«Per due giorni la Sardegna è stata al centro di un importante dibattito internazionale sull’energia ed il futuro dell’industria. Un’iniziativa promossa dalla Sotacarbo con interventi provenienti dal mondo accademico e dell’industria, nella quale sono stati affrontati temi importanti legati al futuro del sistema industriale sardo in un contesto complicato come quello della transizione energetica. Durante il dibattito sono emerse le potenzialità della Sotacarbo, da sempre attiva nei settori delle tecnologie low carbon e dell’efficienza energetica. Con grande rammarico si è constatata l’assenza delle istituzioni regionali, unica breve presenza quella dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis.»
Lo scrivono, in una nota, i segretari FILCTEM-CGIL Sardegna Sud Occidentale Emanuele Madeddu, FLAEI-CISL Sardegna Gianrico Cuboni e UILTEC-UIL Sardegna Pierluigi Loi.
«Dagli interventi dei vari relatori è emersa l’assenza di un programma industriale regionale, in grado di affrontare con lungimiranza questa difficile fase storica – aggiungono i tre segretari sindacali -. Appare evidente come il tema della transizione energetica non rivesta una priorità per le istituzioni sarde. E’ necessario che dalla Regione Sardegna ci sia una maggiore sensibilità verso un argomento che non è slegato dal contesto economico, produttivo, ambientale e sociale. La complessità delle problematiche e la rilevanza delle conseguenze derivanti da qualunque scelta richiedono: responsabilità, consapevolezza e coinvolgimento dell’opinione pubblica e del mondo dell’industria e della ricerca. Servono iniziative, progetti e programmi che vadano oltre i proclami e scarni comunicati stampa. In un contesto dove a livello europeo e nazionale si punta sempre di più sulla ricerca, fa preoccupare che la regione Sardegna vada nella direzione opposta. Ad oggi non si hanno notizie da parte della RAS relative all’approvazione del piano industriale presentato da Sotacarbo ormai già da diversi mesi, esso risulta essere necessario per poter permettere al centro ricerche di operare con una programmazione adeguata delle attività. Inoltre, in questi giorni circola sempre con maggiore insistenza l’ipotesi che non vengano erogati gli stipendi, questo rappresenterebbe uno schiaffo ai lavoratori e alla ricerca della Sotacarbo – concludono Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pieluigi Loi -. La politica tenga fede agli impegni assunti, altrimenti sarà necessario portare le istanze a chi deve dare risposte.»
Domenica 26 settembre all’ingresso della bellissima chiesa di Santa Barbara nel Borgo minerario di Ingurtosu, a conclusione dell’evento denominato “Il Divino Cammino” del quale verrà diffuso un servizio speciale, l’assessore regionale dell’Ambiente Gianni Lampis, il sindaco di Arbus Andrea Concas, la consigliera comunale Toniella Racis e l’assessora Alessandra Peddis, hanno consegnato il Testimonium ai pellegrini milanesi Andrea Mattei, giornalista della Gazzetta dello Sport e alla scrittrice Daniela Palumbo e alla signora Maria Giovanna Spanu di Carbonia, per aver percorso oltre 100 km lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara.
Ai pellegrini Rossella Fenu di Cagliari e Mario Milia di Quartu Sant’Elena è stata consegnata dalle stesse autorità anche la Torre per aver percorso interamente i 500 km del Cammino Minerario di Santa Barbara.
Sono stati consegnati nella sede della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara i Testimonium e le Torri ai pellegrini finanzieri Salvatore Luigi Camedda di Cabras e Vito Galluzzi di San Giovanni Lupatoto (VR) per aver percorso interamente in 20 giorni i 500 km del Cammino Minerario di Santa Barbara.
Gioia e stupore per la bellezza del Cammino sono state manifestate dai due pellegrini che hanno espresso parole di apprezzamento per l’ottima assistenza e l’organizzazione del Cammino Minerario di Santa Barbara.
Contemporaneamente, dopo aver ritirato la credenziale, il pellegrino spagnolo Josef Garzia Guerrero di Sant Quirze de Besora (Barcellona) è partito per percorrere interamente il Cammino Minerario di Santa Barbara.
Sono sempre più numerosi i pellegrini, italiani e stranieri, che percorrono interamente il Cammino Minerario di Santa Barbara.
«Un confronto a tutto campo sullo sviluppo del Sulcis e del polo industriale di Portovesme. Accompagnare la decarbonizzazione con la nascita di nuove politiche industriali che garantiscano sviluppo e benessere al territorio, salvaguardando i livelli occupazionali e garantendo una componente industriale che necessita alla nostra regione, e che deve mantenere la sua presenza anche nel futuro.»
Lo ha detto il presidente della Regione Christian Solinas che stamane a Villa Devoto ha ricevuto una folta delegazione di sindacalisti e amministratori del territorio.
«Regione e parti sociali – ha detto il presidente Christian Solinas -, confermano il loro orientamento comune sulle politiche energetiche e di sviluppo, e continueranno a condividere scelte e strategie. Il polo di Portovesme rappresenta una ricchezza alla quale non possiamo assolutamente rinunciare ed è necessario predisporre tutte le strategie per garantire che l’abbandono del carbone e la riconversione energetica avvengano salvaguardando tutti i presidi industriali, fondamentali per lo sviluppo armonico, insieme agli altri settori produttivi, del nostro sistema economico. Il Governo deve rimettere nelle mani della Regione il coordinamento di un tavolo nazionale che eventualmente aggiorni gli accordi nazionali in tema di energia in un’ottica di condivisione delle scelte.»
«La Sardegna deve essere parte attiva nel processo decisionale che porterà alla nuova strategia energetica nazionale, determinante nello sviluppo futuro del Sulcis e dell’intera Isola. Occorre -, ha concluso il presidente della Regione -, elaborare un progetto di sviluppo energetico sostenibile per colmare il gap infrastrutturale che separa la Sardegna dal resto del Paese e restituirle una competitività energetica pari a quella delle altre regioni.»
Alcune ore dopo l’incontro, gli assessori regionali del Lavoro Alessandra Zedda, dell’Industria Anita Pili, della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis e dell’Igiene e Sanità Mario Nieddu, hanno convocato un incontro sullo stato di attuazione del progetto Sider Alloys per martedì 10 agosto, alle 10.30, presso la sala riunioni dell’Assessorato del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale – 8° piano degli Uffici dell’Assessorato in via San Simone 60, Cagliari, Attorno allo stesso tavolo ci saranno l’Azienda, le segreterie regionali CGIL, CISL, UIL ed UGL; le segreterie territoriali FIOM-CGIL, FSM-CISL, UILM-UIL e CUB; l’assessorato regionale del Lavoro e la direzione generale dello stesso Assessorato.
ll presidente del Consiglio regionale Michele Pais ed i capigruppo hanno incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Sider Alloys, azienda leader nella produzione di alluminio ora impegnata in una complessa fase di riavvio dopo la chiusura del 2012.
A nome dei sindacati, Rino Barca della Cisl ha spiegato i diversi aspetti della situazione dell’azienda, legati paradossalmente non alla sua capacità produttiva e di reddito, ma alla scadenze dei contratti per la fornitura di energia e soprattutto alle autorizzazioni in materia ambientale che dovranno essere rilasciate dal competente assessorato regionale. «Il prossimo 28 luglio – ha ricordato Rino Barca -, si terrà una conferenza di servizi alla quale parteciperanno, oltre ai tecnici dell’assessorato, anche altri gli enti interessati alla procedura a vario titolo, e c’è il rischio che il possibile allungamento dei tempi vanifichi un investimento di circa 150 milioni di euro che permetterebbe la ripresa dell’attività per circa 1000 lavoratori più l’indotto. Chiediamo quindi un impegno forte della politica – ha concluso Barca –, per fare in modo che la tempistica della procedura sia accelerata con uno spirito costruttivo di collaborazione, in modo da consentire la ripartenza di una azienda strategica per l’economia regionale.»
I rappresentanti dei gruppi, hanno preso la parola Giorgio Oppi dell’Udc-Cambiamo, Michele Ennas e Dario Giagoni della Lega, Gianfranco Ganau del Pd, Sara Canu dei Riformatori sardi e Francesco Agus dei Progressisti, hanno manifestato il massimo impegno unitario per creare le migliori condizioni che consentano le necessarie decisioni ed il rilascio definitivo delle autorizzazioni.
Il presidente Michele Pais, in particolare, ricordando che le modalità informali dell’incontro con i sindacati non hanno consentito l’opportuna convocazione dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, ha annunciato l’avvio in tempi brevissimi di interlocuzioni con lo stesso assessore.

Marino Gessa, navigato da Salvatore Pusceddu, su Skoda Fabia, ha vinto il 3° Rally del Parco Gominerario Storico Ambientale della Sardegna. Il portacolori della Sardegna Racing, ha imposto fin da subito il proprio ritmo, dando filo da torcere a Maurizio Diomedi e Giuseppe Pirisinu (campioni in carica da battere), secondo sul podio con la Skoda Fabia e i colori della MRC Sport. Terzo l’equipaggio formato da Dimitri Tomasso e Cristina Caldart su Skoda Fabia della MRC Sport, quarto l’instancabile Auro Siddi che, con Giovanni Rollo su Skoda Fabia del Team automobilistico Phoenix , ha saputo tenere alta l’attenzione del pubblico per tutta la gara.
A seguire:
5°) Egisto Vanni e Marco Murranca su Skoda Fabia della Porto Cervo Racing; 6°) Giuseppe Mannu e Massimiliano Frau su Renault Clio della Magliona Motorsport; 7°) Giancarlo Pusceddu e Paolo Cottu su Skoda Fabia; 8°) Francesco Farci e Maurizio Mocci su Peugeot 207; 9°) Giovanni Solinas e Andrea Zara su Peugeot 106 del Team Auto Servicesport; 10°) Vito Tria e Gian Domenico Piccinnu su Renault Clio.
Marino Gessa e Salvatore Pusceddu hanno conquistato anche l’ambito Trofeo Dune e Miniere, consegnato dal presidente del Parco Geominerario on. Tarcisio Agus.
E’ stata una gara fantastica! Questo è il commento generale dopo la 3ª edizione del Rally Parco Geominerario della Sardegna. Soddisfatti gli organizzatori, guidati da Mauro Nivola, presidente di Mediterranean Team. Positivamente colpiti i rappresentanti delle istituzioni locali, dal comune di Arbus al comune di Guspini.
L’assessore regionale alla difesa dell’ambiente e protezione civile Gianni Lampis, presente lungo il percorso, ha sottolineato l’importanza di eventi sportivi di questo calibro capaci di unire al concetto di sport, quello di difesa e tutela dell’ambiente: «E’ importante poter scrivere insieme un percorso di ripartenza, non solo per questo territorio – ha dichiarato l’assessore Gianni Lampis -. Lo sport aiuta a far conoscere le nostre bellezze paesaggistiche. Un plauso va a tutti gli artefici di questa operazione di rinascita».
Percorsi carichi di storia e bellezza, una ottima occasione per approfittare dello spettacolo sportivo e scoprire la cosiddetta archeologia mineraria. Il Parco Geominerario, anche quest’anno ha accolto i bolidi di ultima generazione, così come le auto che hanno fatto la storia non solo dei rally, ma delle famiglie italiane.
Il Rally Parco Geominerario della Sardegna è stato anche Rally Storico. La coppa del vincitore è andata alla Fiat 125 del Team Bassano condotta da Leopoldo Di Lauro e Giovanni Nuvoli. Ritiro sulla ps 1 per Cambedda-Achenza su Fiat 128 e per Budroni-Pudda su Peugeot 205, entrambi del Team Autoservice.
Premiati Pietro Ruiu e Guido Canu che su Alfa Romeo 33 hanno affrontato in solitario la gara di regolarità . Direttore di gara è stato Simone Zerbinati. Che dalla direzione ha seguito con scrupolo le nove speciali in programma.
Per la prima volta , in Sardegna, il rally ha avuto anche la sua parte video in diretta. Grazie alla trasmissione in diretta delle prime due prove speciali curata dalla SL LIveStreaming che ha trasmesso con il commento in diretta da studio. Durante le dirette è stato raccontato il mondo delle gare attraverso la voce dei professionisti che le vivono. Le immagini sono disponibili sulle pagine social : @mediterranean team, @Arbus Promotors, @Racing Experience team e @Ogliastra Racing. Una trasmissione sperimentale, partita in sordina, che rappresenta il punto di svolta anche sotto il profilo della comunicazione dei rally.
Le premiazioni e l’arrivo hanno chiuso il fine settimana che ha rappresentato per lo sport la concreta ripartenza e per il territorio il segnale positivo del quale tutti ( imprenditori e istituzioni ) avevano bisogno.
Il protocollo anti covid, non ha minimamente alterato la qualità della manifestazione, mettendo in risalto le tante professionalità che anche in questa occasione hanno formato uno staff coeso e preparato.
Mauro Nivola, grande esperto di percorsi e presidente della Mediterranean Team, ha chiuso con il sorriso questa terza edizione della gara. Con la preziosa collaborazione di Ogliastra Racing e Arbus Promotors e il con il supporto di uno staff collaudato negli anni, ha dato appuntamento alla prossima edizione, estendendo i ringraziamenti a tutti gli sponsor e a tutte le professionalità che a vario titolo hanno reso possibile questa ripartenza.
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L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca) ha reso operative sei stazioni mareografiche nell’ambito della ‘Rete di sorveglianza operativa’ nazionale, parte fondamentale del Siam (Sistema di allertamento nazionale per i maremoti generati da sisma), costituito da Ispra, Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), con il coordinamento della Protezione civile nazionale.
La ‘Rete’ si occupa del monitoraggio del livello del mare a difesa delle aree costiere potenzialmente esposte a maremoti generati da terremoti nel Mediterraneo.
Una di queste sei stazioni si trova in Sardegna, a Capo Teulada: la prima, dal 14 giugno, ad essere pienamente operativa. Assicura la registrazione di dati mareografici e la loro trasmissione per 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. I dati del livello del mare, registrati con precisione, sono trasmessi in tempo reale al Centro allerta tsunami (Cat) dell’Ingv e sono visionabili e scaricabili in rete sul sito dell’Ispra: tsunami.isprambiente.it/Tad_Server.
Le altre cinque sono a Porto Palo, Pantelleria e nelle piccole isole di Marettimo in Sicilia, a Roccella Ionica e Cetraro Lido in Calabria.
«Sono progettate per resistere a dure condizioni, secondo gli standard internazionali fissati per la misura di onde da maremoto fino ad un’altezza massima di 10 metri e campionabili alla velocità di un secondo – ha spiegato l’assessore della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, con delega alla Protezione civile -. Rappresentano le prime installazioni per il potenziamento della rete di osservazione del livello del mare, con particolare attenzione alle aree costiere caratterizzate da sorgenti sismiche a elevato rischio tsunami. La stazione di Capo Teulada segna l’avvio della nuova rete di osservazione del livello del mare nel Mediterraneo, progettata anche per accogliere ulteriori sensori, secondo le esigenze e le indicazioni delle Autorità regionali.»
Nei giorni scorsi, inoltre, nella sede della Protezione civile regionale, si è riunito un tavolo tecnico coi rappresentanti dell’Ispra, dell’Ingv, della Protezione civile nazionale e la partecipazione del Dipartimento Meteo climatico dell’Arpa Sardegna, dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e dell’Area marina protetta di Capo Carbonara: «Ci siamo occupati del ruolo chiave della Sardegna nell’ambito dell’area di competenza del Siam (l’intero bacino del Mediterraneo) e della scarsa condizione di presidio delle coste sarde, per quanto riguarda la misura delle variabili meteomarine in tema di protezione civile – ha evidenziato l’assessore Gianni Lampis -. Perciò, si è parlato del potenziamento della rete mareografica ed ondametrica regionale, soprattutto per migliorare le attività di previsione e di prevenzione dei rischi marini e costieri, che saranno inseriti nel Piano regionale di Protezione civile multirischio, in fase di elaborazione».
Domani, sabato 12 giugno, alle ore 11.00, nell’uliveto storico di S’Ortu Mannu, a Villamassargia, si terrà la presentazione dell’intesa tra l’associazione internazionale “Città della terra cruda” e l’associazione “Città dell’Olio” per l’attivazione di un programma di collaborazione sui temi dello sviluppo sostenibile e la valorizzazione dei territori. Interverrà l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis.