23 September, 2026
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Il presidente del Collegio Ipasvi Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu, interviene oggi, con una nota pubblicata nel sito dello stesso Collegio, indirizzata agli infermieri associati, sui problemi legati al trasporto delle salme dall’ospedale CTO all’ospedale Santa Barbara di Iglesias.

 

«Gentili colleghi, nell’ottica del perseguimento di obiettivi comuni e di collaborazione intrapresi per la tutela degli iscritti all’Albo Ipasvi Carbonia Iglesias da responsabilità conseguenti a violazione di regolamenti di Polizia mortuaria – scrive Graziano Lebiu -, porto alla vostra attenzione che parrebbero confermate le consuetudini di trasportare in Iglesias salme dal presidio CTO al presidio Santa Barbara, con la motivazione che il CTO non sia dotato di camera mortuaria. Sotto diversi profili etici e deontologici, di igiene pubblica, medico legali, amministrativi, tale evidenza non può che essere considerata pratica inappropriata.»

«La motivazione che “le Direzioni della ex ASL 7 Carbonia, del comune di Iglesias, della ASSL Carbonia non hanno rilevato o posto rimedio a tale carenza e qui si è sempre fatto così”, di fronte ad una contestazione di violare il Capo IV artt. 19 e 20 del regolamento di Polizia mortuaria DPR 285/90 e del Regolamento di Polizia mortuaria del comune di Iglesias del 2014, non è spendibile a vostra difesa – aggiunge Graziano Lebiu -. La presente nota è trasmessa ai sensi dell’articolo 48 del codice di Deontologia infermieristica: “L’infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione ai responsabili professionali della struttura in cui opera o a cui afferisce il proprio assistito”.»

Graziano Lebiu conclude la nota, invitando i colleghi «a non prestare il fianco alla violazione del regolamento citato» e ad adoperarsi «per segnalare al Collegio e ai superiori gerarchici in ASSL Carbonia, il permanere di condizioni in palese violazione del corretto trasporto delle salme dai servizi-u.o. del CTO alle camere mortuarie se altrove dislocate o se trasferiti con mezzi inidonei».

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Il Collegio Ipasvi di Carbonia Iglesias ha inviato le sue osservazioni sull’atto aziendale dell’ATS Sardegna, al Direttore Generale dell’ATS Sardegna, al Direttore sanitario dell’ATS Sardegna, al Direttore amministrativo dell’ATS Sardegna e agli iscritti Albo Ipasvi Carbonia Iglesias.

«Non può essere posto in essere alcun atto aziendale né alcun riordino della rete ospedaliera senza gli attori dell’assistenza e dell’organizzazione del lavoro al posto giusto e valorizzati piuttosto che considerati caselle in un turno di servizio, numeri matricola, pedine di una ipotetica scacchiera, tessera di un effetto domino – scrive il presidente del Collegio Ipasvi Graziano Lebiu – . Il contesto di opportunità e crescita professionale e di carriera tra tutti i collaboratori professionali sanitari infermieri (che in un rapido passaggio in corsia e due chiacchiere con il personale su organizzazione del lavoro, produttività, progressioni e fasce retributive, valorizzazione economica e riconoscimento del merito si potrebbe facilmente rilevare come ancora non pervenuto) è una sfida che rispetto al passato l’ATS Sardegna deve vincere; nel merito dell’Atto Aziendale ATS SARDEGNA, il Direttivo IPASVI CI ritiene che se mantiene alto l’impegno per un’assistenza centrata sulla persona e per la valorizzazione delle competenze dei professionisti che la costituiscono (art. 7 Patrimonio Professionale Atto Aziendale ATS pag. 11) sia attuale e attuabile a condizione che Equità, Centralità persona-paziente-utente, Qualità, Economicità, Trasparenza, Legalità, Crescita professionale-Sviluppo e innovazione per il personale, non restino parole inserite ma inespresse in un documento di settantadue pagine.»

«Un elemento che ci porta a rinviare sin d’ora un giudizio comunque definitivo è però conseguente all’assenza di riferimenti precisi e coerenti al ruolo del Dipartimento delle Professioni Infermieristiche quale entità che dovrebbe muoversi a maggior tutela dell’autonomia, della responsabilità, della risorsa, della dignità, del decoro, dell’immagine, dei diritti e dei doveri del personale che vi afferisce: l’impostazione data è dissonante considerando la declinazione degli altri dipartimenti, senza trascurare che, ormai, innumerevoli progetti di riorganizzazione sono incentrati sui nuovi modelli di assistenza, e tra tutti, in particolare, l’organizzazione per livelli assistenziali affidandone la responsabilità agli infermieri ed esaltandone le specificità e il valore nel processo di assistenza quale incontrovertibile contributo al recupero della centralità del paziente quale fattore di produttività – aggiunge Graziano Lebiu -. Non siamo una controparte della Direzione Generale ATS, non siamo pregiudizialmente ostili a nessuna delle determine che abbiano ricadute anche nella ASSL Carbonia, e consapevoli di avere qualcosa da sottolineare per rafforzare i contenuti dell’atto aziendale con i migliori auspici per il buon fine delle sue intenzioni, ma richiamiamo con decisione l’attenzione su una serie di elementi che riteniamo centrali nella delibera in trattazione.»

«L’ATS Sardegna – scrive tra l’altro Graziano Lebiu – deve trovare la chiave di volta per sanare una volta per tutte la suddivisione di lavoratori di serie A con quelli di serie B. Auspichiamo la piena valorizzazione delle risorse umane, quale elemento distintivo dell’azienda con opportunità di crescita professionale e di carriera per chi sa distinguersi per capacità e impegno e contribuisce in modo leale e responsabile al rafforzamento della mission e al conseguimento degli obiettivi aziendali”, essendo questa una affermazione che riveste particolare importanza in quanto, oltre a potersi incardinare nella lettera del D.lgs. n. 150/09, presuppone una politica del personale che non si limiti al semplice rispetto delle norme di cui agli articoli 16 bis, ter e quater del D.lgs. n. 229/99 ma prefiguri la volontà di creare occasioni e circostanze che consentano effettivamente agli operatori di tutti i ruoli e di tutte le professioni di realizzare compiutamente le loro personali aspettative anche economiche nell’ambito del contesto organizzativo aziendale.

Riteniamo che il fattore di produttività non si individui col bilancino del centro di costo o dei budget o del dipartimento x con struttura complessa y piuttosto che struttura semplice dipartimentale: si misura con l’aumentare del tempo di vicinanza degli infermieri ai pazienti. Maggiore è il tempo da dedicare all’assistito, maggiore sarà la qualità dell’assistenza percepita ed erogata. E puntuale deve essere il riconoscimento formale e sostanziale per gli aventi causa. Alla domanda di salute ed assistenza, la sanità anche privata risponde per tutti i suoi cittadini con la missione universalistica dei professionisti che vi operano: è garantita ogni giorno ogni ora ogni anno assistenza a tutti i suoi abitanti, non solo sardi o italiani ma anche stranieri, integrati o meno, offre sostegno e diritti a che ne ha bisogno, ed essendo un comparto produttivo di beni e servizi, in questa fase di crisi economica rappresenta anche una opportunità di coesione sociale. L’Atto Aziendale ipotizza un rilevante processo di riorganizzazione delle strutture e dei servizi che comporterà necessariamente un riassetto delle dotazioni organiche ed una diversa allocazione e collocazione fisica e funzionale delle risorse disponibili: e troppo auspicare che sia seguito da atti concreti e non si limiti a mere enunciazioni di principio?

Il progetto ivi delineato è di ampio respiro e suggerirebbe il pieno coinvolgimento di tutte le risorse aziendali, nel miglioramento qualitativo e quantitativo delle cure prestate.»

«Venendo, infine, ad alcune questioni propriamente del territorio ASSL Carbonia e sia per il PO Sirai di Carbonia che per il PO CTO e il Po Santa Barbara di Iglesias, gli elementi che emergono e meritano attenzione, per quanto riguarda il personale infermieristico – rimarca Graziano Lebiu -, potrebbero contemplare:

a. La ricerca di operatori con le caratteristiche richieste in ambito aziendale, attraverso specifici avvisi di mobilità interna;

b. La valorizzazione delle risorse già disponibili mediante gli strumenti individuabili dall’ATS e inseribili nell’Atto Aziendale;

c. La valutazione dell’effettivo fabbisogno quali-quantitativo di risorse nei singoli contesti specialistici in cui si articolano le strutture ospedaliere e territoriali;

d. La progettazione, la promozione e l’implementazione di corsi di aggiornamento e di formazione continua relativamente al trattamento dei pazienti presi in carico dalle diverse discipline specialistiche;

e. Valorizzazione delle risorse con particolare riguardo alla gestione delle cronicità, del paziente anziano, del bambino e, più in generale, delle persone fragili.

f. Sulla dislocazione della SC di ginecologia ed ostetricia, del punto nascite e della pediatria, da rilevare che non si evince in quale stabilimento saranno ubicati ed entro quali tempi;

g. Appare alquanto singolare il mantenimento di n. 2 SC di Ortopedia e n. 2 SC di Chirurgia tra il PP.OO. di Iglesias e Carbonia. Quali tra queste saranno operative H. 24 e sette giorni su sette, anche in relazione agli spazi architettonici del CTO di Iglesias, impossibilitato a ricevere 16 pl previsti per l’assegnazione del titolo di SC.

h. La congruenza del numero di posti letto al CTO di Iglesias è stata presa in considerazione e se si da chi e come?

i. Oculistica diventa SC per quale motivazione? (PL? dotazione organica? n. prestazioni?) Continuerà ad operare in Day Surgery?

j. La Pneumologia è cassata. Sarà assorbita in quale Medicina? Con quali criteri assegnare il personale che vi afferiva? Recupererà i PL precedentemente attribuiti e persi con il passaggio al S.B. dal CTO?

k. Le postazioni del 118 in ASSL Carbonia Iglesias saranno mantenute e facenti parte di quale SC?

l. Trasformazione del CTO e del SB in ospedali di comunità con quali risorse sarà possibile?

m. Il Pronto Soccorso del CTO che sorte deve subire?

n. Il Servizio Dialisi diventa una unica struttura con 1 SC a Carbonia e 1 SSD ad Iglesias o viceversa?

o. Idem per Anestesia. Da n. 2 SC ad una. Dove e come saranno allocate?

p. La SSD Terapia del dolore sarà assorbita da chi?

q. Alcun richiamo all’istituzione dell’Hospice, come da legge regionale RAS. Che fine farà?

r. Il Lab. Analisi e il Centro Trasfusionale passano da SC a SSD e con quali assegnazioni?»

«Nel complesso dell’atto aziendale valutiamo come carenza:

– la mancanza di parametri per la definizione del fabbisogno di operatori in rapporto all’intensità o alla complessità delle cure

– la mancata individuazione delle posizioni organizzative per le quali sarebbe auspicabile introdurre almeno un elenco di opzioni

– pochi richiami al ruolo della sanità privata

Riteniamo, infine, preminenti:

1) garantire livelli di qualità e sicurezza agli ospedali e nei servizi territoriali adeguati alle necessità della popolazione in questa determinata fase storica;

2) l’adozione di nuovi modelli gestionali con la reale sperimentazione di una organizzazione dell’assistenza basata sull’intensità delle cure;

3) l’integrazione tra ospedali e territorio e implementazione degli orari di apertura di questi ultimi all’utenza sulle 12 ore;

4) L’integrazione e il rispetto tra professionisti;

5) la riduzione dell’esposizione degli operatori e in particolare degli infermieri a carichi di lavoro eccessivi e mansioni improprie, spesso non giustificate nè giustificabili, che li espongono a maggiori rischi di commettere errori anche non rimediabili sia su essi stessi che sui loro assistiti. In questo contesto sarebbe auspicabile un maggior investimento al miglioramento della comunicazione per la riduzione dei contenziosi;

6) un rafforzamento dell’umanizzazione delle cure e della relazione sanitario-utente: porterebbe a maggior fiducia dei professionisti in se stessi e nel sistema, e nei professionisti da parte dell’utente stesso;

7) valorizzazione della professionalità e delle competenze: chi possiede progetti, obiettivi, idee, ricerche da portare a compimento deve trovare in ATS Sardegna una sponda per poter provare a realizzarli piuttosto che un muro di gomma pronto a respingere qualsiasi sussulto di orgoglio professionale.

Per tutelare maggiormente la dignità della professione ma soprattutto favorire l’accesso dei cittadini al servizio sanitario, sul complesso e sull’applicazione dell’Atto aziendale dobbiamo svolgere un importante ruolo di impulso, contribuendo così a fare della partecipazione uno dei suoi propri punti di forza.

Pur in maniera non esaustiva, abbiamo voluto dedicarci al complesso dell’atto aziendale tralasciando di approfondire e richiamare alcune questioni – conclude Graziano Lebiu -. Ci riserviamo di avviare una ulteriore riflessione per poter maggiormente contribuire al buon esito delle previsioni di atti, determine, delibere, linee guida e quant’altro utile alla miglior risposta assistenziale all’utenza anche nel ns. territorio e nella ASSL di riferimento.»

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Il direttivo del Collegio Ipasvi e la comunità infermieristica del Sulcis Iglesiente, stringendosi intorno alla famiglia, ricordano la professionalità della collega infermiera Anna Maria Merola, tragicamente scomparsa nel rogo della sua abitazione. Si era diplomata nel 1984 presso la scuola Maria di Piemonte sezione USL 17 Carbonia, e dal 2011 era una delle prime iscritte all’albo Ipasvi Carbonia Iglesias. Esercitava presso il poliambulatorio di San Ponziano ex Asl 7 e ultimamente era costretta all’uso delle stampelle e a difficoltà di deambulazione a causa di un infortunio sul lavoro. «Per cause accidentali, Anna Maria non è più tra noi – dice il presidente del Collegio Graziano Lebiu -, ma il suo esercizio professionale e la dedizione al lavoro resteranno un ricordo difficile da dimenticare».

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Il nuovo licenziamento deciso due giorni fa dall’Aias, questa volta per Antonello Repetto, il lavoratore protagonista negli ultimi mesi di diverse clamorose manifestazioni di protesta per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati, con incatenamenti e imbavagliamenti davanti alle sedi Aias di Cagliari e Cortoghiana, per «dichiarazioni lesive dell’immagine, degli interessi e dell’economia dell’associazione», continua a provocare reazioni e commenti. Oggi interviene sul caso Graziano Lebiu, presidente del Collegio Ipasvi Carbonia Iglesias. «La Libertà di Stampa e di Opinione sono valori irrinunciabili – dice Graziano Lebiu -. Si narrano i fatti, si commentano le diverse considerazioni, si fanno editoriali di sintesi o approfondimento, ma da qui a negare oggi a Repetto di dialogare con la stampa e domani alla stampa di dialogare con Repetto, la trovo una cosa pericolosa. Non può passare l’assunto – conclude Graziano Lebiu – che pubblicare una dichiarazione da parte della stampa sia attività lesiva dell’immagine Aias, nel caso in specie.»

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Il Collegio Ipasvi di Carbonia Iglesias ha tenuto stamane, nella sala consiliare del comune di Carbonia, la prima conferenza stampa per la presentazione delle novità su «Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici», previste dalla Legge Stanca del 9 gennaio 2004, n. 4 (G.U. n. 13 del 17 gennaio 2004) ma fino ad oggi quasi completamente inattuate.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, con il presidente del Collegio Ipasvi di Carbonia Iglesias Graziano Lebiu, l’assessore delle Politiche sociali del comune di Carbonia Loredana La Barbera, il presidente della IV commissione del comune di Carbonia Daniela Marras, le infermiere che hanno realizzato il video proiettato in sala, Lisanna Grosso dell’Ipasvi di Pavia e Valeria Rita Cani dell’Ipasvi di Carbonia Iglesias.

«I motivi e la proposta di recepire nel sito web del Collegio Ipasvi uno spazio di accesso dedicato a soggetti disabili – ha detto tra l’altro Graziano Lebiu – devono quindi essere considerati la prima pietra di un percorso perfettibile, integrabile e rispettoso di altri punti di vista e necessità, ma soprattutto strutturato e curato nel quotidiano del suo evolversi. Sapremo fare certamente sintesi di tutti i contributi che via via saranno posti alla nostra attenzione per arrivare a condividere nel lungo periodo il più corretto e fruibile “risultato” nelle forme e nei supporti sopra espressi. Questa è la finalità della condivisione del “gesto assistenziale ed istituzionale” nell’iniziativa della nostra comunità professionale, e che qui presentiamo unitamente alle curatrici del video, l’infermiera sorda Lisanna Grosso, di Pavia, e l’infermiera Valeria Rita Cani, di Carbonia.»

Lisanna Grosso, originaria di Biella, è stata una delle prime quattro bambine non udenti inserite in un famoso progetto di integrazione tra bambini sordi e udenti e, vincitrice di una borsa di studio “Fulbright-Roberto Wirth”, presto volerà negli Stati Uniti per un’esperienza formativa unica.

«Era un sabato del mese di aprile quando mi arriva un messaggio da Graziano, il quale mi chiese se volevo collaborare con l’Ipasvi di Carbonia Iglesias e di altre province aderenti per un progetto di accessibilità – ha detto nel suo intervento Lisanna Grosso -. Felice di questa perspicacia e sensibilità verso anche le persone sorde, ho accettato subito. Essendo un’infermiera sorda bilingue (italiano/lingua dei segni italiana) ho sempre desiderato e promosso l’accessibilità e di divulgare informazioni e notizie anche alle persone sorde che spesso sono trascurate perché la nostra sordità è invisibile e spesso non ci si accorge che i video con solo l’audio e non sottotitolati o le notizie via radio non ci giungono.»

«Questi primi video in lingua dei segni italiana – ha concluso Lisanna Grosso – sono un primo passo verso la piena accessibilità per la maggior parte delle persone sorde italiane. Si tratta di un buon inizio di un grande progetto.»

Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, anche il direttore della SC Professioni Sanitarie della ASSL di Carbonia, Antonello Cuccuru, il medico pediatra Paolo Zandara ed il direttore del Centro Servizi culturali della società Umanitaria di Carbonia, Paolo Serra, che si è intrattenuto sulle iniziative messe in atto dal Centro Servizi Audiovisivi e dalla Fabbrica del Cinema per consentire ai diversamente abili pari opportunità nell’accesso ai servizi.

Un’analoga conferenza stampa è in programma mercoledì prossimo, 21 giugno, a Roma, nella sede Ipasvi nazionale, alla quale hanno già assicurato la loro adesione numerose associazioni.

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In parziale recepimento della Legge Stanca del 9 gennaio 2004, n. 4 (G.U. n. 13 del 17 gennaio 2004) recante «Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici»,

a) nei siti dei Collegi IPASVI aderenti stiamo per inserire una sezione video nel linguaggio dei segni e contenente documenti utili e accessibili agli ipoacusici che avessero necessità e/o interesse di approfondire sulla professione infermieristica

b) stiamo in stampa con un libro il Braille dedicato ai non vedenti-ipovedenti che avessero necessità e/o interesse di approfondire sulla professione infermieristica

I documenti interessati sono dieci: il Profilo Professionale DM 739, il Profilo Professionale dell’Infermiera Pediatrica, il Codice Deontologico, il Patto Cittadino Infermiere, la Carta Europea dei Diritti dell’Ammalato, il Codice di Comportamento dei Pubblici Dipendenti, il Codice Disciplinare Comparto Sanità, la Declaratoria Contrattuale CPSI cat D, il Giuramento dell’Infermiere, la Legge 42/99.

Per l’importanza e novità dell’iniziativa, terremo una conferenza stampa di presentazione il 16 giugno 2017, dalle ore 10,00, sino alle ore 11,30, presso la sala consiliare del comune di Carbonia, in Piazza Roma.

Parteciperanno ai lavori della conferenza stampa le infermiere che hanno realizzato il video, Lisanna Grosso, Ipasvi Pavia e Valeria Rita Cani, Ipasvi Carbonia Iglesias.

Graziano Lebiu

Presidente Collegio provinciale IPASVI Carbonia Iglesias

 

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Il Collegio provinciale Ipasvi di Carbonia Iglesias ha rivolto oggi un appello al ministero della Salute sul caso Aias.

«E’ di ieri la conferma che il ministero dell’Interno, in risposta ad una interrogazione parlamentare dell’on. Francesco Sanna, abbia attestato che “i lavoratori Aias Sardegna senza stipendio possono rivalersi sui committenti, avendo il sottosegretario al Ministero del Lavoro Franca Biondelli, a nome del Governo, chiarito che tali azioni dei lavoratori sono pienamente legittime, come ha anche deciso il Consiglio di Stato”. – scrive Graziano Lebiu, presidente Ipasvi Carbonia Iglesias -.

Per il ruolo di garanzia conferitoci dalla legge a tutela dei diritti dei cittadini costituzionalmente protetti di cui all’art. 32, dobbiamo necessariamente scindere la sfera sindacale da quella istituzionale del nostro Collegio, e plaudendo ad una soluzione positiva per gli operatori interessati che possono attivare il ricorso all’art. 1676 del Codice Civile, siamo a porre la vs. attenzione sulla concreta preoccupazione che la possibile crisi gestionale dell’Aias non possa non avere serie ripercussioni sull’assistenza ai disabili gravi e alle loro famiglie, che della comunicazione del sottosegretario all’Interno on. Biondelli non saprebbero come poterla spendere.

Di fronte all’acclarato conflitto istituzionale con il rimpallo delle responsabilità tra terzi, non possiamo non chiederci se i cittadini della comunità del Sulcis Iglesiente saranno i primi a farne le spese, stretti nella morsa dell’inefficienza gestionale, dell’inadeguato ruolo della politica e del rischio di restare privi di punti di riferimento assistenziali.

Siamo quindi a condividere le preoccupazione del punto di vista infermieristico a tutela della salute del cittadino che ambisce a pieno titolo ad essere mantenuto e preso in carico ed in cura da chi ne ha le competenze, da chi riesce a mantenerle, da chi riesce a motivare ed essere motivato, da chi sia messo nelle condizioni professionali di ben agire.

Preoccupati per i cittadini e disabili gravi se verrà meno il diritto alla continuità assistenziale da parte di una sanità privata ma convenzionata e accreditata capace di amministrare i cospicui e ricorrenti fondi pubblici ad essa destinata per farsene carico, capace di pianificare soprattutto nei momenti di difficoltà economica, capace di tenere unita e motivata la dotazione organica per superare le criticità a vantaggio dei più deboli.

Per questo motivo, siamo a chiederVi di valutare di verificare se, oltre all’acclarato blocco delle retribuzioni:

a) vi siano difficoltà nel mantenimento degli impegni economici verso terzi per tutto quanto necessita all’assistito, dall’approvvigionamento dei farmaci alla fornitura dei pasti, dal domestico alberghiero alle utenze di acqua luce gas carburanti, mezzi, assistenza tecniche, presidi medico chirurgici, altro;

b) se i licenziamenti disciplinari e volontari e le sospensioni dal servizio di cui si ha contezza possano ridurre sino a comprometterlo il corretto rapporto operatori-assistiti nelle 24 ore e la qualità delle prestazioni attese e da rendere.

Per cittadini, per gli assistiti e per le loro famiglie, ci preme di evitare qualsiasi eventuale conseguenza a subire le misure della deriva della vicenda in oggetto, della disorganizzazione, della penuria di personale, dei livelli di assistenza se tendenti al ribasso, delle deduzioni di potenziali illeciti, del clima lavorativo tendente al malessere.

Al professionista infermiere è sempre chiesto, giustamente, un comportamento il più possibile proattivo. Oggi è il Collegio Ipasvi Carbonia Iglesias a sollecitare anche il ministero della Salute, se del caso, a non ritardare ulteriormente la percezione dei problemi e dei cambiamenti in atto e prossimi venturi nel campo dell’assistenza ai disabili gravi nel Sulcis Iglesiente al fine di consentire anche allo scrivente e ad altre istituzioni di pianificare le azioni opportune in tempo utile a mantenere per il cittadino il più alto livello di assistenza possibile e per i professionisti che se ne prendono cura la certezza delle giuste condizioni lavorative e professionali.

Ancora un sentito ringraziamento agli infermieri – conclude Graziano Lebiu -, ai professionisti della salute e ai lavoratori per il prezioso ed insostituibile servizio in favore del disabili gravi in carico alle strutture Aias soprattutto in questa fase di massima difficoltà»

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I lavoratori AIAS manifesteranno per i loro diritti domani 27 marzo, davanti alla sede AIAS di Cortoghiana, pesantemente interessata dagli sviluppi della vicenda retributivi, disciplinari, giudiziari ed assistenziali.

«Non possiamo che condividere l’assunto della protesta, pur esitando nello sciopero della fame, che la dignità ed il decoro dei professionisti della salute si misura anche con il pieno riconoscimento economico del servizio reso, diritto del tutto indipendente dalle paventate difficoltà economiche se ASL, Regione, Assessorati ed istituzioni non corrispondessero quanto all’AIAS eventualmente ancora dovuto, o se i finanziamenti comunque ricevuti fossero stati diversamente amministrati», si legge in una nota del presidente IPASVI di Carbonia Iglesias Graziano Lebiu.

«Di fronte all’acclarato conflitto istituzionale con il rimpallo delle responsabilità tra terzi, siamo assolutamente preoccupati che a farne le spese, come al solito, possano essere i cittadini stretti nella morsa dell’inefficienza gestionale e del rischio di restare privi di punti di riferimento assistenziali – aggiunge Graziano Lebiu -. Saremo quindi presenti al presidio di fronte alla sede della struttura AIAS di Cortoghiana per sostenere il punto di vista infermieristico a tutela della salute del cittadino che ambisce a pieno titolo ad essere mantenuto e preso in carico ed in cura da chi ne ha le competenze, da chi riesce a mantenerle, da chi riesce a motivare ed essere motivato, da chi sia messo nelle condizioni tecniche di ben agire, nel rispetto anche dei precetti del Codice Deontologico.»

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Graziano Lebiu, presidente IPASVI di Carbonia Iglesias, prende posizione sulla vertenza AIAS, con una nota inviata al presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru; all’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru; alla presidente AIAS Sardegna, Paola Randazzo; ai sindaci di Carbonia Paola Massidda e Iglesias Emilio Gariazzo; all’Unione dei Comuni del Sulcis Iglesiente; e, infine, all’ammistratore straordinaria della provincia del Sud Sardegna, Giorgio Sanna.

«E’ di ieri la pubblicazione di una nota e di una tabella riepilogativa dei crediti che l’AIAS vanterebbe nei confronti degli EE.LL. ivi ricompresi – scrive Graziano Lebiu -. Non è nel merito della consistenza o sussistenza di quanto dichiarato che possiamo o vogliamo entrare. Intendiamo, piuttosto, riaffermare il principio da noi espresso nell’audizione del 9 marzo scorso in IV commissione consiliare del comune di Carbonia:La dignità ed il decoro dei professionisti della salute si misura anche con il pieno riconoscimento economico del servizio reso, diritto del tutto indipendente dalle paventate difficoltà economiche se ASL, Regione ed assessorati ed istituzioni, non corrispondessero quanto all’AIAS eventualmente ancora dovuto, o se i finanziamenti comunque ricevuti fossero stati diversamente amministrati”.

Il buon padre di famiglia, se ha difficoltà economiche:

non acquista, aliena

non si amplia, accorpa

non si avventa, pianifica

non divide, unisce

non contrae nuove obbligazioni, onora le precedenti

condivide quali spese tagliare e cosa mantenere, non impone.

E questo varrebbe anche per il buon imprenditore e il suo piano “industriale”, perché gli impegni nei confronti di molti, quando questi molti rincorrono le determinazioni del management e diventano narrazione, rischiano di essere chiamati affermazioni insincere.

L’eccesso mediatico di questi giorni insegna, scolpisce, chiarisce: siamo tutti al punto di non ritorno, chiamati a discernere le parole dai fatti, e i fatti dalle responsabilità diffuse.»

«Non possiamo più sostenere e permettere che qualcuno lanci la pietra e nasconda la mano, che si possa paventare di fare cassa evitando le retribuzioni e tagliando sul personale, che un bilancio comunale regga alla prova dei revisori dei conti eludendo i pagamenti, che gli effetti annuncio rimangano nella fase embrionale – aggiunge Graziano Lebiu -. Perché di questo trattasi: effetti annuncio, senza distinzione della fonte che li ipotizza. Ma non si sono fatti i conti con la tenacia dei protagonisti e con le loro suggestioni, paradossalmente più tangibili di qualunque altra “verità” sulla vicenda: i professionisti della salute sono costretti a fare i conti con la realtà che non è la “verità” proposta da una tabella o dalla sua confutazione: sono allo stremo non tanto delle forze, ma della fiducia in chi legge.»

«Nell’emergenza AIAS tutti o, comunque, molti continuano a separare sorprendentemente i fatti (comprese derive manageriali ed esiti di recenti sentenze) dalle frasi scritte e parlate, che ipotizzando soluzioni virtuali per il breve e medio periodo, consegnano alla comunità sociale economica politica del Sulcis Iglesiente una sola sintesi: inaffidabilità nella gestione della vicenda – sottolinea ancora il presidente di IPASVI Carbonia Iglesias -. Le istituzioni avrebbero dovuto ingaggiare da tempo un diverso confronto anche aspro con l’AIAS per ottenere l’assunzione della loro piena responsabilità nella programmazione e della gestione dei fini statutari dell’associazione, chiederne conto, documentarne le criticità, verificare il mantenimento del possesso dei requisiti per convenzioni ed accreditamenti. Per tutta risposta rispetto a tale sorvolante trattamento istituzionale, con impietosa ma studiata veemenza si è giunti persino a sottoporre a procedimento disciplinare decine di operatori, fino ad accusarli di aver potuto pesare sulle economie dell’azienda per aver ricorso all’art. 1676 del Codice Civile. Additati come il vulnus, il capro espiatorio, la madre dell’impasse. Professionisti della salute che invece di rappresentare una soluzione per il superamento del contesto se ancora ed in prospettiva messi nella condizione di rendere un servizio socio sanitario difficile, importante, sostitutivo, necessario, utile, invidiabile ed invidiato, sono visti come un impedimento ed il problema nelle falle di bilancio. Così facendo, si è messa nella parte del torto, alitando sulla fiamma della pubblica indignazione, pur provando a difendere se stessa con la divulgazione della tabella dei crediti, dopo anni di stasi rispetto a quanto solo oggi reso di pubblico dominio.»

«Chi segue i pagamenti e la contabilità? Chi nomina i responsabili dei procedimenti? Chi assume chi? Chi assume dove e quando? Chi gestisce le strutture, i servizi e l’assistenza? Siamo al conflitto istituzionale, e a farne le spese, come al solito, saranno i cittadini stretti nella morsa dell’inefficienza a guardare oltre e del rischio di restare privi di punti di riferimento. Le espressioni di sdegno, gli scongiuranti appelli verbali e ad orologeria per salvare l’eccellenza nel campo dell’assistenza ai disabili presenti nella nostra provincia e nel territorio, non bastano più. E’ complicato recuperare la profonda sfiducia che si è ormai impossessata della comunità civica e professionale, soprattutto di coloro che sono costretti a recarsi al lavoro senza prospettiva ma volendo essere comunque presenti in turno, e non di meno di quanti subiranno le misure della disorganizzazione, della penuria di personale, dei livelli di assistenza e delle conseguenze di eventuali illeciti. L’onere e l’onore di recuperare le piene agibilità per gestire la vertenza AIAS – conclude Graziano Lebiu – non passa per un parziale tavolo sindacale, pur  conclamato il diritto di invocarlo.»

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In occasione dell’inaugurazione dell’anno infermieristico 2017, sabato 28 gennaio, dalle ore 10,00 alle ore 12,00, presso la sede IPASVI Carbonia Iglesias, in via Enrico Fermi 17, a Musei, si terrà un approfondimento sul tema: Da Ente ospedaliero Sirai ad USL 17 – Da Ospedali Riuniti Iglesias ad USL 16 Da USL 16 e 17 ad ASL 7 – Da ASL 7 ad ATS Sardegna: “Criticità e prospettive per la sanità pubblica, la professione infermieristica e la comunità del Sulcis Iglesiente nel passaggio all’Azienda Tutela Salute”.

«Come ente di diritto pubblico – dice Graziano Lebiu, presidente IPASVI Carbonia Iglesias – declineremo, infatti, quanto attiene a tale passaggio con particolare attenzione alle ricadute sui servizi offerti al cittadino. L’attualità dell’argomento nel contesto politico regionale può essere meglio analizzata in un dibattito pubblico alla presenza delle invitate istituzioni e di altri ospiti: Direzione ATS, Direzione ASST Carbonia, Assessorato alla Sanità, Ordine dei Medici, Ordine delle Ostetriche, Sindaco di Carbonia, Sindaco di Iglesias, Organizzazioni Professionali e Sindacali.»