14 April, 2021
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L’Amministrazione comunale di Buggerru presenterà domani, venerdì 19 giugno, l’innovativo portale istituzionale, pronto per essere ulteriormente implementato con tutti i servizi digitali messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini.
Il portale è aggiornato alle ultime linee guida e agli strumenti messi a disposizione da Designers Italia, mettendo al centro i servizi e le necessità di cui i cittadini hanno bisogno ogni qualvolta usano il portale dell’Ente.

Realizzato con la modalità mobile first, il portale darà maggiore attenzione agli elementi essenziali e garantirà un’esperienza d’uso perfetta anche attraverso lo smartphone.
Il nuovo Design System per i siti web, rilasciato dal Team Digitale, consentirà all’Amministrazione comunale di Buggerru di disegnare servizi digitali semplici, facili da usare e centrati sulla base degli effettivi bisogni dei cittadini.
Il nostro Comune, uno dei primi in Sardegna ad adottare questo modello, insieme al comune di Cagliari, ha l’obiettivo di creare un portale che consenta di sfruttare tutti i servizi digitali basandosi su uno standard comune improntato alla semplicità di utilizzo per gli utenti finali, come prevede il piano triennale per l’informatica nella PA.
A partire da Venerdì 19 giugno 2020 il nuovo sito istituzionale del Comune di Buggerru sarà raggiungibile all’indirizzo http://www.comunebuggerru.it, abbandonando definitivamente il vecchio dominio http://www.comune.buggerru.ci.it.

Venerdì mattina potrebbero esserci dei disservizi durante la pubblicazione del nuovo sito istituzionale, il cui termine dei lavori è previsto per la fine della mattinata.

Il sindaco Laura Cappelli ringrazia Manuela Parodo, Tiziana Dedola di Pedra Rubia, Francesca Musiu e Francesco Atzei per il prezioso materiale concesso all’Ente, utile ad arricchire le sezioni cultura e turismo, con le loro migliori foto del territorio di Buggerru.

«L’amministrazione è orgogliosa del risultato raggiunto, attraverso l’insostituibile collaborazione del personale dipendente commenta il sindaco, Laura Cappelli -, ed è sicura che la pubblicazione del nuovo portale istituzionale sia soltanto l’inizio per innovare, migliorare e rendere digitali tutti i servizi, garantendo risposte certe, efficienti e rapide ai propri cittadini.»

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Sono state ricordate stamane, a Gonnesa, nel corso di una breve cerimonia, le vittime della rivolta popolare del mese di maggio 1906. Alla presenza dei sindaci di Gonnesa Hansel Cristian Cabiddu, Iglesias Mauro Usai e Buggerru Laura Cappelli, e del presidente del Consiglio comunale di Iglesias, Daniele Reginali, è stata deposta una corona d’alloro, benedetta dal parroco del paese, davanti alla lapide sistemata all’esterno del Municipio, il 23 maggio 1976, in occasione della celebrazione del 70°, nella quale si legge: «1906-1976, nel 70° anniversario Gonnesa operaia dedica a quanti tra i suoi figli pagarono con la vita o la perdita della libertà. La conquista di migliori e più umane condizioni di vita e di lavoro. Gonnesa, addì 23 maggio 1976». Erano presenti anche il segretario generale della CGIL della Sardegna Sud Occidentale Antonello Congiu, il segretario della Filctem CGIL Emanuele Madeddu, Franco Bardi della Fiom CGIL e l’ex segretario della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente, Roberto Puddu.

«La rivolta fu la prima presa di coscienza dello sfruttamento cui era sottoposta la classe lavoratrice sarda. I primi minatori lavoravano in condizioni gravissime che rasentavano la schiavitù: il lavoro era continuo e logorante, molto pericoloso e sottopagato. Mancava qualsiasi forma di assistenza sociale e previdenziale da parte dello stato e il lavoratore con la misera paga non era in grado di sfamare la propria famiglia. L’operaio, inoltre, era legato all’azienda da un vincolo che prese il nome di “Ghignione”. Questo era un buono acquisto di cui si poteva usufruire soltanto nello spaccio dell’industria, che vendeva a prezzi più alti dei negozi le merce scadente. Queste condizioni portarono scontenti e malumori che sfociarono nella rivolta del maggio del 1906. La rivolta fu spontanea e dettata da fame e disperazione: i dimostranti chiedevano l’intervento del sindaco sul caro-viveri, dazio e tasse comunali. Dopo aver incendiato la cantina e l’ufficio del dazio, da Gonnesa, la manifestazione si diresse verso Bacu Abis e Nebida. L’epilogo fu tragico: i carabinieri arrivati da Iglesias spararono sulla folla. A Nebida ci furono due morti e quindici feriti, a Gonnesa tre morti e diciassette feriti. Oggi il 20 maggio, a Gonnesa, è festa civile.»

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A 100 anni dall’Eccidio dei minatori, uccisi l’11 maggio del 1920 nel corso delle manifestazioni per chiedere condizioni di vita e di lavoro migliori, la città di Iglesias ricorda le 7 vittime, gli iglesienti Raffaele Serrau di 23 anni, Pietro Castangia di 18, Emmanuele Cocco di 37 anni ed Attilio Orrù di 40, Efisio Madeddu di Villaputzu, di 40 anni, Salvatore Melas di Bonacardo, di 50 e Vittorio Collu di Sarroch di 18 anni, uccisi dalla forza pubblica mentre si dirigevano in corteo verso il Municipio, cercando di parlare con il Sindaco Angelo Corsi, che si era proposto come interlocutore per le rivendicazioni dei lavoratori in sciopero.

Nel corso della mattina, il sindaco Mauro Usai ed il presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali, accompagnati dai primi cittadini di Gonnesa Hansel Cristian Cabiddu, Fluminimaggiore Marco Corrias e Buggerru Laura Cappelli, e dai rappresentanti delle sigle sindacali, hanno deposto una corona d’alloro in ricordo della vittime sulla lapide posta sul luogo dell’Eccidio, in via Satta, e sul monumento ai minatori caduti nel cimitero civico.

Una commemorazione che quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, ha dovuto rispettare un rigido protocollo, che ha reso necessario rinviare la tradizionale rappresentazione dell’Eccidio affidata agli studenti dell’Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea, che ogni anno, sotto la guida dei docenti, mettevano in scena i fatti di quel giorno negli stessi luoghi, avvenimenti ricostruiti grazie ad un importante lavoro di ricerca e di analisi storica.
A causa delle norme di prevenzione Covid-19, quest’anno la commemorazione è avvenuta senza l’abituale corteo che accompagnava i rappresentanti delle Istituzioni fino al cimitero civico.

Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, ha ricordato l’importanza delle lotte che hanno portato i minatori di Iglesias a fare la storia del movimento operaio nazionale, «una parentesi tragica che ha però portato ad acquisire diritti imprescindibili per tutti i lavoratori, anche se ancora oggi, in alcune parti del mondo questi diritti vengono tuttora calpestati».
Come nel caso dei piccoli minatori del Congo, dove le milizie locali controllano le miniere da cui si estrae il Coltan, minerale utilizzato per la costruzione dei componenti per gli smartphone e costringono alla schiavitù tantissimi bambini, obbligati a lavorare in condizioni disumane ed oggetto di violenze quotidiane.
Un paradosso ricordato dai partecipanti, concordi nel sottolineare come ancora oggi tanti lavoratori siano costretti a lottare per chiedere diritti e dignità sul luogo di lavoro.

L’auspicio del sindaco di Iglesias è stato quello di poter al più presto rendere il dovuto omaggio ai minatori caduti cento anni fa, perché come ha sottolineato, «l’impegno per un futuro più equo nasce dalla memoria, dal tenere vivo il ricordo del sacrificio di tanti lavoratori, come quelli che hanno perso la vita l’11 maggio del 1920, perché solamente riappropriandoci della nostra storia possiamo creare i presupposti per un futuro migliore».

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Anche il sindaco di Buggerru, Laura Cappelli, ha firmato l’ordinanza che prevede l’apertura delle attività inerenti servizi alla persona e di esercizi commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie e profumerie.

A condizione che:

1) i dati ufficiali rendano noto che l’andamento della curva di diffusione del virus nel territorio del comune di Buggerru risulti con parametro dell’indice di trasmissibilità Rt (R con t) uguale o inferiore a 0,5;

2) vengano rispettate le prescrizioni contenute negli artt. 23 e 24 dell’ordinanza del presidente della Giunta regionale n. 20 del 02 maggio 2020;

3) venga rispettato il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020;

4) vengano rispettati i protocolli di sicurezza anti-contagio ufficiali specifici per l’attività;

A FAR DATA DAL 11 MAGGIO 2020

L’apertura delle attività inerenti i servizi alla persona nonché gli esercizi commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, in armonia nel rispetto delle prescrizioni indicate negli artt. 23 e 24 dell’ordinanza n. 20 del 2 maggio 2020 del presidente della Regione Autonoma della Sardegna e in particolare:

PER LE ATTIVITÀ INERENTI I SERVIZI ALLA PERSONA:

– L’accesso ai locali potrà avvenire solo previo appuntamento e direttamente per essere serviti, con esplicito divieto di sostarvi sia all’interno per qualsiasi altra ragione sia all’esterno in attesa di farvi ingresso;

– Le postazioni di lavoro all’interno delle strutture potranno essere utilizzate esclusivamente in modo da garantire sempre una distanza di almeno due metri tra persone;

– Dopo ogni singolo servizio, le postazioni, le superfici, le attrezzature e gli strumenti utilizzati dovranno essere accuratamente igienizzati con l’utilizzo di idonei prodotti sanitari.

Per la protezione dei clienti, potranno essere utilizzati solo teli, camici o asciugamani monouso;

– Gli operatori ed i clienti all’interno delle strutture hanno l’obbligo di indossare adeguati dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherine chirurgiche) e di guanti.

Per l’effetto, resta vietata l’esecuzione di trattamenti che prevedano un contatto diretto con la bocca, le narici o a zona oculare e perioculare dei clienti, quali – a mero titolo esemplificativo e non esaustivo – il taglio e la regolazione di baffi e/o barba;

– Dopo ogni chiusura dell’esercizio e comunque prima della successiva riapertura, i locali devono essere adeguatamente sanificati con prodotti certificati.

ESERCIZI COMMERCIALI DI VENDITA DI ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, GIOIELLERIE, PROFUMERIE

– l’accesso al negozio dovrà essere consentito ad un numero di clienti non superiore al numero di addetti alla vendita;

– obbligo dell’utilizzo di D.P.I. (guanti e mascherine) sia per gli esercenti che per gli acquirenti;

– obbligo di arieggiare gli ambienti tra un turno e l’altro di accesso al negozio ed infine sanificati prima della successiva riapertura;

– obbligo di sanificazione dei prodotti che siano stati misurati o comunque siano venuti a contatto con altri clienti;

– obbligo di messa a disposizione dei clienti, prima e dopo l’accesso, di idonee soluzioni idroalcoliche per l’igienizzazione delle mani.

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La Giunta del comune di Buggerru guidata dal sindaco, Laura Cappelli, ha adottato alcuni importanti indirizzi deliberando una serie di misure a sostegno delle imprese nella fase emergenziale determinata dalla diffusione del Coronavirus.

Nel dettaglio, si tratta di:

1) esonero pagamento TARI per le attività commerciali soggette a chiusura (nel periodo della chiusura);

2) posticipo a settembre PER TUTTE le utenze (commerciali e domestiche) della bollettazione TARI 2019 con possibilità di rateazione in sei mensilità,

3) pagamento dell’IMU 2020 direttamente a saldo (a dicembre) Senza applicazione di mora e/o interessi.

«Sono le prime misure che è stato possibile adottare anche in virtù del fatto che i tributi locali finanziano la spesa corrente e quindi è stato necessario trovare le risorse per coprire il mancato gettitospiega il sindaco, Laura Cappelli -. Confidiamo nella possibilità di poter trovare ulteriori risorse in modo da poter ampliare gli aiuti concessi. La settimana prossima conclude Laura Cappelli -, il Consiglio comunale sarà chiamato a prendere atto di queste misure.»

 

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Il comune di Buggerru ha ultimato oggi, mercoledì 29 aprile, la liquidazione delle “Misure straordinarie a sostegno delle famiglie, per fronteggiare l’emergenza economico-sociale derivante dalla pandemia Covid-19”. Al Comune sono pervenute 101 richieste, 83 di queste sono state accolte e liquidate, 7 sospese e 11 respinte.

«Si tratta di un traguardo importante in quanto gli uffici comunali sono stati in grado, in pochi giorni, di istruire l’importante mole di pratiche pervenute dando una risposta tangibile ai cittadini provati dalla crisi economica derivante dalla pandemiadice Laura Cappelli, sindaco di Buggerru -. Il prossimo passo sarà quello di pianificare un piano straordinario per venire incontro alle attività, soprattutto turistiche. Ogni anno infatti in questo periodo la nostra comunità prende vita e si prepara ad accogliere i tanti turisti che scelgono come meta il nostro paese. Considerate le restrizioniconclude Laura Cappelli -, quest’anno non sarà uguale agli altri, ma non ci scoraggiamo e auspichiamo sempre in tempi migliori, dove potremo ripartire e splendere, di nuovo.»

L’assessorato regionale degli Enti locali stamane ha posto fine alla querelle tra i comuni di Buggerru e Iglesias sulla valorizzazione della spiaggia di Cala Domestica. Lo ha comunicato Laura Cappelli, sindaco di Buggerru, con un post pubblicato su Facebook.

«Le spiagge appartengono ai territori, compito dei Comuni è valorizzarle e renderle fruibili. Per la spiaggia di Cala Domestica, questo compito verrà svolto, come è sempre stato, dal comune di Buggerru – ha scritto Laura Cappelli -. Stamattina, in un incontro tra assessorato Enti locali, comune di Buggerru e comune di Iglesias si è posto fine una vicenda paradossale. La spiaggia di Cala Domestica, lo dice la legge istitutiva del comune di Buggerru e da oggi lo conferma la Regione Sardegna, è ubicata, SENZA OMBRA DI DUBBIO, nel nostro Comune. Tutto è bene quel che finisce bene.»

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L’ingegner Laura Cappelli, 40 anni, sindaco di Buggerru, candidata alle scorse elezioni regionali nelle liste di Sardegna 20Venti, è la nuova coordinatrice provinciale dei Riformatori sardi. E’ stata eletta questa mattina dal congresso provinciale, nella sala riunioni di Pozzo Sella, nella miniera di Monteponi. Subentra a Francesco Loi, 48 anni, ex sindaco di Musei, rimasto in carica per 3 anni.

Il congresso è stato l’occasione per un confronto sulle criticità e sulle potenzialità del Sulcis Iglesiente e la nomina del nuovo coordinatore. Sono state rese note le scelte programmatiche e organizzative del partito nel territorio, alla luce del nuovo corso regionale e delle politiche di sviluppo che riguardano l’intera area.

«Sono orgoglioso che i Riformatori sardi abbiano scelto questo luogo, così importante e simbolico, per parlare al proprio elettorato, a chi ci conosce bene, e ai tanti giovani che si stanno avvicinando ai Riformatori sardi ha dichiarato Roberto Frongia, presidente dei Riformatori sardi ed assessore regionale dei Lavori pubblici -. Il congresso del Sulcis Iglesiente è stato l’occasione per puntare lo sguardo verso l’intera area con l’obiettivo di trasformare le criticità, in potenzialità.»

«Oggi, la politica ha il compito di farsi portavoce dei bisogni di un’area geografica che ha dato molto in termini di sacrificio allo sviluppo politico, sociale ed economico dell’Isola. Occorre ripartire da qui: dal Sulcis Iglesiente – ha detto Laura Cappelli -. Questo territorio ha ancora molto da dare e ha tutte la carte per puntare su uno sviluppo economico sostenibile, che sia garanzia di tutela per l’ambiente e del patrimonio storico ma che, allo stesso tempo, possa trovare nuove leve in grado di rilanciare l’intera economia, non ultime quelle turistiche.»

Insieme al nuovo coordinatore provinciale, è stato eletto il direttivo.

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La commissione regionale per le Pari opportunità ha partecipato stamattina a Buggerru al convegno organizzato dal Comune in occasione delle celebrazioni per la commemorazione dell’eccidio del 4 settembre 1904. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Laura Cappelli, su iniziativa dell’assessora e commissaria per le Pari opportunità, Simona Spada, quest’anno ha scelto come tema il lavoro delle donne cernitrici e dei minori all’interno delle miniere.

La Commissione – rappresentata dalla vicepresidente Barbara Congiu e dalle commissarie Erica Floris e Paola Casula – ha espresso grande soddisfazione per la decisione di ricordare l’eccidio di Buggerru attraverso un nuovo punto di osservazione, quello sul lavoro femminile.

«Un tema ancora attuale – hanno spiegato le rappresentanti della Commissione – e sul quale occorre intervenire con urgenza al fine di eliminare ogni disparità.»

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Un gesto vandalico è stato compiuto la notte scorsa da ignoti ai danni del Municipio di Buggerru. Come ha scritto nel suo profilo facebook il sindaco «stanotte un IGNOTO ha collegato la pompa dell’acqua presente nel cortile, e scassando la porta principale, l’ha inserita nell’ingresso del Comune. Ingenti sono i danni all’archivio del Comune e alla biblioteca. Qualcuno dirà che ci devono essere le telecamere – ha aggiunto Laura Cappelli –, altri che il cancello di ingresso doveva essere chiuso. Questa non è una bravata. 
Io però mi rivolgo a te IGNOTO – ha concluso il sindaco di Buggerru -. Siamo sulle tue tracce».