19 October, 2021
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Vagli a spiegare che è primavera

Il 1° Maggio il Festival della Filosofia, giunto alla sua Terza edizione presso il Teatro  Massimo di Cagliari, farà tappa itinerante ad Iglesias, al Teatro Electra, inquadrandosi nel preciso intento di creare un ponte tra espressione artistica e pensiero (inizio ore 16.00, ingresso libero).
Protagonisti la filosofa e docente Roberta De Monticelli, ideatrice del Festival insieme al collega Pierluigi Lecis, che incontrerà Gherardo Colombo, ex magistrato italiano, attualmente ritiratosi dal servizio e divenuto famoso per aver condotto o contribuito a condurre inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme.
Dopo il confronto in forma dialogica, dal titolo “La Repubblica siamo noi” avrà inizio una performance teatrale de La Cernita Teatro che ripercorrerà le dolorose vicende dei lavoratori delle miniere sulcitane, nello
specifico di Giuseppe Sechi, deceduto in seguito ad un letale incidente avvenuto in galleria nel 1952.
Frammenti di “Oliena 1946 – Cortoghiana 1952” – di e con Monica Porcedda, regia Gloria Uccheddu.
A seguire, lezione-concerto con tema “Il lavoro nel cantautorato italiano”, con Roberto Serra, Cinzia Crobu e i Jokers, nota band rock isolana, che riproporrà brani di Francesco Guccini, Francesco De Gregori,
Fabrizio De Andrè – cui si deve il titolo della manifestazione, tratto dal testo de “Nella mia ora di libertà”– e molti altri ancora. I musicisti: Francesco Atzori (voce e chitarra), Giorgio Pinna (chitarra solista e cori),
Fabio Murtas (batteria e percussioni) e Francesco Ledda (basso elettrico).
Direzione artistica (parte teatrale/musicale):
Cinzia Crobu, giornalista, critico teatrale ed antropologa del teatro
Monica Porcedda attrice, regista e direttore artistico de La Cernita Teatro.
Segreteria organizzativa: Carla Galliu.
Direzione organizzativa: La Cernita Teatro info@lacernita.it – 329 3143009
Ufficio Stampa: cmc-ufficiostampa@tiscali.it – 349 7103860

Il progetto UniveErsuTeatro, nato dalla collaborazione tra Ersu e Il Crogiuolo, giunge quest’anno alla sua seconda edizione. Questa stagione di primavera, che prevede tre appuntamenti, uno già svolto il 31 marzo, gli altri programmati il 16 aprile e il 6 maggio, vuole essere un’anteprima di quella che sarà l’attività autunnale, che abbraccerà didattica, spettacoli e proiezioni cinematografiche, il tutto pensato per gli studenti universitari ma aperto alla cittadinanza tutta.

Obiettivo ultimo creare al Teatro Nanni Loy un centro d’interesse forte per la produzione e la formazione teatrale animata e gestita dalla compagnia di teatro universitario, che si spera possa nascere al termine di questo progetto triennale.

Gli appuntamenti di primavera, programmati tra marzo e maggio, hanno visto la collaborazione piena e attiva con l’Università degli Studi di Cagliari il Dipartimento di storia beni culturali e territorio, dottorato in storia, beni culturali, Studi internazionali archivio di stato di cagliari, archivio di stato di oristano.

Lunedì 31 marzo, ore 16, nell’ aula magna della facoltà di studi umanistici (2° piano) si è tenuto il primo di un ciclo di seminari sul tema “La Sardegna dalla “grande guerra” al fascismo: economia, politica, società”: relatori Luisa Maria Plaisant e Giovanna Caltagirone. Il Crogiuolo con Mario Faticoni e Rita Atzeri ha proposto un recital da “Un anno sull’altipiano e Marcia su Roma e dintorni” di Emilio Lussu.

Enrico Mattei, un PATRIOTA” è invece la nuova produzione de Il Crogiuolo, nata dalla sollecitazione ricevuta dalla prof.essa Maria Luisa Di Felice, dal cui corso monografico prende l’avvio l’idea dello spettacolo.

In scena, per questo primo studio, mercoledì 16 aprile, ore 16.00, al Teatro Nanni Loy, Fausto Siddi, inteprete del testo scritto da Rita Atzeri e diretto dai due a quattro mani.

Un giornalista di talento, ma rovinato dalla sua incapacità di gestire la propria vita sentimentale, riceve dal proprio caposervio l’ultima occasione di conservare il proprio posto di lavoro, facendo un pezzo su Enrico Mattei.

Il caposervio vuole che Paolo, così si chiama il nostro protagonista, prenda spunto dall’articolo che ha scritto sul Jobs Act di Matteo Renzi, per riflettere sulla figura di uno dei protagonisti della rinascita dell’Italia nel secondo dopoguerra, convinta com’è che sia necessario che il giornalismo faccia qualcosa di più della cronaca e che la polica debba indicare delle strade coraggiose per la ripresa di un paese, che vede allo sbando.

Il 6 maggio, sempre alle ore 16.00 e sempre al Teatro Nanni Loy, andrà invece in scena “Il Lavoro mobilita: il 1948 a Carbonia e dintorni”, di Monica Porcedda, con Alessandro Congeddu, Arianna Basciu, Carla Galliu, Gloria Uccheddu, Lucia Longu, Luciano Sulas, Mariella Mannai, Piero Deidda, Pietro Carta, Riccardo Montanaro, Rosanna Sulas.

Regia di Monica Porcedda.

Voluta nel 1938 dal regime fascista, Carbonia sorge in meno di 13 mesi dall’immigrazione di uomini e donne provenienti da tutta l’Italia attratte dalla speranza di un lavoro e di una nuova vita. A dieci anni dalla sua fondazione la Città mostra i segni della sua esistenza precaria quando i più economici carboni esteri mandano in crisi il settore estrattivo, crisi rapida e dolorosa che spinge la dirigenza della Carbosarda ad attuare una rigida politica aziendale: licenziamenti e trasferimenti di personale (soprattutto quello politicizzato e sindacalizzato), aumento dei fitti, dell’energia elettrica, del carbone, dei viveri negli spacci aziendali, riduzione degli stipendi e sanzioni arbitrarie ai lavoratori. Contro le misure repressive e provocatorie il 7 ottobre 1948 il sindacato proclama lo “sciopero bianco” durato 72 giorni. Una città intera, appena uscita dalla guerra, trova la propria identità, stringendosi attorno ai minatori scioperanti per difendere il lavoro.

Gruppo La Cernita Teatro.

Venerdì 4 aprile, alle ore 21.00, presso il Centro di aggregazione sociale di Sant’Anna Arresi, nell’ambito della quarta edizione del laboratorio di ricerca teatrale Sant’Anna Arresi, la Cernita Teatro presenterà lo spettacolo “L’ho perso? L’ho perso?”, con Giuseppe Vibhakara, Giuseppe Beppe Cocco, Carlottina Lab, Fabio Diana, Marisa Marongiu, Anna Paola Massa, Salvatore Messina, Stefanina Pilloni, Susanna Piras. Voce fuori campo: Sara Kutlu. Testo di Monica Porcedda, in collaborazione con gli allievi del laboratorio. Regia di Monica Porcedda.

«Se questo mondo non vi piace, se vi sentite stanchi, stressati, annoiati a  morte …No problem! Fate un bel respiro e ascoltate il ritmo del vostro cuore che batte,  questa è la serata giusta per voi! Monica Porcedda e gli allievi-attori del laboratorio con ironia e leggerezza presentano il risultato di un percorso di ricerca che affronta la superficialità, il cinismo e la corsa al denaro nei palinsesti televisivi volutamente apparecchiati per ignorare la vita che ognuno di noi conduce nelle bellezze e traversie del quotidiano.»

L’ingresso è gratuito.

Lo spettacolo teatrale è stato realizzato con il sostegno del comune di Sant’anna Arresi e di sponsor privati.

Cinzia marzo 2014 5

«Per amore, solo per amore del figlio e del marito, Maria ha rinunciato a tutto. E così, tra una spruzzata di “stira e ammira” e un viaggetto al pronto soccorso, si sforza di credere che la sua vita scorra felice e senza rimpianti. Il figlio, vivendo sulla propria pelle tutta la vicenda,  farà emergere “il dramma” con ironia e cruda verità.»

Così l’autore – interprete Riccardo Montanaro e le registe Monica Porcedda e Gloria Uccheddu introducono “Dopo l’inferno, forse”, performance finalista a Cagliari Teatro in Corto, che sabato 15 marzo La Cernita Teatro porterà in scena nel Centro culturale comunale di Fluminimaggiore (Via Asquer, h 18:30). Partendo dalla visione di questo lavoro si svilupperà un dibattito – riflessione sulla violenza domestica con l’autore, le registe ed al quale prenderanno parte gli amministratori ed il critico teatrale Cinzia Crobu, che si soffermerà sull’importante ruolo del teatro sociale nella società odierna.

Martina Pili, assessore alle Politiche sociali ed alla Pubblica istruzione espone la posizione dell’Amministrazione di Fluminimaggiore: «Abbiamo deciso di trattare un tema che oggi è – purtroppo – più che mai attuale, ovvero quello della violenza domestica, di cui sono vittime uomini e donne; un tipo di violenza che, oltre a lasciare segni fisici evidenti, ne lascia anche molti, più profondi a livello psicologico. Nell’autunno scorso abbiamo organizzato anche un’altra iniziativa, coinvolgendo associazioni vicine che si occupano di violenza domestica, avvocati e forze dell’ordine e cercando di analizzare tutte le sfaccettature del  fenomeno. Proseguiremo il 15 marzo promuovendo, attraverso il teatro, una nuova serata di riflessione. In realtà piccole come la nostra, si presentano due facce diverse della stessa medaglia: da una parte i bassi tassi di casi di violenza ma, dall’altra, il fatto che dovendosi questi episodi misurare attraverso denunce o richieste d’aiuto, vi è maggiore difficoltà ad esporsi. Da donna e da giovane amministratrice lavorerò assiduamente per tutelare – sempre – le pari opportunità, cercando di prevenire – attraverso la continua sensibilizzazione della comunità – la violenza, a prescindere dal sesso e dall’età  della vittima

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. Può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne, degli uomini e dei bambini che la subiscono perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici come tachicardia, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri. Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima. Dal punto di vista fisico le violenze domestiche possono generare gravi danni permanenti e portare difficoltà del sonno o nella respirazione. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia. Le vittime sono donne, uomini e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna. In una recente indagine ISTAT condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono emersi dati allarmanti. Sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell’arco della loro vita. Sono 2 milioni le donne che hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner, mentre 5 milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Gli autori delle violenze sono sconosciuti (15,3%), o persone conosciute superficialmente (6,3%), a volte apparentemente insospettabili come amici (3%), colleghi di lavoro (2,6%), parenti (2,1%), partner (7,2%) o ex partner (17,4%). In realtà non è possibile sapere il numero esatto delle donne che hanno subito queste terribili esperienze, perché questi dati sono relativi soltanto al numero esiguo di donne che hanno denunciato il fatto alle autorità. Si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia il fatto; precisamente si è stimato che le donne che hanno subito una violenza da un “non partner” senza denunciare il fatto sono state il 96%, mentre il 93% è la percentuale di donne che non ha denunciato la violenza subita da parte del partner. Inoltre, un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l’autore è un uomo. Si partirà da tali dati e, da esperienze personali che verranno esposte al termine della performance “Dopo l’inferno, forse”.  Saremo, poi, lieti di riportare le riflessioni scaturite da questa serata in un prossimo articolo. Ci preme sottolineare, restando nell’ambito del comune di Fluminimaggiore, l’ottima riuscita della manifestazione “M’illumino di meno”, festa del risparmio energetico, tenutasi il 14 febbraio, cui hanno aderito numerosissimi e che ha offerto: racconti tradizionali per i bimbi, performance teatrale a lume di lampada a carburo nel centro del paese, visita a lume di candela del Museo etnografico e del mulino ad acqua del paese, con tappa nello stand per la distribuzione gratuita di pane casereccio, dolci e vino.

Teatro Centrale 2008 1

Inizia mercoledì 18 dicembre, alle ore 18.00, presso la Sala polifunzionale di Piazza Roma, a Carbonia, “Teatro per la Città”, prima edizione per un Festival di Teatro Civile e della Memoria, promosso dal Comune di Carbonia, assessorato alla Cultura, con la Direzione artistica ed organizzativa de la Cernita Teatro, che si svolgerà al Teatro Centrale e al Teatro di Bacu Abis dal 18 al 21 dicembre 2013, nell’ambito dei festeggiamenti per il 75° anniversario della fondazione della Città di Carbonia, in partenariato con La Banda Vincenzo Bellini di Carbonia e in collaborazione con Il Teatro Stabile della Sardegna, C.S.C. di Carbonia Iglesias della Società Umanitaria e la Cooperativa Lilith di Carbonia.

Giulio Angioni presenta Tempus, conduce Roberto Serra. Durante la serata interverrà Cinzia Crobu, critico teatrale specializzata in antropologia teatrale.

A seguire La Cernita Teatro presenta “Frammenti di Tempus”,  regia di Monica Porcedda. La serata prosegue alle ore 20.30 presso il Teatro Centrale con gli Antas Teatro che porteranno in scenaRio Murtas: una storia d’amore, di guerra e nessuna scelta”.

Il biglietto di ingresso ai teatri costa € 2.00.

Info e prenotazioni per gli appuntamenti del Festival: Augusto Tolari 328 1719747 – La Cernita Teatro 0781 876818 – 329 3143009

La biglietteria sarà aperta presso il Teatro Centrale domani, martedì 17 dicembre, dalle ore 10.30 alle ore 12.00.

Giulio Angioni

 

Quarto appuntamento con il filone Identità della rassegna “Famiglie d’Arte 2013” organizzata dall’Associazione Figli d’Arte Medas. Domenica 15 dicembre, alle 21.00, al Teatro Fratelli Medas di Guasila, sarà ospite la compagnia La Cernita Teatro con lo spettacolo “Cortoghiana 1952”, di Monica Porcedda.

Incentrato sulla storia mineraria del Sulcis Iglesiente, lo spettacolo racconta le vicende del tragico incidente del 21 agosto 1952, quando un incendio nella miniera Cortoghiana innescò un’esplosione che costò la vita a tre operai.

Ingresso 5 euro con buffet.

Nata a Carbonia nel 2009 per aprirsi a un territorio a rischio di emarginazione psico-sociale, La Cernita Teatro si impegna a diffondere il Teatro Sociale come strumento di inclusione, recupero della memoria e riflessione sul presente, attraverso laboratori teatrali, produzioni e seminari. Monica Porcedda, fondatore e direttore artistico della compagnia, cura la rassegna “Spazi di Frontiera” e il Festival “Sant’Anna Arresi Teatro”. Lucia Longu e Marinella Mannai, dal 2009 socie e attrici de La Cernita Teatro. uniscono una profonda conoscenza della lingua sarda con la ricerca e lo studio di nuovi linguaggi e forme d’espressione del teatro contemporaneo. Rita Martinelli, attrice, socia e segretaria organizzativa, entra a far parte della compagnia del 2010 unendo un vivo interesse per la poesia, coltivato per anni, con la ricerca di nuove forme d’espressione. Rosanna Sulas e Luciano Sulas, coppia nella vita e nel teatro, dal 2009 sono attori e membri del consiglio direttivo della compagnia. Alla grande attenzione per la commedia sarda in limba, associano lo studio di nuovi linguaggi del teatro contemporaneo.

Gruppo La Cernita Teatro.

Riprendono al Teatro di Bacu Abis, i corsi de La Cernita Teatro diretti da Monica Porcedda. 

Il primo incontro è previsto giovedì 10 ottobre, dalle ore 19.15 alle ore 21,15, presso il Teatro di Bacu Abis, in piazza Santa Barbara.

Il laboratorio di ricerca teatrale, rivolto ai giovani ed adulti provenienti da diverse zone del Sulcis Iglesiente, si pone l’obiettivo di diffondere una Pedagogia del Teatro, in particolar modo del Teatro Sociale.

La creazione di una dimensione teatrale in un tempo ed uno spazio, stimola azioni, relazioni ed esperienze concrete che incoraggiano il “mettersi in gioco”, l’esprimersi e il condividere ruoli e modi di essere.

L’ambiente stimolato ed offerto avvicina le persone alla conoscenza del proprio corpo, all’importanza del linguaggio non verbale, all’uso della parola. Si lavorerà sull’improvvisazione, la costruzione di un testo e la messa in scena.,

Il percorso sarà finalizzato sul prendere coscienza delle proprie capacità espressive, incentivare socializzazione e capacità di relazione dei singoli e del gruppo, promuovere le capacità espressive e creative valorizzando la fantasia e la spontaneità di ciascuno, educare alla padronanza del linguaggio gestuale e motorio, all’ascolto, e alla parola attraverso le modalità di funzionamento del gruppo ed attraverso l’acquisizione di contenuti.

Restano disponibili ancora cinque posti. Per info e iscrizioni: info@lacernita.it: – 0781 876818 – 329 3143009.

Laboratorio permanente di ricerca teatrale Bacu Abis-Foto di fabrizio Leo

giulio angioni daniele pugliese coop. teatro olata benvenuti in..31.07.13 andrea rosas confessioni 10 tempus 1.08.13 08 oggi come ieri 2.08.13 6 prove aperte 2.08.13 03 oggi come ieri 2.08.13 2 l'ho perso 2 Cinzia Mocci l'ospite 02 Alessandro Congeddu La Gabbia

Bilancio positivo per la stagione teatrale estiva della compagnia La Cernita. Per quattro giornate Sant’Anna Arresi è stato il luogo per eccellenza di incontri, produzioni, laboratori, prove aperte, lancio di lavori inediti per un Teatro pubblico e popolare.

«Tutto è nato dalla passione coltivata giorno per giorno per un teatro necessario – sostiene il direttore artistico Monica Porcedda – un teatro sociale di tutti e per tutti, che attraverso il Festival, potesse dar voce a chi ancora ha la dedizione e la costanza di “Fare Teatro” con uno sguardo attento al presente e al futuro. Altra caratteristica che ha contraddistinto il Festival è stato il confronto tra generazioni, fortemente cercato e voluto, nella scelta di lavori teatrali che hanno dato spazio ad attrici, attori e registi di recente formazione con i progetti “Corti” a Teatro, nel coinvolgimento di realtà consolidate da tempo come il Cada Die Teatro, la Coop. Teatro Olata e l’Effimero Meraviglioso, nella partecipazione di Giulio Angioni con Tempus (ediz. Cuec)un vero e proprio inno alla memoria di chi ha la forza e la tensione per fermarsi e meditare sull’essenziale così invisibile ai nostri occhi , e di Daniele Pugliese che con Io la salverò, signorina Else (ediz. Portaparole) invita a scegliere la strada del dialogo e del confronto rispetto alla tendenza, oggi molto diffusa, di isolarsi e intessere relazioni formali e/o superficiali. La volontà di fare una cernita che unisse teatro, musica, incontri con autori e promozione alla lettura, teatro di strada, performance, la formazione di uno staff tecnico ed organizzativo composto da 20 persone di varia età che hanno partecipato come volontari, lavorando per ore e senza mai risparmiarsi, e il coinvolgimento di numerose persone che hanno seguito con vivo interesse gli eventi, rafforza ancor di più la convinzione che il Teatro è un arte Sociale per eccellenza. Un’arte che parte dalla persona che si inserisce in un gruppo, un gruppo che diventa famiglia, poi comunità, ed infine spazio aperto di tutti e per tutti. Arte dell’incontro, arte del confronto, arte del conflitto diretto che si manifesta attraverso il gesto e la parola.»

La Cernita ringrazia il Comune di Sant’Anna Arresi, alle compagnie, agli autori, a Cinzia Crobu e Roberto Serra e tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, con l’augurio e la speranza di rincontrarsi l’anno prossimo con nuove idee, entusiasmo e tanta energia.

Piazza del Nuraghe 6

Si conclude questa sera sul palco di Piazza del Nuraghe, a Sant’Anna Arresi, il Festival della compagnia La Cernita Teatro. Alle 21.30 La Zattera della follia presenterà “Oggi come ieri”, regia di Gloria Uccheddu. La serata proseguirà con l’ultimo lavoro del laboratorio teatrale permanente Sant’Anna Arresi “L’ho perso? L’ho perso!”, diretto da Monica Porcedda. Daniele Pugliese chiuderà il Festival con la presentazione de “Io la salverò, signorina Else”. Condurrà Cinzia Crobu. Letture di Rita Martinelli.