziali possono svilupparsi senza sintomi evidenti. Individuarle in tempo significa intervenire con maggiore efficacia, rallentarne l’evoluzione e migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti.