28 October, 2021
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Il Tenente di Vascello Giulio Martorella, di origini pugliesi, è il nuovo Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte. Nella giornata di ieri, 10 settembre 2021, si è svolta, presso la Biblioteca Comunale “Edmondo de Amicis” di Carloforte, una sobria cerimonia di passaggio di consegne fra il Comandante Martorella ed il Comandante Marsili, alla presenza del Capitano di Vascello Mario Valente, Comandante della Direzione marittima di Cagliari.

La cerimonia militare, solitamente realizzata nel caratteristico ed affascinante palcoscenico storico del tratto banchinato “Mamma Mahon” del porto di Carloforte, è stata necessariamente rimodulata in considerazione delle vigenti normative di contrasto e contenimento della pandemia in corso, non pregiudicando, in ogni caso, la solennità del momento dell’avvicendamento fra i due Comandanti.

Il Tenente di Vascello Martorella è subentrato al parigrado Francesco Marsili, destinato presso la Direzione marittima – Capitaneria di porto di Livorno, che ha cessato l’incarico dopo oltre due anni alla guida dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte, giunto sull’Isola di San Pietro, come Titolare dell’Ufficio, nel mese di giugno del 2019. Il neo Comandante, è entrato nel Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera nel 2009, dopo aver vinto il concorso per allievi Ufficiali all’Accademia navale di Livorno. Destinato, al termine degli studi accademici, presso la Capitaneria di porto di Gaeta, ha ricoperto importanti incarichi tecnico-operativi; nominato dapprima Capo Sezione Tecnica, Sicurezza e Difesa Portuale, occupandosi della trattazione dei compiti di istituto afferenti alla gestione degli ambiti portuali del porto gaetano e, successivamente, Capo Servizio Operativo, responsabile del coordinamento delle attività emergenziali e di soccorso.

«Il dialogo ed il confronto – ha dichiarato il Comandante Martorella, nel ringraziare il suo predecessore – saranno alla base di tutte le mie future decisioni, direttive e determinazioni con piena consapevolezza delle responsabilità sottese alle mie scelte e dell’impatto che le stesse avranno sul personale militare dipendente e sulla comunità carlofortina

 

Questa mattina, presso il parco giardino del Lungomare Silvio Olla del comune di Sant’Antioco, il sindaco Ignazio Locci ha conferito alcune importanti benemerenze ad altrettanti cittadini e personalità che si sono distinte nell’ambito dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e del naufragio dell’unità mercantile “Cdry Blue” incagliatasi, nella costa meridionale dell’isola di Sant’Antioco, nella notte del 21 dicembre 2019.

Il sindaco Ignazio Locci, nell’esprimere il proprio vivo apprezzamento e a testimonianza della gratitudine dell’intera comunità locale, ha voluto conferire la Cittadinanza onoraria e la benemerenza “Premio città di Sant’Antioco” al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera per la encomiabile ed eroica attività svolta nelle difficili e complesse operazioni di soccorso che hanno consentito il salvataggio in sicurezza di tutti i membri dell’equipaggio della nave mercantile Cdry Blue

Il massimo riconoscimento della Cittadinanza onoraria è stato conferito al Capo Equipaggio del velivolo della Guardia Costiera intervenuto nelle operazioni di soccorso Capitano di Corvetta Diego Leone, all’allora Comandante dell’ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco Tenente di vascello Francesco S.M. D’Istria e all’aerosoccorritore marittimo Sottocapo Matteo Piglio.

Il Sindaco ha voluto inoltre sottolineare come le operazioni svolte in occasione del naufragio della Cdry Blue – peraltro oggi completamente smantellata e rimossa – dimostrano il costante e incessante impegno profuso da tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera nell’agire quotidiano, costituendo vivo esempio di spirito di abnegazione, di sacrificio e di legalità incarnando i più alti valori dello Stato.

Presente alla cerimonia, oltre al Direttore Marittimo di Cagliari Capitano di Vascello Mario Valente ed al Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco Tenente di Vascello Marco Musmeci, anche il Generale di Divisione Francesco Olla Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna al quale è stata conferita la benemerenza “Premio città di Sant’Antioco” per lo spirito di sacrificio e la profonda abnegazione mostrate durante l’emergenza pandemica da Covid-19.

Questa mattina, il Direttore Marittimo di Cagliari – Capitano di Vascello Mario Valente – ha fatto visita alla sede dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco; accolto dal Capo del Circondario Marittimo Tenente di Vascello Marco Musmeci, ha incontrato e ringraziato tutto il personale militare e civile per il lavoro finora svolto sottolineando, nell’occasione, il
fondamentale ruolo e l’incessante impegno profuso da tutti gli uomini e donne della Direzione Marittima di Cagliari in favore della comunità.
La visita, è proseguita con l’incontro presso la sede del comune di Sant’Antioco con il sindaco Ignazio Locci nell’ottica di un ulteriore rafforzamento della reciproca e sinergica
collaborazione istituzionale.
Al termine, il Direttore Marittimo di Cagliari ha raggiunto la città di Calasetta dove ha incontrato il personale della locale Delegazione di Spiaggia.

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Il mare di Nebida.

Il bilancio finale di Goletta Verde 2017 di Legambiente anche quest’anno ha registrato la situazione migliore in Sardegna, che si distingue con sole 5 situazioni critiche rilevate in corrispondenza di foci di fiumi, fossi e canali.

Il Mar Mediterraneo non gode di ottima salute: mala depurazione, rifiuti galleggianti, ma anche i cambiamenti climatici e illegalità ambientali minacciano sempre di più il Mare Nostrum oggi in forte sofferenza. È quanto denuncia Goletta di Verde 2017 di Legambiente che, nel bilancio finale del suo viaggio lungo i 7.412 chilometri di costa, ci restituisce un quadro poco rassicurante: su 260 punti campionati lungo tutta la costa italiana, sono 105 – pari al 40% – i campioni di acqua analizzata risultati inquinati con cariche batteriche al di sopra dei limiti di legge. Si tratta di un inquinamento legato alla presenza di scarichi fognari non depurati. Preoccupa anche il perdurare di alcune situazioni critiche, già registrate nelle precedenti edizioni, con ben 38 malati cronici contro i quali Goletta Verde punta il dito: si tratta di quei punti che sono risultati inquinati mediamente negli ultimi 5 anni e che si concentrano soprattutto nel Lazio (8), in Calabria (7), in Campania e Sicilia (5).

Di fronte a questa situazione e dopo i tanti appelli inascoltati e lanciati alle amministrazioni e agli enti competenti per verificare le cause dell’inquinamento, Legambiente ha presentato alle Capitanerie di Porto 11 esposti, uno per ogni regione in cui sono presenti i malati cronici di inquinamento, sulla base della legge sugli ecoreati che ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale, tra cui il reato di inquinamento ambientale (art. 452bis cp). Un’azione, quella di Legambiente pensata per chiedere alle Autorità competenti di intervenire per fermare i numerosi scarichi inquinanti che purtroppo ancora oggi, si riversano in mare, soprattutto nella stagione estiva, e che costituiscono una minaccia per il mare, la salute dei bagnanti e la biodiversità.

I risultati conclusivi di Goletta Verde 2017, la storica campagna estiva di Legambiente realizzata grazie al sostegno del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (Conou) e dei partner Aquafil, NAU e Novamont, e gli 11 esposti sono stati presentati sabato a Roma da Serena Carpentieri e Giorgio Zampetti, rispettivamente responsabile Campagne e responsabile Scientifico di Legambiente, che hanno illustrato il quadro emerso dalla campagna di monitoraggio scientifico, durante i due mesi di viaggio dell’imbarcazione ambientalista partita a giugno dalla Liguria e arrivata da ultimo in Friuli Venezia Giulia. Sono intervenuti, inoltre, il Corpo delle Capitanerie di Porto, in rappresentanza del Comandante Generale Ammiraglio Ispettore Vincenzo Melone è stato presente il Capitano di Vascello (CP) Mario Valente Capo ufficio Aree Marine Protette del Reparto Ambientale Marino del Corpo della Capitanerie di Porto, Andrea Di Stefano di Novamont e Donato Pulcini, portavoce nazionale Sindacato dei Medici Italiani.

«Il mare italiano continua a soffrire per la presenza di numerosi scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico di Legambiente – e anche quest’anno i dati di Goletta Verde confermano nuovamente la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani. Per questo abbiamo deciso di consegnare, in chiusura della campagna 11 esposti, per 38 situazioni particolarmente critiche, alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, che tra le tante competenze ha anche il monitoraggio e verifica sugli scarichi in mare provenienti da terra. Con la finalità di mettere in atto controlli su tutta il corso d’acqua, il fosso o il canale segnalato, per individuare gli inquinatori e le ragioni dell’inquinamento che, come spesso accade, possono risiedere anche nei comuni dell’entroterra e non necessariamente in quelli costieri, che invece si trovano a subirne maggiormente gli effetti negativi.» La denuncia di Legambiente fa leva sulla legge 68/2015, che inserisce i reati ambientali nel codice penale e che, in questi due anni di applicazione ha già consentito di sequestrare depuratori malfunzionanti, fermare l’inquinamento causato da attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, intervenire su situazioni di inquinamento pregresso o per fermare attività illegali di vario genere.

I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e i tecnici di Goletta Verde hanno considerato come inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori. Dei 105 campioni di acqua risultati con cariche batteriche elevate, ben 86 (ovvero l’82%) registrano un giudizio di fortemente inquinato. L’87% dei punti inquinati e fortemente inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti, canali, fiumare, fossi o nei pressi di scarichi che si confermano i nemici numero uno del nostro mare. Mentre il 13% sono stati prelevati presso spiagge affollate di turisti. La situazione migliore anche quest’anno in Sardegna, che si distingue con sole 5 situazioni critiche rilevate in corrispondenza di foci di fiumi, fossi e canali. A seguire anche la Puglia registra un buon risultato, confermando la performance dello scorso anno. In alto Adriatico, complice anche la forte siccità che ha colpito queste regioni, riducendo molto le portate di fiumi, fossi e canali che si riversano in mare, le situazioni migliori si riscontrano in Emilia Romagna e Veneto. Critiche per quanto riguarda la presenza di diversi scarichi non depurati che finiscono in mare, prevalentemente attraverso fiumi, fossi, canali e tubature, le situazioni registrate in Abruzzo, Sicilia, Campania e Lazio.

Legambiente ricorda che i controlli eseguiti hanno la finalità di verificare lo stato di qualità del mare e delle coste con particolare attenzione al rischio di inquinamento causato dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione. La determinazione dei singoli punti avviene attraverso la raccolta d’informazioni sul territorio da parte dei circoli locali di Legambiente e delle segnalazioni dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Il lavoro di Legambiente non vuole in nessun modo sostituirsi ai controlli effettuati dalle Arpa ai fini della balneazione delle acque. Le analisi di Goletta Verde vengono fatte su prelievi eseguiti in particolare in prossimità di foci, canali e fossi, con l’obiettivo di denunciare come ancora oggi questi siano ricettacolo di scarichi non depurati e costituiscono la principale fonte di immissione di inquinanti in mare, come viene indicato dalla normativa comunitaria, che chiede di monitorare anche i punti più a rischio di inquinamento e non limitarsi a verificare la balneabilità delle spiagge. Dei 260 punti di prelievo, infatti, 83 non sono campionati nei controlli sulla balneazione

Non va meglio sul fronte dell’informazione ai cittadini, sui divieti di balneazione e la cartellonistica informativa che dovrebbe essere presente nella spiagge balneabili, obbligatoria a carico dei Comuni costieri da anni. «I cittadini – spiega Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente – continuano a navigare in un mare di disinformazione. Così come in buona parte d’Italia, stenta ancora a decollare un sistema davvero integrato tra i vari enti preposti per fornire informazioni chiare. I tecnici di Goletta Verde hanno avvistato solo 16 di questi cartelli informativi, presenti solo nel 9% dei punti. Per quel che riguarda invece i cartelli di divieto di balneazione, dei 91 punti vietati alla balneazione dalle autorità competenti, solo 23 presentano un cartello di divieto di balneazione. Nel 10% dei casi dove i cartelli di divieto sono assenti, troviamo una presenza media o alta di persone che, ignare, fanno il bagno».