19 May, 2022
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«Bonifiche, riconversione, valorizzazione turistica e una nuova e sostenibile stagione industriale possono essere concrete prospettive di sviluppo del Sulcis e di Cagliari, ma solo se si verificano condizioni ben individuate: un forte pilastro sociale per sostenere e accompagnare quei lavoratori che subiranno le conseguenze della transizione ecologica, certezza e stabilità delle fonti energetiche, sostegno agli Enti locali negli sforzi che già stanno ponendo in essere per progettare e gestire interventi a valere sul PNRR. E la cartina di tornasole del successo del PNRR sarà in particolare il Sulcis Iglesiente.»
E’ l’indicazione che ha dato la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), nel corso dell’incontro con la delegazione dei senatori del Partito democratico arrivata in Sardegna per l’ottava tappa del tour ‘Avvicina’.
«Nell’ottica di aumentare sempre più il ricorso alle energie rinnovabiliha precisato la parlamentare del Partito democraticola Sardegna e il Sulcis non possano rinunciare al gas. Incontrare gli attori dello sviluppo locale, lavoratori, imprese, amministratori e organizzazioni sindacali, ha permesso di mettere ulteriormente a fuoco i problemi ma soprattutto le opportunità del Sulcis e di Cagliari. E la cartina di tornasole del successo del PNRR – ha concluso Romina Mura – sarà in particolare il Sulcis Iglesiente.»

«Questa è una giornata incisa nella memoria collettiva. E’ la festa dell’Europa ed è anche la giornata dell’uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato. Importante dirlo perché era un giovane giornalista e proprio in questi giorni tanti giovani giornalisti stanno morendo in luoghi di guerra. Ricordiamolo anche perché in molte nazioni non c’è la libertà di stampa, siamo un Paese sconquassato ma possiamo dirci le cose che non vanno: questa è l’Italia.»

Lo ha detto oggi, a Carbonia, la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo alla tavola rotonda “L’Europa tra Istituzioni e Giovani”, promossa ed introdotta dal sindaco Pietro Morittu, cui hanno partecipato fra gli altri il presidente Anci Sardegna Emiliano Deiana ed Alberto Zonchello per l’assessorato regionale della Pubblica istruzione.

«Sono stati i giovani di allora a dare vita al sogno europeoha spiegato la parlamentare del partito democratico -. Ci sono generazioni che hanno elaborato il sogno europeo, quella Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi e anche Emilio Lussu, ci sono le generazioni che hanno lavorato per l’UE costruendo passaggi fondamentali, e oggi i giovani danno per scontato essere europei e vivere in pace”, anche grazie al “programma Erasmus, con cui da 35 anni milioni di giovani di oggi si spostano e prendono l’abitudine a ragionare per parametri europei.»

Ricordando l’evento conclusivo della Conferenza sul futuro dell’Europa che si tiene oggi al Parlamento europeo di Strasburgo, Romina Mura ha richiamato «il salario minimo, perché la sfida è anche creare lavoro di qualità, far sì che i giovani che iniziano a lavorare non siano considerati come risorse umane da sfruttare ma risorse umane su cui investire».

Nelle foto: l’on. Romina Mura al tavolo dei relatori del convegno e, con il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e l’assessore comunale alla pubblica istruzione Antonietta Melas, all’inaugurazione della Panchina europea intitolata al presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

«Christian Solinas non ci provi nemmeno a fare lo scaricabarile con le sue responsabilità nei rapporti con il Governo di Roma.  Il Governo ha approvato un Decreto energia su cui nutro diverse perplessità, che più volte ho esplicitato, ma lo ha potuto fare perché  ha trovato un presidente di Regione del tutto inesistente. Da anni noi deputati del Pd abbiamo sollevato la questione della dorsale del gas entrata nel 2016 nel Patto tradito  tra lo Stato e la Regione. Ora arriva il Dpcm e la soluzione sarebbe impugnarlo? Con l’impugnazione Solinas dovrebbe depositare le sue dimissioni.»
Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), commentando l’annuncio del presidente della Regione Sardegna Christian Solinas di voler impugnare il Dpcm Sardegna sulla transizione energetica dell’Isola.
Per l’esponente del Partito democratico «questa è la vera dichiarazione di fallimento della legislatura, degno seguito di tutta una serie di partite giocate in difesa o senza toccar palla, a cominciare da Air Italy. Solinas doveva far valere subito le ragioni della Sardegna, andare continuamente a battere i pugni sul tavolo dei Ministeri, proporre una grande alleanza trasversale – di istituzioni, categorie e politica – per l’energia con cui sicuramente tutti ci saremmo schierati, rimettere all’ordine del giorno l’aggiornamento del Piano energetico regionale: non ha fatto niente. E oraconclude Romina Muraarriva il lamento e suona quasi beffa la ricandidatura per continuare a non governare la Sardegna».

«In materia di politiche energetiche in Sardegna sono stati fatti degli errori, dovuti alla mancanza di un percorso certo. Con il Patto per la Sardegna avevamo individuato il percorso della dorsale sarda del gas, per portare la metanizzazione nell’isola, tuttora ultima tra le Regioni. Quando c’è stato un cambio di strategia a livello governativo purtroppo né Governo né Regione hanno fatto loro parte fino in fondo per correggere quel patto fra istituzioni e rivederlo con un patto di eguale entità.»

Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro Romina Mura (Pd), intervistata nella trasmissione “Dentro il Sulcis Iglesiente”, su Radio Star.

«In questo percorso di transizione energetica si deve avere anche chiaro l’impatto socialeha aggiunto Romina Mura -. Il gas è una fonte di transizione cui noi non possiamo rinunciare, e per averlo servono le infrastrutture.»

«Dopo la crisi russo-ucraina ci troveremo obbligati ad accelerare la scelta di mixare tra le fonti energetiche perchéha concluso Romina Muraci serve una pluralità di fonti energetiche per evitare quello che sta accadendo ora: l’aumento del gas e del petrolio sta rallentando la ripresa economica e rischia di mettere il Paese in condizione di grande difficoltà.»

Un importante passo in avanti verso la modifica delle norme sulla mobilità in deroga per i lavoratori che operano nelle aree di crisi industriale complessa di Portovesme e Porto Torres è stato compiuto nella commissione Lavoro della Camera dei deputati, con l’approvazione del testo proposto dalla presidente Romina Mura, esponente del Partito democratico.

L’articolo 9, comma 8-bis, introdotto in sede referente, stanzia ulteriori risorse, pari a 2 milioni di euro per il 2022, come limite massimo di spesa, per la copertura degli oneri derivanti dall’applicazione della norma che, con riferimento al periodo dal 1° febbraio 2021 al 31 dicembre 2021, prevede che non si applichi la riduzione, inerente ai casi  di proroghe successive alla seconda, dell’importo del trattamento di mobilità in deroga riconosciuto in favore dei lavoratori che operano in un’area di crisi industriale complessa, in possesso di determinati requisiti. Queste risorse, per il 2022, limite massino di spesa, si aggiungono a quelle già previste per il 2021 (anch’esse configurate come limite massimo di spesa) dall’articolo 30, comma e-bis, del D.L 73/2021 – su cui interviene il comma in esame – e pari a 500.000 euro.

Il testo passa ora all’esame della Camera e del Senato, per la definitiva approvazione.

 

«Ai lavoratori ex Alcoa di Portovesme in terza e quarta proroga deve essere riconosciuta l’integrazione all’indennità di mobilità, come stabilito da uno specifico provvedimento di legge approvato diversi mesi fa. Sono in costante contatto con INPS nazionale che mi conferma di essere impegnata per attuare la norma così come l’avevamo approvata. Con la norma che è stata approvata su mio emendamento venivano anche stanziate le risorse necessarie, e ora quei soldi devono andare alle famiglie che aspettano da troppo tempo di ricevere il dovuto.»
Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che le organizzazioni sindacali hanno denunciato il ritardo da parte della Direzione regionale Inps della Sardegna nell’erogazione delle integrazioni.

«La ripartenza produttiva di Sider Alloys è motivo di speranza per una nuova stagione industriale nel Sulcis e in Sardegna, a maggior ragione oggi che siamo innanzi alla sfida della transizione sostenibile.»
Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura, intervenendo alla celebrazione della Messa di Natale a Portovesme, nello stabilimento Sider Alloys che si avvia a rimettere in marcia gli impianti fermi dall’ottobre del 2012.
Ricordando che «quelli seguiti allo stop di Alcoa sono stati anni duri», la deputata del Partito democratico ha evidenziato «la resilienza dei lavoratori, che non si sono mai arresi, il coraggio dell’Impresa e il lavoro congiunto di istituzioni  e organizzazioni sindacali hanno reso possibile questo esito».
«La salita però non è ancora terminata ha precisato Romina Muraed occorre che il Mise ed InvItalia accompagnino Sider Alloys, fino in fondo e da protagonisti, nel rilancio del sito di Portovesme e nel rafforzamento della filiera dell’alluminio.»
Successivamente, interloquendo con i rappresentanti dell’impresa, la parlamentare ha ribadito che «affinché la ripartenza avvenga senza ulteriori dilazioni il ruolo di Mise e Invitalia è determinante».

«Ai lavoratori in piazza è dovuto l’ascolto del Governo e le espressioni di sufficienza o fastidio sono fuori luogo. Se c’è un malessere con quello bisogna fare i conti, ed è vero che ci sono questioni molto concrete rimaste ai margini della manovra su cui è giusto cominciare a confrontarsi.»
Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a proposito dello sciopero attuato oggi da Cgil e Uil.

«La pensione di garanzia per giovani e precari, il salario minimoricorda Romina Mural’Ape sociale per i lavoratori edili, le grandi questioni della formazione, la lotta alle disuguaglianze e alla precarietà, lo stop alle delocalizzazioni sono temi anche nostri. Di questo e altro avremmo voluto discutere anche alla Camera ma dovremo limitarci a votare un testo chiuso al Senato.»

«Le cooperative spurie sono la degenerazione prodotta dal massimo ribasso nelle gare d’appalto, il male oscuro di questo Paese. Spero che questa formula possa essere superata nella nuova fase che stiamo attraversando, con il Senato che sta discutendo il ddl delega al Codice degli appalti.»
Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo a Cagliari al convegno organizzato da Legacoop Sardegna, in occasione dei 30 anni della Legge 381/91 sulla Disciplina delle cooperative sociali.
Parlando del reddito di cittadinanza, la parlamentare ha affermato che «è uno strumento universale cui non dovremmo rinunciare e possiamo provare a modificarlo anche attraverso la cooperazione sociale. Si può migliorare staccandolo dalle politiche attive del lavoro e mettendolo in capo ai Comuni, al Terzo settore e, per l’appunto, alla cooperazione sociale. Anche sulle politiche attive e sulla formazione, la cooperazione può avere un ruolo, nel gestire le transizioni occupazionali che si presenteranno sempre più massicciamente». 
Per Romina Mura «la Regione Sardegna dovrebbe avocare a sé le competenze in materia di vigilanza sulla cooperazione, già esercitate da tutte le altre Regioni a Statuto speciale. E’ un processo in capo alla Commissione Paritetica il cui lavoroha conclusoè da definire e portare a termine».

«Si deve evitare in qualsiasi modo la fermata della linea produttiva alla Portovesme srl, occorre costruire un tavolo nazionale con Governo, azienda, Enel, sindacati, per trovare una soluzione che risponda all’emergenza, e poi bisogna lavorare su interventi strutturali a livello europeo, per arrivare a unapprovvigionamento e stoccaggio congiunto che limiti l’impatto delle oscillazioni dei costi dell’energia. Inaccettabile l’atteggiamento della Regione, che non è in prima linea in questa contingenza, mentre altre Regioni come il Veneto di Zaia sono già impegnate a provare in tutti modi a evitare fermate di processi produttivi che hanno impatti sull’occupazione

Lo ha detto oggi, a Portovesme, la presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati Romina Mura (Pd), incontrando i rappresentanti sindacali dell’azienda Portovesme srl, primario produttore di zinco e piombo in Italia, che ha annunciato l’intenzione di fermare la produzione di zinco a causa “degli spropositati prezzi dell’energia”.

«E’ essenziale attivare nella legge di bilancio il fondo di cui ha parlato il ministro Giancarlo Giorgettiha spiegato la parlamentareper sostenere le Pmi e le aziende energivore di fronte a un insostenibile aumento dei costi dell’energia. In questo fondo ci deve essere Portovesme e per questo indirizzerò al Ministro un’apposita interrogazione. Non possiamo rischiare che Portovesme si fermi: sarebbe l’impoverimento di mille famiglie e il colpo di grazia al Sulcis e alla Sardegna in generale. Inoltreha concluso Romina Mura c’è il serio rischio che fermando una linea di produzione così importante si metta a rischio una fetta di mercato che potrebbe trovare un altro canale.»