23 June, 2021
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Si è conclusa domenica 20 giugno, in piazza Giovanni XXIII, a Cagliari, la prima tappa della Festa del Gusto 2021, evento organizzato dall’associazione INVITAS di Ivan Scarpa ed Alessia Littarru, ormai più che noti nell’ambiente fieristico e delle sagre, con il patrocinio del comune di Cagliari. Il bilancio è sicuramente positivo… rivedere la piazza popolata seppur nel rispetto delle regole antic-Covid è stato davvero confortante, dopo tanto, tantissimo tempo in cui si è stati costretti a stare “chiusi in casa”, risentire i profumi e poter gustare i sapori della cucina internazionale “street food”, è una sensazione senza pari che non rinfranca solo le papille gustative ma sicuramente anche l’anima. È l’anima ce l’hanno messa non solo gli organizzatori ma anche i 65 espositori che, dopo tanto tempo, hanno potuto “riaffilare i coltelli e riaccendere i fornelli”, per deliziare i palati dei tantissimi visitatori. Perché poi, la mascherina, è vero nasconde il sorriso, ma girando tra i tavoli, dove la mascherine sono abbassate, è facile vederlo a testimonianza del piacere di essersi ritrovati. Ma non solo secondi piatti in vetrina, anche pizze, focacce, patatine, dolci, miele, birre…

I numerosi visitatori hanno potuto assaggiare sapori sardi, siciliani, genovesi e bolognesi sino ad arrivare in Brasile, Argentina e Cuba. Una ripresa con un respiro di sollievo per chi per tanto tempo ha visto “vietarsi il lavoro” ma ha dovuto continuare a pagare le tasse. Una festa che è stata resa possibile anche dalla professionalità dello staff: 20 persone tra uomini e donne che hanno vigilato per il corretto svolgimento della manifestazione. Oltre ai piaceri legati al gusto si sono potuti ammirare i capolavori di artigiani provenienti da diverse parti della Sardegna: monili, borse, accessori moda, suppellettili, tutti finemente rifiniti ed unici perché realizzati a mano. È non è mancato neanche lo schermo dove poter vedere la terza partita del girone A degli Europei, Italia-Galles, giocata allo Stadio Olimpico di Roma e terminata con la vittoria dell’Italia.

Il bello del “ritorno alla vita” è sentire, passeggiando tra gli stand, i dialetti e gli accenti che si mischiano e la piazza diventa internazionale oltre che per gusti e sapori, per battute e modi di dire. E neanche l’improvvisa pioggia accompagnata da preoccupanti folate di vento è riuscita a spegnere l’entusiasmo dei visitatori che, finita la partita, si apprestavano a scegliere il giusto gusto a “prova di palato”.

Quando anche i piccolissimi Manuel e Gabriele dai loro passeggini sorridevano felici… finalmente si rincomincia a vivere con mamma e papà e a gustare tante leccornie che solo alla Fiera del Gusto è possibile trovare in abbondante varietà. Ma l’unico ed imperdibile “gusto” che ci è mancato in tutti questi mesi di Pandemia, è stato quello dello “stare insieme” e condividere momenti di svago da serbare per sempre nel cuore.

Nadia Pische

          

Due diversi appuntamenti caratterizzano la terza serata di Mare e Miniere, mercoledì 23 giugno, a Portoscuso, dove sono in corso, fino a domenica 27, i seminari ed i concerti organizzati dall’associazione culturale Elenaledda Vox, con la direzione artistica del musicista e compositore Mauro Palmas.
Si comincia alle 21.30, alla Tonnara Su Pranu, con un momento letterario: Bruno Gambarotta, scrittore, giornalista, quarant’anni di esperienza in RAI come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive, presenta il suo nuovo libro, “La confraternita dell’asino”, pubblicato lo scorso autunno da Manni editori: un romanzo divertente e coinvolgente, in cui si ride e si riflette sull’abuso della credulità popolare, sul mondo dell’informazione e sul precariato lavorativo e sentimentale.
Il secondo atto della serata, alle 22.15, è una produzione originale di Mare e Miniere: “Azadì”, un concerto di musica e poesia tra Sardegna e Kurdistan che nasce dall’incontro del polistrumentista curdo Mübin Dünen ed il sardo Mauro Palmas, mettendo a confronto il patrimonio delle danze delle rispettive tradizioni: due repertori di grande ricchezza ritmica e sonora. Mübin Dünen al nay, santur, percussioni e duduk e Mauro Palmas alla mandola, liuto cantabile e mandoloncello, saranno affiancati da Alessandro Foresti al pianoforte e alla fisarmonica, e da Silvano Lobina al basso. Alla parte musicale si accompagnerà un filo narrativo, costituito dai versi delle poesie di due autori curdi, Sherko Bekas e Choman Hardi, e delle sarde Lorena Carboni e Maria Gabriela Ledda, scelti e interpretati da Simonetta Soro. «Le voci dei poeti rappresentano con efficacia l’epopea del popolo curdo, perseguitato e sofferente, né domato né piegato, ma invece resistente – spiega la cantante e attrice sarda -: «Nella mia ricerca ho fatto la scelta di non privilegiare la poesia combattente, ma dei versi in cui la testimonianza di crude vicende storiche si alterni a narrazioni più familiari, affettive.»
 

E’ stata diffusa nei giorni scorsi l’intervista che il Direttore di “La Provincia del Sulcis Iglesiente”, Giampaolo Cirronis, ha raccolto dal dr.Rinaldo Aste il giorno della sua andata in pensione. Fino a pochi giorni fa, Rinaldo Aste era il Primario del reparto di Cardiologia dell’Ospedale Sirai di Carbonia. Ha lasciato l’Ospedale l’ultimo dei suoi Fondatori. In ordine storico, tra i “Primari fondatori” della Medicina Interna, si annoverano il dr. Enrico Pasqui, il dr. Cesare Saragat, il dr. Giorgio Mirarchi ed il dr. Rinaldo Aste.
I medici illustri che hanno fatto crescere il capitale di valore umano e scientifico del Sirai, sono molti, ma i componenti di questo elenco hanno generato, ognuno per la sua parte, nuove unità operative specialistiche che ora sono patrimonio definitivo della Comunità di Carbonia e del Sulcis: la Medicina Interna, la Cardiologia, la Neurologia, il Laboratorio, il Centro Trasfusionale, la Pediatria, la Nefrologia e Dialisi.
Come diceva il dr. Gaetano Fiorentino, primo Direttore Sanitario dell’Ospedale Sirai, «i Medici sono come l’acqua. Quando c’è, trovi naturale che ci sia e la ignori; quando manca ti accorgi della sua importanza». Ora stiamo facendo i conti con questa mancanza.
La politica di contabilità sanitaria degli ultimi 20 anni ha spogliato gli ospedali di personale, servizi ed attrezzature. L’Ospedale Sirai ha avuto un duro colpo che si è riflesso sul benessere fisico ed esistenziale del territorio; esso, infatti, non è soltanto una struttura muraria contenente Medici, Infermieri e Impiegati, è anche un luogo dell’identità collettiva. Nella visione popolare è il luogo sicuro, dove si registrano le fasi più importanti della vita, è cioè il luogo dove:
– si nasce in sicurezza,
– si curano le malattie,
– si muore in modo civile.
L’Ospedale è un luogo carismatico che appartiene alla sfera del sentimento popolare del conforto solidale nel momento della sofferenza. E’ ben distante dall’idea di Centro gestionale della Sanità, la cui separazione dal popolo è colmata dall’incomunicabilità burocratica.
L’Ospedale di cui qui si tratta, ha due nature, quella fisica e quella immateriale. Ognuna è rappresentata da soggetti diversi: la burocrazia da una parte, l’apparato assistenziale dall’altra.
Una è radicata nel sentimento popolare, l’altra no.
Dall’incapacità di capire la differenza tra queste due diverse nature deriva, in generale, il degrado della comunicazione tra la politica amministrativa di questi ultimi 20 anni e l’apparato sanitario. Gli effetti sono ricaduti sui cittadini e ne abbiamo avuto una potente prova durante l’epidemia di Covid-19.
L’uscita di figure carismatiche dal nostro Ospedale esalterà il danno identitario e ciò avrà conseguenze pratiche. E’ come se da un corpo uscisse la mente, come avviene in certe malattie degenerative del sistema nervoso centrale che distruggono le famiglie. Così pure l’Ospedale è diventato un corpo a sé stante che obbedisce correttamente a logiche giuridico contabili ma che ha perso l’anima popolare solidale idealizzata nell’articolo 32 della Costituzione. La perdita di anima della Nuova Sanità è coerente con gli algoritmi rigorosi e ben schematizzati, per il funzionamento di una macchina teorica, ma lontani dal bisogno popolare di fiducia nei suoi curanti e di conforto.
Il contatto con il popolo è interrotto. L’isolamento dell’Ospedale durante l’Epidemia ne ha esaltato la distanza. Oggi, sentita anche la protesta dei Sindaci della Sardegna che chiedono di partecipare al nuovo progetto di sanità finanziato dal Next Generation EU (prossima generazione europea), abbiamo la prova certa che esiste il bisogno diffuso di costruire quel luogo della mente del Sirai in cui deve tornare a rispecchiarsi l’alleanza sociale.
Se ciò non avvenisse, ne nascerebbe la delusione, la tristezza, il distacco. Togliendo l’Ospedale dalla nostra città si annullerebbe l’idea stessa di città, e al suo posto si creerebbe la necessità di identificarsi in un altro luogo ideale a cui appartenere. Per i nostri giovani quel luogo potrebbe essere Cagliari, Sassari o Milano; cioè un luogo dell’immaginario collettivo dove i servizi essenziali esistono e funzionano. Ne nascerebbe la ricerca di un altro luogo dove andare a nascere, a farsi curare e a morire.
Non è strano che quest’anno, sino ad oggi, siano nati nella nostra ASL solo 133 bambini. Nel 1970 al Sirai nacquero 2.000 bambini, e altri 1.000 nacquero ad Iglesias. Mancano al conto 2.867 nuovi nati. Questo numero non si spiega con la curva demografica. Si spiega con lo spostamento delle giovani coppie in altri luoghi più serviti.
Lo spopolamento inizia così: con l’idealizzazione di un luogo in cui migrare alla ricerca di più sicurezza, cultura, solidarietà, giustizia, lavoro.
Queste sono le conseguenze pratiche della perdita delle istituzioni identitarie e dei carismi che vi risiedono.
L’uscita di scena di figure sanitarie, con il carisma di Fondatore dell’Ospedale, obbliga a riflettere sul fatto che la macchina sanitaria pubblica non è solo il luogo del padrone contabile del momento, ma è proprietà identitaria della popolazione, e la popolazione non si identifica con i manager ma con gli operatori sanitari che essa stessa ha generato. La Nuova Sanità non si può costruire solo con complessi algoritmi ma con l’introduzione di nuovo Personale che apporti umanità, creatività, passione e competenza.

Note biografiche e professionali del dr. Rinaldo Aste

E’ nato a Carloforte, 67 anni fa, dal mitico Maestro e Compositore di Opere musicali Angelo Aste. Questi era figlio di un altro Rinaldo anch’esso musicista, ed era un artista talmente apprezzato che lo stesso papa Paolo VI lo investì del cavalierato dell’Ordine di san Silvestro.
La certificazione del DNA musicale del dr. Rinaldo Aste, cardiologo, è importante. Forse proprio per questo era destinato, nella vita professionale di Medico, ad accordare il ritmo cardiaco con i Pacemakers ai pazienti cardiologicamente fuori tempo.
Fu acquisito all’équipe del dr Enrico Pasqui a Carbonia nel 1983 e, nonostante fosse già specialista in Malattie Infettive, non resistette al richiamo dell’elettrofisiologia applicata alla Cardiologia. Nel 1988 applicò il primo PaceMaker nel Reparto Medicina dell’Ospedale di Carbonia quando era appena fresco di specializzazione. Erano tempi in cui, per la patologia della conduzione del ritmo cardiaco, bisognava rivolgersi alla Clinica Aresu di Cagliari, a Milano o a Londra. Chi lo vide eseguire l’intervento ricorda con quale precisione e freddezza introdusse una grossa cannula nella vena succlavia sinistra del paziente, ottenendo un iniziale impressionante fiotto di sangue. Per chi non lo sapesse quel metodo percutaneo era allora praticato in Italia da pochissime persone e l’abilità manuale, che ne riduceva la pericolosità, si acquisiva dopo un training di anatomia chirurgica molto severo.

Da precursore del metodo, Rinaldo Aste si trasformò in abituale impiantatore di stimolatori cardiaci e visse più tempo sotto le radiazioni degli intensificatori di brillanza in sala operatoria che alla luce del sole. Da allora, ha impiantato l’importante numero di oltre 2.500 pacemakers e defibrillatori biventricolari. Da alcuni anni aveva iniziato ad impiantare anche sistemi di controllo digitale a distanza del ritmo cardiaco nei pazienti a rischio. Per capirci, se il giocatore, della nazionale di calcio danese, Christian Eriksen, fosse passato all’Ospedale di Carbonia prima della partita Danimarca-Finlandia, il dr. Rinaldo Aste gli avrebbe impiantato sottocute l’antenna del rilevatore di anomalie del ritmo e l’arresto cardiaco sarebbe stato prevenuto.

Mario Marroccu

Sono 6 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 4.613 test eseguiti (0,13%).

Salgono a 57.128 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.360.214 tamponi.

Si registrano 3 nuovi decessi (1.488 in tutto). Il dato dei ricoveri ospedalieri segna 53 pazienti in area medica (-12 rispetto al precedente monitoraggio), mentre sono 4 (-1) le persone in terapia intensiva, dove non si registrano nuovi ingressi.

Attualmente in Sardegna sono 2.384 le persone in isolamento domiciliare e 53.199 (+52) i guariti. Sul territorio, dei 57.128 casi positivi complessivamente accertati, 14.955 (+1) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.680 (+3) nel Sud Sardegna, 5.165 a Oristano, 10.962 (+2) a Nuoro, 17.352 a Sassari.

Carrefour, nota catena di supermercati e ipermercati, effettuerà nuove assunzioni di varie figure da inserire presso gli oltre 1.450 punti vendita presenti in Italia. Le figure più richieste riguardano Addetti alla Vendita e Specialisti di vari Reparti, i quali dovranno assistere e consigliare la clientela, gestire la cassa, seguire le vendite del reparto di riferimento e mantenere l’ordine e la pulizia del reparto; Addetti Controllo Aziendale, che dovranno supportare i manager nella gestione delle attività ordinarie, nell’analisi e nel trattamento dei dati, analizzare i dati acquisiti al fine di fornire informazioni corrette ed attendibili all’azienda, supportare l’elaborazione del budget e analizzare i costi e le vendite; Store Manager, che dovranno soddisfare i bisogni dei clienti, ottimizzare il funzionamento del proprio negozio, garantire la corretta gestione dei reparti, sostenere lo sviluppo delle risorse, motivare i collaboratori per favorire lo spirito di squadra nell’ambito dei valori aziendali; Capi Reparto, che dovranno coordinare il lavoro dei propri collaboratori definendo mansioni e turni, gestire il conto economico del reparto, garantire l’applicazione delle politiche commerciali dell’azienda e contribuire alla fidelizzazione del cliente garantendone la soddisfazione. I candidati, diplomati o laureati, dovranno avere flessibilità, precisione, affidabilità, puntualità, voglia di imparare, capacità di leadership, ottime capacità relazionali, analitiche e di reportistica, dinamicità, proattività, forte orientamento al cliente, capacità organizzative, di pianificazione e di problem solving, orientamento al risultato e al cliente e spirito di iniziativa.

Per verificare le altre figure…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_carrefour_6_20.html .

«Il Comitato di Garanzia del MoVimento 5 Stelle dopo aver annullato il provvedimento di espulsione di Carla Cuccu, ha oggi provveduto a cassare anche la sanzione della sospensione disciplinare che le aveva irrogato il Collegio dei Probiviri, il tutto a evidente  riprova che la nostra assistita ha sempre tenuto una condotta irreprensibile e conforme al Codice etico del M5S. Si chiude così il contenzioso giudiziario civile, con conseguente cessazione delle funzioni del curatore speciale, la cui nomina era stata richiesta e disposta  a fini meramente processuali. Rimangono invece in piedi, nelle sedi deputate,  gli accertamenti atti ad individuare  i responsabili di condotte collaterali che hanno gravemente compromesso i diritti politici della nostra assistita.»

Ad annunciarlo sono i legali della consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Carla Cuccu, Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè.

«Il tempo è galantuomoha dichiarato Carla Cuccu -. Ero certa di questo esito perché non ho mai violato regola alcuna. Adesso, attendo che i primi responsabili a livello locale di queste dolorose ed annose persecuzioni e di tutti i danni cagionati al M5S abbiano la giusta mercede.»

Antonio Caria

Seconda giornata, domani (martedì 22) a Portoscuso per Mare e Miniere, la rassegna e i seminari di musica, teatro e danza di matrice popolare – quest’anno alla quattordicesima edizione – in programma fino a domenica prossima (27 giugno) per l’organizzazione dell’associazione culturale Elenaledda Vox e la direzione artistica del compositore e polistrumentista Mauro Palmas.
La mattina – dalle 10.00 alle 13.00 – e nel pomeriggio – dalle 16.00 alle 19.00 – negli spazi dell’antica tonnara di Su Pranu proseguono le attività didattiche con le lezioni tenute da Luigi Lai (suo il corso di launeddas), Marcello Peghin (chitarra), Elena Ledda e Simonetta Soro (canto popolare), Andrea Piccioni (tamburo a cornice), Cuncordu de Orosei (canto a tenore), Alessandro Foresti (canto corale), Gigi Biolcati (body percussion), Giulia Cavicchioni (laboratorio musicale per bambini e adulti), Mauro Palmas (mandola), Mario Incudine e Silvano Lobina (musica d’insieme). Un corpo docente che annovera musicisti di primo piano nel campo della musica di matrice popolare.
In serata, sempre all’antica tonnara, il cartellone dei concerti propone alle 21.30 “A Cuncordia”, un evento speciale dedicato alla memoria di Giovanni Ardu, scomparso un anno fa a luglio: uno dei quattro cantori di Su Cuncordu ‘e su Rosariu, il coro della Confraternita del Rosario del paese di Santu Lussurgiu (in provincia di Oristano), formazione tra le più rappresentative del tipico canto “a cuncordu” che accompagna i riti liturgici in Sardegna, in particolare della Settimana Santa.
Tra musica, immagini, ricordi e testimonianze, la serata vedrà la partecipazione degli etnomusicologi Ignazio Macchiarella e Marco Lutzu, dell’esperto di musica e tradizioni della Sardegna Ottavio Nieddu, del regista Gianfranco Cabiddu e di Luigi Lai, Mauro Palmas, Elena Ledda e dello stesso Cuncordu ‘e su Rosariu, cioè alcuni dei musicisti del cast di “Sonos ‘e memoria”, il celebre cine-concerto ideato e diretto da Gianfranco Cabiddu che ha debuttato nel 1995 per contare poi decine di repliche negli anni successivi: un film di montaggio con immagini di repertorio della Sardegna tratte da vecchi documentari dell’Istituto Luce, e musicato dal vivo da un assortito e originale gruppo di musicisti di estrazioni e ambiti stilistici differenti che comprende Paolo Fresu (tromba e flicorno) alla direzione musicale, Antonello Salis (fisarmonica), Carlo Cabiddu (violoncello), Furio Di Castri (contrabbasso), Federico Sanesi (percussioni), oltre, appunto a Luigi Lai (launeddas), Elena Ledda (voce), su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu e Mauro Palmas (mandola).

 

Questa mattina il consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione ha partecipato ad una riunione di lavoro organizzata dalle segreterie territoriali dei settori funzione pubblica/sanità, di Cgil, Cisl e Uil, per un esame delle condizioni in cui versano le strutture ospedaliere nel territorio.
«La condizione delle strutture sanitarie, come è noto a chiunque segua le cronache o più semplicemente, per i più disparati motivi, frequenti un ospedale – scrive in una nota Fabio Usai -, è tristemente nota. Da anni, infatti, i servizi sanitari, per una serie di cause, coincise anche con specifiche scelte politiche (tra cui riforme spinte più da motivazioni di carattere ragionieristico che invece l’esigenza di rispondere alle reali necessità dell’utenza), hanno subito un progressivo depotenziamento. Talvolta sono stati chiusi.»
«Dalle liste d’attesa lunghissime per effettuare anche semplici esami diagnostici, passando dalle difficoltà sorte nel mantenimento in marcia di importanti reparti salvavita o destinati all’assistenza dei malati cronici, fino all’operatività dei servizi di chirurgia e quindi di sala operatoria, siamo di fronte a una situazione che, considerato anche il particolare momento di pandemia (o speriamo presto post pandemia), si fa sempre più grave e rischia di diventare insostenibile – aggiunge Fabio Usai. Una situazione reversibile però. Soprattutto, se nell’attuazione della nuova riforma sanitaria (prevista concretamente per il gennaio 2022), recentemente approvata dal Consiglio regionale, sapremo correggere gli errori del passato. Per questo colgo molto positivamente il protagonismo sindacale e la volontà delle segreterie territoriali di categoria di avviare un percorso di sensibilizzazione e stimolazione dei decisori politici allo scopo, proprio, di ricercare soluzioni ed invertire questa situazione. Sono a totale disposizione per ogni iniziativa politica e sindacale. Perché credo fortemente nell’unità di intenti, nel pieno rispetto dei ruoli, tra forze politiche e sociali rappresentative. Perché l’unico modo per far rispettare realmente i diritti del nostro territorio è quello di agire in modo unitario mettendo da parte le appartenenze ideologiche e gli interessi di  partito, per perorare prima di ogni altra cosa quelli generali dei cittadini.»
«Nei prossimi giorni, inoltre, si celebrerà una nuova seduta della Conferenza socio-sanitaria territoriale conclude Fabio Usaialla quale parteciperò e porterò il mio contributo di idee e proposte.»

Un clima decisamente estivo, tra alte temperature e vento variabile, ha accompagnato la prima edizione del Vela Day a Carloforte, con grande partecipazione di iscritti e tanto entusiasmo, in un ambiente familiare.
Presso la struttura della Nautivela al Giunco, da venerdì 18 a domenica 20 giugno, l’ASD di Carloforte della Lega Navale Italiana, in collaborazione con il personale della Nautivela, ha organizzato l’evento tabarchino voluto della FIV, Federazione Italia Vela, in collaborazione con lo sponsor Kinder Joy of moving ed in contemporanea ad altri circoli nazionali, per promuovere la cultura del mare e lo sport velico.
Oltre cinquanta i partecipanti, soprattutto bambini e adolescenti, che, dopo aver appreso le nozioni teoriche a carattere marinaresco e velico da parte degli istruttori federali Antonello Cambedda ed Alberto Serventi, si sono catapultati in acqua per provare ad andare a vela, a bordo di Optimist e windsurf, provando l’ebbrezza di uno sport sano e coinvolgente, adatto a tutte le età. A dare man forte agli apprendisti velisti in erba anche Lucia Napoli, giovane talento carlofortino delle tavole a vela, e Giovanni Camboni, ex slalomista nazionale.
Al termine delle prove di domenica mattina, agli iscritti è stato offerto un piccolo buffet, oltre alla consegna dei gadgets di Vela Day ed un diploma di partecipazione, con la promessa di ritornare per praticare la disciplina velica con continuità e passione, ma soprattutto divertendosi in mare in compagnia.
Promessa già mantenuta e messa in pratica da una ventina di futuri velisti, a cui il Vela Day è proprio piaciuto.

Sono 4 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 829 test eseguiti (0,48%).

Salgono a 57.122 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.355.601 tamponi.

Non si registrano nuovi decessi (1.485 in tutto). Il dato dei ricoveri ospedalieri segna 65 pazienti in area medica (-3 rispetto a ieri), mentre resta invariato il numero delle persone (5) in terapia intensiva.

I dati comunicati oggi presentano una differenza significativa, rispetto al bollettino precedente, relativamente al numero delle persone in “isolamento domiciliare” e dei “guariti”. Attualmente in Sardegna si registrano, infatti, 2.422 persone in isolamento domiciliare e 53.145 guariti. Questa differenza è dovuta al riallineamento tra il dato del flusso del Ministero/Protezione Civile (dato aggregato) con le informazioni presenti sul Sistema di Sorveglianza nazionale Covid-19 dell’Istituto Superiore di Sanità (dato analitico). Isolamento domiciliare e guariti non rientrano tra gli indicatori utilizzati dal ministero della Salute per l’attribuzione della fascia di rischio alla Regione, il loro ricalcolo non influisce quindi sulle valutazioni.

Sul territorio, dei 57.122 casi positivi complessivamente accertati, 14.954 (+3) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.677 nel Sud Sardegna, 5.165 a Oristano, 10.960 a Nuoro, 17.352 (+1) a Sassari.