22 January, 2022
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Prende il via oggi, al Centro “Domo Noa” di Carbonia, il primo laboratorio per la “Pet Therapy”. Si tratta di una straordinaria pratica terapeutica in grado di promuovere importanti miglioramenti nelle persone affette da disabilità, in particolare per ciò che riguarda la sfera del benessere emotivo e comportamentale nonché l’approccio alle sindromi dello spettro autistico e in generale per la limitazione di specifiche difficoltà fisiche.

«Ringraziamo calorosamente Stefania Gambacorta, coadiutore (abilitata in ambito nazionale) del cane negli interventi assistiti con gli animali, e naturalmente il co-terapeuta, Charlie, lo straordinario cagnetto di 6 anni che ci accompagnerà a cadenza settimanale in questa nuova avventura», ha detto Franca Boi, presidente dell’associazione “Le Rondini” che gestisce il Centro “Domo Noa”.

Inclusione ed integrazione sociale sono le parole d’ordine che da sempre caratterizzano l’azione e la mission dei volontari dell’associazione “Le Rondini” di Carbonia. Valori straordinari alla base del laboratorio speciale attivato oggi – grazie alla collaborazione di alcune figure appositamente specializzate fornite dall’associazione A.S.VO.C di Carbonia, per il riconoscimento e la gestione delle emergenze. L’iniziativa, interamente dedicata agli ospiti della struttura Domo Noa, sita in via Costituente, a Carbonia, si articolerà in dieci sedute ed aiuterà a far sviluppare e far emergere nei partecipanti le proprie potenzialità allo scopo di migliorarne la condizione in riferimento alla disabilità e alle difficili sfide della quotidianità.

«Grazie a questo laboratoriospiega Franca Boi, presidente dell’associazione “Le Rondini”, i nostri ragazzi impareranno a riconoscere un’emergenza, dentro e fuori dalla propria abitazione, a saperla gestire e, nel rispetto della mission che caratterizza il nostro impegno sociale quotidiano, a sentirsi utili e importanti verso il prossimo e la realtà che li circonda.»

«Ma non solo, i nostri ragazziaggiunge Franca Boiverranno preparati verso, eventuali, nuove forme di collaborazione in altre tipologie di volontariato, magari proprio nell’ambito del soccorso alle persone. Nonché aiutati a far emergere le proprie potenzialità allo scopo di dotarli di quegli strumenti indispensabili per far fronte alle sfide della quotidianità. Perciò ringraziamo gli amici dell’A.S.VO.C. conclude la presidente dell’associazione “Le Rondini”per il concreto quanto costante sostegno a favore delle nostre attività.»

Nella seduta di ieri, il Consiglio regionale ha dato il via libera definitivo alla legge Omnibus. Tra i vari interventi inseriti nel testo approvato, figurano un finanziamento di 360.000 euro a favore dell’associazione di volontariato “Le Rondini” di Carbonia, impegnata nel campo dei “servizi educativi, ricreativi e socializzanti destinati a disabili con forti bisogni di accompagnamento al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana”, in particolare nell’attuazione dei progetti “L’Isola del cuore” nella spiaggia di Maladroxia, a Sant’Antioco, e “Domo noa”, nella Casa della Domotica di via della Costituente, a Carbonia; e un secondo finanziamento di 160.000 euro, per la manutenzione dello stadio Comunale “Carlo Zoboli”, del campo di calcio di Cortoghiana e di altri impianti sportivi di Carbonia.

Questo pomeriggio le finalità dei due finanziamenti sono state spiegate dal consigliere regionale Fabio Usai, componente del gruppo sardista, che li ha proposti e sostenuti nel lungo iter che ha portato alla definitiva approvazione maturata ieri nell’Aula di via Roma, nel corso di un primo incontro svoltosi nella sala riunioni della Casa della Domotica, nel quale è intervenuto telefonicamente il sindaco Pietro Morittu, e di un secondo incontro davanti allo stadio “Carlo Zoboli”.

Alleghiamo le interviste realizzate con Franca Boi, presidente dell’associazione Le Rondini; il consigliere regionale Fabio Usai; e Damiano Basciu, “storico” leader dell’associazione I Briganti.

 

Da ieri, grazie alla generosità di 27 imprenditori locali, l’associazione Le Rondini dispone del “pulmino solidale”. La presentazione ufficiale, organizzata con il patrocinio gratuito del comune di Carbonia, si è svolta ieri pomeriggio, nel Centro ricreativo sociale “Domotica” di via della Costituente 87, a Carbonia, sede dove l’associazione attua il progetto “Domo noa”, «opportunità di sperimentazione e di sviluppo di servizi educativi, ricreativi e socializzanti destinati a disabili con forti bisogni di accompagnamento al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana».
Il pulmino solidale rappresenta l’ennesima conferma del grande cuore solidale di Carbonia e del territorio del Sulcis, come emerge dall’elenco dei 27 imprenditori locali che, con i loro contributi, hanno permesso la realizzazione di un sogno: Medianet, Euralcoop, Francesco Contini Eredi Carbonia, Alice Surgelati, Macelleria Rocco Carbonia, Nuova Mobilità Sarda, Laboratorio Analisi Cliniche Calabrò, Sulcis Gomme Carbonia, Erboristeria Fiordaliso Carbonia, Farmacia Fenu Carbonia, Agenzia funebre La Sulcitana, Cancedda Assicurazioni Carbonia, Studio di Radiologia medica e Terapia fisica dott. Ignazio Puddu Carbonia, Refill Center Carbonia di Alessandro Mallocci, Carolina Ranch, Laboratorio Analisi Biologiche sud carbonia, Paolo Pala Ottica Gioielleria, Farmacia Soru, Studio Sala commercialista Sant’Antioco, Farmacia Turacchi Gloria Carbonia, Veri Conglomerati Carbonia, Maddaminù San Giovanni Suergiu, Agenzia Martinelli Carbonia, Cirdu Frutti di Mare Sant’Antioco, L’Antico Fornaio Carbonia, Farmacia Urgu Carbonia, Me.Pu. Sas Studio Dentistico Mezzena.
Durante la presentazione che ha visto anche la consegna delle chiavi, abbiamo intervistato Paola Massidda, sindaco di Carbonia, e Franca Boi, presidente dell’associazione Le Rondini.
Giampaolo Cirronis

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Mercoledì 26 febbraio, alle 16.00, nell’Aula consiliare del comune di Sant’Antioco, l’associazione di volontariato “le Rondini” incontra i cittadini di Sant’Antioco per la presentazione del progetto “Domo Noa”. Saranno presenti il sindaco Ignazio Locci; l’assessore delle Politiche sociali Eleonora Spiga; la responsabile del Servizio Politiche sociali, Antonella Serrenti; la presidente ed il direttore scientifico dell’associazione “Le Rondini”, rispettivamente Franca Boi e Leonardo Tola; la pedagogista ed educatrice del centro Domo Noa, Laura Manca. L’ingresso al convegno è libero e gratuito. Dopo la presentazione seguiranno il dibattito e la proiezione del video “Una piccola grande storia”.

Cosa è “Domo Noa”?

«“Domo Noa” è un Centro ricreativo Sociale, uno spazio (situato in Costituente 87, a Carbonia) appositamente strutturato e idoneo a favorire il processo di crescita e di integrazione sociale di persone disabili con forti bisogni di accompagnamento, al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana. I principali fruitori sono disabili fisici e motori; disabili intellettivi e relazionali; soggetti con disabilità sensoriali e disabili gravissimi tracheotomizzati. Il progetto Domo Noa segue la realizzazione, sempre ad opera dell’associazione “le Rondini”, del primo stabilimento balneare accessibile ai malati gravi e gravissimi, “Isola del Cuore”, che ha sede nella spiaggia di Maladroxia, a Sant’Antioco.»

 

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E’ stato inaugurato questo pomeriggio, a Carbonia, il primo centro di domotica della Sardegna, “Domo Noa”. Al taglio del nastro, effettuato dal sindaco Paola Massidda e dalla presidente dell’associazione di volontariato Le Rondini che gestirà la struttura, Franca Boi, erano presenti il direttore scientifico dell’associazione Leonardo Tola e numerosi sindaci ed amministratori del Comuni del Sulcis Iglesiente.

Con l’inaugurazione del Centro che, lo ricordiamo, venne inaugurato una prima volta nel 2010 ma non è stato finora utilizzato per i fini proposti, la città di Carbonia compie un passo avanti importante nel campo dell’inclusione sociale dei disabili. “Domo Noa” è uno spazio appositamente strutturato e idoneo a favorire il processo di crescita e di integrazione sociale di persone disabili con forti bisogni di accompagnamento, al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana. I principali fruitori saranno disabili fisici e motori; disabili intellettivi e relazionali; soggetti con disabilità sensoriali e disabili gravissimi tracheotomizzati. “Domo Noa” sarà anche un centro ricreativo sociale, punto di riferimento per l’integrazione e l’aggregazione dei ragazzi.

Allegati gli interventi del sindaco Paola Massidda, dell’assessore dei Servizi sociali Loredana La Barbera e della presidente dell’associazione “Le Rondini”, Franca Boi.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221075814312944/

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Giovedì 28 novembre, alle ore 16.00, in via Costituente 87, a Carbonia, verrà inaugurato il primo Centro di Domotica in Sardegna, un centro ricreativo sociale, punto di riferimento per l’integrazione e l’aggregazione dei ragazzi. L’iniziativa è organizzata dal comune di Carbonia e dall’associazione di volontariato “Le Rondini”, che gestirà la struttura, denominata “Domo Noa”, uno spazio appositamente strutturato e idoneo a favorire il processo di crescita e di integrazione sociale di persone disabili con forti bisogni di accompagnamento, al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana. I principali fruitori saranno disabili fisici e motori; disabili intellettivi e relazionali; soggetti con disabilità sensoriali e disabili gravissimi tracheotomizzati.

Il sindaco Paola Massidda esprime la sua soddisfazione per il decollo di una struttura inaugurata nel 2010, ma fino ad ora inutilizzata per i fini preposti: «Un’opera incompiuta che finalmente potrà prendere corpo favorendo lo sviluppo di una città sempre più moderna e inclusiva. Un progetto innovativo, unico in Sardegna, in grado di favorire la socializzazione, l’emersione delle potenzialità personali per rafforzare il senso di autostima e creare, attraverso processi di compartecipazione, il coinvolgimento delle famiglie. Il tutto, attraverso il lavoro di figure specializzate che opereranno in stretta sinergia con i volontari dell’associazione “Le Rondini”, recentemente distintasi per il meraviglioso progetto “Isola del Cuore”, attuato a favore dei disabili nella spiaggia di Maladroxia.»

«Si tratta di una struttura d’eccellenza e siamo orgogliosi che la nostra città possa fregiarsene, garantendo un servizio fondamentale per i disabili con attività mirate al sostegno e alla consulenza psicologica, all’attività di integrazione sociale, alla terapia occupazionale, ai laboratori di gruppo, alle attività motorie e alla consulenza tecnica per il miglioramento dell’accessibilità», ha rimarcato l’assessore dei Servizi sociali, Loredana La Barbera.

L’inaugurazione del centro “Domo Noa” prevede una visita guidata all’interno della struttura e, a seguire, un piccolo rinfresco.

Interverranno all’iniziativa il sindaco Paola Massidda, l’assessore ai Servizi sociali Loredana La Barbara, il presidente dell’associazione di volontariato “Le Rondini” Franca Boi e il direttore scientifico dell’associazione Leonardo Tola.

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Un notevole passo avanti nel campo dell’inclusione sociale grazie alla realizzazione di un nuovo servizio, il primo Centro Domotico in Sardegna – denominato “Domo Noa” – che sta per avviare le proprie attività nella città di Carbonia.

“Domo Noa” è uno spazio appositamente strutturato e idoneo a favorire il processo di crescita e di integrazione sociale di persone disabili con forti bisogni di accompagnamento, al recupero di una relazione sociale e di autonomie personali per la propria cura e gestione quotidiana. I principali fruitori saranno disabili fisici e motori; disabili intellettivi e relazionali; soggetti con disabilità sensoriali e disabili gravissimi tracheotomizzati.

Per presentare il nuovo centro ricreativo sociale, il comune di Carbonia e l’associazione “Le Rondini” hanno indetto per giovedì 14 novembre, alle ore 10.00, nella sala riunioni della Torre Civica, una conferenza stampa alla presenza del sindaco Paola Massidda, dell’assessore dei Servizi sociali Loredana La Barbera e del presidente dell’associazione “Le Rondini” Franca Boi.

È stata una giornata di intenso lavoro per la commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc), che ha sentito in audizione l’Associazione celiaci, la delegazione dei Medici specialisti ambulatoriali veterinari e l’associazione “Le Rondini onlus”. L’associazione celiaci ha chiesto di essere sentita in audizione per chiedere un intervento della Commissione affinché la Regione di doti di una legge che obblighi le attività che si occupano di somministrazione di alimenti a frequentare un corso dell’Ats per ottenere una abilitazione alla vendita di prodotti per celiaci. Milena Cau ha spiegato ai commissari che la Sardegna è la regione in cui l’incidenza della patologia è maggiore in proporzione al numero di abitanti e che nel 2017 nell’Isola erano presenti 7mila celiaci. Il problema, ha continuato, è che i gestori di molte attività, che vogliono servire prodotti senza glutine, non conoscono i rischi derivanti dalla contaminazione. Cau ha anche chiesto un rafforzamento del personale del Sian (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) per effettuare maggiori controlli e quindi consentire ai celiaci di poter mangiare fuori di casa senza rischi per la propria salute. Il presidente Gallus ha garantito l’impegno della Commissione per approfondire l’argomento e valutare le possibili soluzioni. I medici specialisti ambulatoriali veterinari che operano nell’ambito dei Servizi veterinari del Dipartimento di prevenzione dell’Ats sono stati sentiti in audizione per la seconda volta dalla Commissione Sanità. Nella scorsa seduta, a giugno scorso, avevano chiesto l’intervento della Commissione per ottenere lo sblocco delle ore per la medicina specialistica e l’aumento del contratto a 30 ore come hanno già fatto in alcune Aziende sanitarie e la sottoscrizione dell’Accordo integrativo. Allo stato attuale, ha spiegato la dottoressa Patrizia Uras, soltanto gli specialisti di Sassari e Nuoro lavorano ancora con un contratto di 18 ore, mentre i colleghi di Oristano, Olbia e Cagliari hanno già ottenuto un aumento delle ore passando a 25-30 ore. “Dal 18 giugno – ha spiegato Patrizia Piras – ci sono state delle rilevanti novità per la Specialistica ambulatoriale, che hanno riguardato tutte le figure che operano all’interno del Contratto (ACN)”. Il rinnovo e la chiusura dell’Acn a livello nazionale “ha finalmente risolto tutte le criticità che riguardavano i veterinari, rimettendo gli stessi in tutti gli articoli del contratto stesso con le stesse prerogative degli altri professionisti”. La seconda novità, ha spiegato Uras, è poi la delibera n. 26/36 dell’11 luglio, firmata dall’Assessore della Sanità, Mario Nieddu, “che di fatto consente il turnover dei medici specialisti e la possibilità di procedere al completamento dell’orario”. Patrizia Uras ha chiesto quindi che la Commissione porti le loro richieste all’assessore Mario Nieddu, affinché crei un fondo dedicato ai medici specialisti ambulatoriali veterinari, portando le ore a 25-30 anziché chiamare medici con contratto a tempo determinato da vecchie graduatorie. Si tratterebbe di riconoscere, ha sottolineato la dottoressa, l’impegno profuso con dedizione negli ultimi dieci anni, assumendosi le stesse responsabilità di un dirigente veterinario al quale vengono riconosciute 38 ore, e sarebbe anche un risparmio per le casse della Sanità, visto che riguarderebbe soltanto 25 medici delle province di Sassari e Nuoro. Il presidente Gallus ha confermato la disponibilità della Commissione ad approfondire l’argomento per cercare una soluzione. La Commissione Sanità ha sentito in audizione l’associazione Le Rondini onlus sul Programma “Ritornare a casa”. L’associazione di volontariato, opera dal 2013 nel Sulcis Iglesiente e si occupa dei disabili gravissimi (ventilati meccanicamente) e nel 2018 ha realizzato a Sant’Antioco il primo stabilimento balneare per l’accoglienza dei disabili gravi. Simona Espa, vice presidente dell’associazione, si è detta preoccupata per la carenza dei fondi del Programma Ritornare a casa e del rischio di alcune famiglie di non sapere come accudire i propri cari. Il presidente Domenico Gallus ha rassicurato Simona Espa spiegando che il programma è stato finanziato con altri 20 milioni di euro e sono stati inseriti, nell’ultima variazione di bilancio, anche 300mila euro per il materiale farmacologico. Simona Espa e la presidente dell’Associazione, Franca Boi, hanno segnalato che il materiale sanitario distribuito alle famiglie dei pazienti “è di qualità scadente e inadeguato”. Le volontarie hanno chiesto alla Commissione di rivedere le linee guida del Programma “Ritornare a casa” e di consentire l’erogazione del contributo massimo anche ai pazienti che non sono ancora stati sottoposti a tracheostomia perché, come nei casi degli affetti dalla Sla, hanno comunque bisogno di assistenza continua nelle 24 ore. Il presidente Domenico Gallus ha sottolineato che la Commissione è sensibile e solidale con le richieste dell’associazione e che è necessario risolvere le problematiche esposte e ridurre al minimo gli adempimenti burocratici a cui devono far fronte i pazienti e i loro familiari. Domenico Gallus ha anche annunciato che saranno convocati gli Stati generali della Sanità, che si occuperanno anche del sociale “perché intenzione di questa maggioranza – hia detto Domenico Gallus – è scrivere una riforma sanitaria completa, ascoltando le osservazioni di chi vive questi problemi sulla propria pelle”.

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E’ sempre più a misura di disabile lo stabilimento balneare “L’Isola del Cuore” di Maladroxia, destinato all’accoglienza di malati gravi e gravissimi, frutto concreto del progetto promosso dall’associazione di volontariato Onlus “Le Rondini”: Quando la disabilità non è un ostacolo. Mercoledì scorso, il Consiglio comunale di Sant’Antioco ha approvato all’unanimità l’estensione del protocollo di intesa sottoscritto l’anno scorso tra comune di Sant’Antioco e associazione “Le Rondini”, che prevede la concessione di due aree di venti metri quadri ciascuna (oltre alla porzione di 100 metri quadri sulla spiaggia in cui ha sede lo stabilimento, risultato dell’accordo siglato l’anno scorso) per la realizzazione di altrettante aree relax nei pressi dei bagni pubblici, nonché la gestione, a carico dell’associazione, degli stessi servizi igienici dal primo giugno al 30 settembre. Ieri, infine, è arrivata l’ufficialità dell’ampliamento del Protocollo d’intesa con la firma del documento alla presenza di presidente e vicepresidente dell’associazione, rispettivamente Franca Boi e Simona Espa, del vice sindaco Eleonora Spiga e del comandante della Polizia Municipale Gianfranco Lefons. Con il nuovo documento, dunque, lo stabilimento, che l’anno scorso ha riscosso un prestigioso successo, potrà contare sia su un’area attrezzata nei pressi della spiaggia con personale medico e infermieristico, sia di due aree relax poco distanti.

 «Siamo molto soddisfatti – commenta il sindaco Ignazio Locci – il rafforzamento del protocollo d’intesa getta le basi per rendere lo stabilimento di Maladroxia, già eccellente, nonché unico in Sardegna, capace di accogliere gli ospiti de “L’Isola del Cuore” per un’intera giornata, tra la pedana ai piedi della spiaggia e le aree relax accanto alla struttura che ospita i servizi igienici pubblici. È un progetto che inorgoglisce tutta la comunità antiochense: poter collaborare con le associazioni di volontariato, inoltre, è un’esperienza che impreziosisce e contribuisce a rendere nobile l’attività politico-amministrativa. Senza dimenticare che, tra i vari aspetti, la concessione della gestione dei bagni pubblici all’associazione garantisce un ampliamento degli orari di apertura: si passa dalle 9.00-18.00 delle precedenti conduzioni, alle 8.30-19.30 della gestione “le Rondini”. Questo, naturalmente, insieme alle migliorie che i nuovi gestori assicureranno alla struttura – conclude Ignazio Locci -, renderà maggiormente appetibile la spiaggia di Maladroxia a fini turistici.»