13 August, 2022
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Il Lazzaretto di Cagliari sabato mattina, dalle ore 9.00, ospiterà un convegno sulla sanità pubblica in Sardegna. «Il popolo sardo non può fare a meno di pretendere cure mediche di qualità». È quello che si legge nella prima parte della nota-invito degli organizzatori. «Se noi sardi perdiamo la battaglia per la difesa del Sistema Sanitario Pubblico, perderemo tutte le battaglie. Il Popolo sardo non può fare a meno dell’accesso alle cure mediche gratuite e di qualità per tutti. Invitiamo i sardi a partecipare al Convegno e ad essere parte attiva in questa lotta.»

Per questo gli organizzatori dicono No alla Riforma sul “Riordino della rete ospedaliera sarda”, secondo molti «l’alibi con cui chi governa la Sardegna, in nome dei buchi di bilancio dei quali i sardi non sono responsabili, intende ridimensionare e chiudere gli ospedali dei territori disagiati in tutta l’Isola». No anche alla soppressione dei servizi per gli ammalati cronici e ai tagli esercitati da Roma a colpi di decreti ministeriali sull’assistenza primaria.

«Difendiamo dalla minaccia di chiusura le Comunità terapeutiche e le Comunità per i percorsi alternativi alla carcerazione». Il comitato prende posizione anche sulla privatizzazione del sistema sanitario pubblico e sulla difesa del diritto inalienabile alla salute a partire dai più fragili, invitando tutto l’Indipendentismo sardo ad unirsi e ad essere in prima linea in questa lotta.

Bos si faghimos lèghere sa parte in sardu: Su Pòpulu sardu non podet fàghere a mancu de aere pro totu sas curas mèdicas gratuitas e de calidade. Cumbidemus sos sardos a partetzipare a su Cunvegnu.

Ant a pigare parte a sos traballos espertos de su setore e sa Retze Sarda Sanidade Pùblica. At a sighire una dibata. Est dovere nostru amparare, totu unidos, su deretu de sos sardos a sa Sanidade Pùblica in sos tzentros urbanos e in totu sos territòrios.

NO a sa Reforma supra “Riòrdinu de sa retze ispedalera sarda”, cun s’iscusa de mancantzias in su bilantzu, de sos cales sas sardos non sunt responsàbiles, chie guvernat sa Sardigna, cheret minimare e puru cungiare sos ispidales de sos territòrios discumbeniados.

AMPAREMUS sos ispidales importantes de Casteddu, chi puru si a servìtziu de totu sa Sardigna sunt a arriscu de serrada.

NO a sa tancadura de sos servìtzios pro sos malaidos crònicos nostros.

NO a sas astrinturas a s’assistentzia primaria impostas dae Roma a corfos de Decretos Ministeriales.

AMPAREMUS de sa minetza de serrada sas Comunidades terapeuticas e sas Comunidades pro sos impreos alternativos a sa galera.

CONTRA SA PRIVATIZATZIONE DE SU SISTEMA SANITÀRIU PÙBLICU E PRO SA DEFENSA DE SU DERETU A SA SALUDE, in particulare de sos prus disacatatos, cumbidemus totu s’Indipendentismo sardu a s’unire e a èssere in innantis a totu in custu chertu.

I lavori saranno moderati dal giornalista Ottavio Olita.

Dopo i saluti delle forze politiche di Pro s’Alternativa Natzionale, interverranno come relatori, la dott.ssa Claudia Zuncheddu; Gisella Trincas, presidente ASARP; il dottor Massimo Dadea; la dott.sa Paola Correddu; il dottor Paolo Porcella.

In rappresentanza dei comitati territoriali, interverranno inoltre rappresentanti della Rete Sarda Sanità Pubblica.

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Il Comitato per il NO Sulcis Iglesiente Guspinese ha organizzato un’iniziativa per venerdì 2 novembre, alle 17.00, nell’oratorio di San Ponziano, a Carbonia. «Difendiamo la nostra Costituzione da pasticciati tentativi di “riforma”» è il titolo dell’incontro che vedrà il giornalista Ottavio Olita intervistare Vincenzo Vita, rappresentante del Comitato nazionale per il NO, sulle ragioni del NO.

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Il parco di Villa Sulcis ospiterà da domani a domenica, 25 settembre, la Festa annuale di Sinistra Ecologia Libertà, organizzata dal circolo Zorba il Gatto, quest’anno intitolata “Di Sana e Robusta Costituzione”.

Dopo le ultime due edizioni, dedicate ai primi 3 articoli della carta costituente, quest’anno in vista del prossimo referendum, affronteremo il perché del NO alla riforma renziana della Costituzione. Il circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Carbonia, così come SEL Sardegna, è fortemente schierato per il NO alla riforma costituzionale.
Il programma della Festa è molto vario. Sono previsti dibattiti, proiezioni, concerti e laboratori per bambini, il tutto con la partecipazione di tanti ospiti. Il  22 settembre, primo giorno della Festa, saranno presenti tra gli altri, alle ore 18,00 a parlare di immigrazione e accoglienza con Michele Piras (deputato di SEL), Bianca Risnovean (presidente dell’associazione COLLAGE Migranti del Sulcis), Abdou Ndiaye (operatore Inas CISL ufficio immigrazione), alcune rappresentanti associazione casa Emmaus e coordinerà il dibattito Manolo Mureddu. La serata proseguirà con una cena di beneficenza in favore dei terremotati di Amatrice e, per ricordare che quest’anno ricorrono i settant’anni del voto alle donne in Italia, ci sarà la proiezione del film Suffragette (2015) di Sarah Gavron. Il giorno successivo, venerdì 23 settembre, si parlerà di federalismo e sviluppo locale, un tema importante per SEL Sardegna, interverranno: Gianfranco Sabatini (economista dell’Università di Cagliari), Silvano Tagliagambe (professore emerito di filosofia della scienza), Anna Maria Colavitti (professoressa associata Università di Cagliari) e Nino Flore (Cooperativa Euralcoop), coordinerà il dibattito Andrea Corrias. Nella serata ci sarà lo spettacolo delle Zirichiltaggia, tribute band a Fabrizio De Andrè. Sabato 24 ci sarà il concerto di Arrogalla, e il dibattito delle 18,00 avrà come tema il referendum costituzionale, saranno presenti Franco Uda (segretario regionale ARCI Sardegna e Presidenza nazionale ARCI), Loredana De Petris (Senatrice della Repubblica SEL), Andrea Fabozzi (giornalista de “Il Manifesto”), Ennio Meloni (presidente provinciale dell’ANPI), Michele Carrus (segretario generale Cgil Sardegna), Vincenzo Vita (senatore della Repubblica del PD e Comitato per il NO nel referendum costituzionale), Luciano Uras (senatore della Repubblica di SEL), coordina: Ottavio Olita. Inoltre, nel preserata, Marco Corrias intervista Luca Pizzuto (consigliere regionale RAS e coordinatore regionale SEL) sulla legge regionale S’Agiudu Torrau, il reddito di inclusione sociale approvato il mese scorso dal Consiglio Regionale. Il giorno successivo, domenica 25 settembre, sempre alle ore 18,00 daremo spazio alla cultura con la presentazione del libro “Il Giudice delle Donne” di Maria Rosa Cutrufelli, a cura di Loriana Pitzalis, con la presenza dell’autrice. La Festa si chiuderà con due spettacoli: alle 21,30 rappresentazione teatrale “Letture sotto la luna” con Andrea Tedde e Marta Proietti seguito dallo spettacolo del trasformista Gianni Dettori. Inoltre, ci sarà un’esposizione permanente di hobbisti e artigiani della nostra zona, e ogni giorno, a partire da venerdì 18 alle ore 20,00 sarà possibile cenare al nostro ristorante Festa Di Sana e Robusta Costituzione, dove si potranno degustare i migliori prodotti della nostra terra, rigorosamente a km 0.

Per i piccoli abbiamo riservato degli spazi speciali: per la prima volta a Carbonia, il giorno di apertura della festa, ci saranno i laboratori Sei Come Sei, non si comincia mai troppo presto ad abbattere gli stereotipi di genere, i laboratori dedicati a due diverse fasce d’età trattano la libera espressione di sé e la valorizzazione delle differenze, sono a cura dell’associazione Famiglie Arcobaleno e dallo studio di psicologia Psynerghia con la collaborazione della dott.ssa Roberta Scanu.  Continua inoltre la collaborazione con la Cooperativa Mediterranea e i laboratori a tema archeologico. Molto amati da bambini e bambine si svolgeranno il venerdì, il sabato e la domenica della festa, Tutti i laboratori partiranno alle ore 17,30, per le prenotazioni è possibile contattare tramite messaggio privato su Facebook Zorba IlGatto o la pagina della Festa Di Sana e Robusta Costituzione. Ogni attività culturale e di animazione sarà gratuita e aperta a tutti.

La festa è organizzata con la collaborazione del circolo ARCI La Gabbianella Fortunata di Carbonia e del Pitosforo ArtMusicBar.

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Dieci anni fa un’uscita domenicale in bicicletta tra amici, si concluse con un’assurda tragedia, un tragico incidente stradale sulla strada provinciale che collega Villamassargia a Siliqua, nel quale persero la vita il sindacalista della CGIL Sergio Usai e l’amico Carlo Cancedda, panificatore di Carbonia.

Carbonia ha ricordato Sergio Usai e Carlo Cancedda, con una cerimonia svoltasi nella Grande Miniera di Serbariu, dove si sono ritrovati tanti amici e colleghi di Sergio Usai.

L’ex segretario della Camera del Lavoro, in particolare, è stato ricordato sul piazzale della Grande Miniera di Serbariu a lui intitolato, dove si è svolta, disturbata da un’intensa pioggia, la donazione di un ulivo e di una targa alla memoria.

Poco dopo, intorno alle 10.00, nella sala conferenze sono stati proiettati un video e live “Se non Lotti Sei Perso” dedicati a Sergio Usai dal Gruppo Intreccio, con alcune testimonianze e la proiezione di video montato da Umanitaria Carbonia su foto ed immagini da “Ciao Sergio” di Salvatore Sardu, Gerardo Piras e archivio CGIL.

Dopo il saluto del sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, è iniziata tavola rotonda su temi che hanno caratterizzato la vita sindacale e sociale di Sergio Usai, ancora attuali ed al centro dell’azione e della rivendicazione della CGIL e del territorio, moderata dal giornalista Ottavio Olita, alla quale hanno partecipato Michele Carrus, segretario generale della CGIL Sarda; Salvatore Cherchi, ex sindaco di Carbonia ed ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias, oggi coordinatore del Piano Sulcis; Giampaolo Diana, ex consigliere regionale, già segretario generale della CGIL Sardegna; e, infine, Roberto Puddu, segretario generale della CGIL del Sulcis Iglesiente.

Hanno partecipato alla cerimonia, che ha avuto momenti di grande commozione, la moglie e le due figlie di Sergio Usai e i fratelli.

In memoria di Sergio Usai

Targa a Sergio Usai copia

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Carbonia ricorda Sergio Usai e Carlo Cancedda, scomparsi tragicamente dieci anni fa, in un incidente stradale verificatosi sulla strada provinciale che da Villamassargia conduce a Siliqua.

L’ex segretario della Camera del Lavoro verrà ricordato nel corso di una cerimonia organizzata sul piazzale della Grande Miniera di Serbariu a lui intitolato, dove è prevista la donazione di un ulivo e di una targa alla memoria.

Alle 10.00, nella sala Auditorium, verranno proiettati un video e live “Se non Lotti Sei Perso” dedicati a Sergio Usai dal Gruppo Intreccio, con alcune testimonianze e la proiezione di video montato da Umanitaria Carbonia su foto ed immagini da “Ciao Sergio” di Salvatore Sardu, Gerardo Piras e archivio CGIL.

Sono previsti anche il saluto del sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, e una tavola rotonda su temi che hanno caratterizzato la vita sindacale e sociale di Sergio Usai, ancora attuali ed al centro dell’azione e della rivendicazione della CGIL e del territorio, moderata dal giornalista Ottavio Olita. Parteciperanno Michele Carrus, segr. Gen.le CGIL Sarda; On.le Salvatore Cherchi; Giampaolo Diana, già Segr. Gen.le CGIL Sardegna; Roberto Puddu segr. Gen CGIL Sulcis Iglesiente.

La giornata si concluderà con ringraziamenti e ricordo ai familiari.

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Oggi, a 30 anni dalla storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Iglesias, è stata inaugurata una lapide sul piazzale Giovanni Paolo II, nella miniera di Monteponi. Hanno presenziato, tra gli altri, il vescovo, mons. Giovanni Paolo Zedda; il sindaco e il vicesindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo e Simone Franceschi, le massime autorità militari del Sulcis Iglesiente e rappresentanti dei lavoratori del settore minerario.

Al termine, alle 18.00, al Centro culturale di via Cattaneo, si è svolto un incontro, introdotto dal vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, con la proiezione del film-documentario sulla visita di Giovanni Paolo II a Iglesias, realizzato dalla SarFilm di Salvatore Sardu. Dopo il saluto del sindaco, Emilio Gariazzo, don Roberto Caria, docente di Morale sociale alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, ha tenuto una relazione su “Il lavoro nella dottrina sociale da Giovanni Paolo II a Francesco”. Successivamente sono intervenuti alcuni ospiti testimoni della visita di Papa Wojtyla, con testimonianze particolarmente significative.

I lavori sono stati coordinati dal giornalista Ottavio Olita.

La giornata è stata organizzata dalla diocesi di Iglesias, con la collaborazione di Igea Spa e del comune di Iglesias.

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Il Papa a Iglesias 13 diocesi invito diocesi locandina

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Venerdì 23 ottobre, a 30 anni dalla storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Iglesias, la diocesi di Iglesias inaugurerà una lapide presso il piazzale Giovanni Paolo II nella miniera di Monteponi. La cerimonia avrà inizio alle 17.15. Al termine, alle 18.00, al Centro culturale di via Cattaneo, si svolgerà un incontro che verrà introdotto dal vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda. Don Roberto Caria, docente di Morale sociale alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna terrà una relazione su “Il lavoro nella dottrina sociale da Giovanni Paolo II a Francesco”. Seguiranno interventi e testimonianze.

I lavori saranno coordinati dal giornalista Ottavio Olita.

La giornata è organizzata con la collaborazione di Igea Spa e del comune di Iglesias.

Il Papa a Iglesias 13 diocesi invito diocesi locandina

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Domani, mercoledì 23 settembre, dalle 16.00 alle 19.00, in viale Fra Ignazio, La Notte dei ricercatori prosegue con un percorso interdisciplinare, la visita ai musei Herbarium e Botanico e uno spaccato del museo di Zoologia. Scienza e natura ma anche economia, immigrazione, neuroscienze, management e mediazione. E la musica del gruppo Euterpe iniziative musicali.

In viale Fra Ignazio 11 – accesso per l’Orto Botanico – si apre dalle 16.00 alle 19.00 con Alla “Ricerca della Biodiversità”, percorso interdisciplinare tra diversità animale e vegetale con itinerari che si snodano all’interno dell’Orto ed esperienze pratiche sulle attuali tecniche di conservazione e tutela, indagine molecolare e fitochimica e trasformazione e utilizzo delle risorse vegetali. Aperti anche i musei Herbarium e Botanico e uno spaccato del museo di Zoologia. Previsto l’esibizione del gruppo Euterpe Iniziative Musicali. A cura di Annalena Cogoni, Anna Maria Deiana e Anna Maria Fadda. Dalle 19.00 alle 22.00 – viale Fra Ignazio, 76 – l’aula A della facoltà di economia ospita “L’economia di fronte alle sfide dell’attualità e a confronto con i nuovi scenari d’impresa”, seminari a cura di Paolo Mattana e Patrizio Monfardini. La contabilità senza numeri: euristica o limite cognitivo dell’investitore? Un esperimento di ragioneria comportamentale” (Andrea Melis, Simone Aresu); “L’impatto dell’immigrazione sull’economia italiana” (Ivan Etzo); “Simulazione di analisi finanziaria” (Vincenzo Merella); A Beatiful Mind. Un dialogo tra economia e neuroscienze” (Vittorio Pelligra, Luca Piras, Giovanni Biggio, Iosetto Doneddu); “Le diverse prospettive di management” (Cinzia Dessì, Daniela Pettinao, Giuseppe Melis, Rita Cannas). Sempre dalle 19.00 – viale Fra Ignazio, 76 – aula B, si tiene La mediazione” (Carlo Pilia, Martina Moi, Luisa Enna, Donatella Demuru).

Successo di pubblico e scolaresche alla prima serata (22 settembre) della Notte dei ricercatori in via Trentino, Sa Duchessa. Apprezzate le collezioni dei musei di Geologia e Paleontologia “Lovisato” e di Mineralogia “L. De Pruner”. Le visite sono state curate da Paola Pittau, Franco Frau, Laura Impagliazzo. Un’aula magna gremita ha applaudito Tra la terra e il mare: impatto sul territorio delle buone pratiche per studio, gestione e conservazione delle spiagge” a cura di Sandro De Muro, Angelo Ibba, Gianni De Falco e la proiezione del documentario Dove inizia il mare”, con la presentazione del manuale di buone pratiche sul tema, frutto del progetto Beach. Ha coordinato Ottavio Olita.

La “Notte dei ricercatori 2015 sforna proposte fresche e accattivanti sulla filiera cultura-ricerca-innovazione. L’ateneo – ogni sera fino a venerdì 25, dalle 16.00 alle 24.00 – promuove eventi scientifico-divulgativi nei poli di Sa Duchessa, viale Fra Ignazio, Cittadella di Monserrato e Rettorato. Quattro giornate di scienza e ricerca ma anche musica con i Siktikis e il Canto a Tenore di Orgosolo, film, degustazioni, visite guidate nei musei e nei laboratori, partecipazioni a esperimenti, gare di matematica, news su chimica, fisica e neuroscienze, conferenze e sport con una rappresentanza del Cagliari calcio.

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Domani, 22 settembre, dalle 17.00 alle 19.00, in via Trentino 51, La Notte dei ricercatori si apre con le visite guidate al museo di Geologia e Paleontologia “Lovisato” e al museo di Mineralogia “L. De Pruner”. Le visite sono curate da Paola Pittau, Franco Frau, Laura Impagliazzo. Dalle 19.00 alle 21.00, l’aula magna ospita Tra la terra e il mare: impatto sul territorio delle buone pratiche per studio, gestione e conservazione delle spiagge” a cura di Sandro De Muro, Angelo Ibba, Gianni De Falco. A seguire, proiezione del documentario scientifico e divulgativo Dove inizia il mare”, con la presentazione del manuale di buone pratiche sul tema, frutto del progetto Beach. Introduce e coordina Ottavio Olita.

La Notte dei ricercatori 2015” sforna proposte fresche e accattivanti sulla filiera cultura-ricerca-innovazione”. L’ateneo – da domani a venerdì 25, dalle 16.00 alle 24.00 – promuove eventi scientifico-divulgativi nei poli di Sa Duchessa, viale Fra Ignazio, Cittadella di Monserrato e Rettorato. Quattro giornate di scienza e ricerca ma anche musica con i Siktikis e il Canto a Tenore di Orgosolo, filmati, degustazioni, visite guidate nei musei e nei laboratori, partecipazioni a esperimenti, gare di matematica, news su chimica, fisica e neuroscienze, conferenze e sport con una rappresentanza del Cagliari calcio. E altre sorprese ideate soprattutto per gli studenti delle scuole superiori.

Grazie all’intesa con l’Arst e l’assessorato regionale ai trasporti, nell’ambito degli eventi della Notte dei ricercatori, giovedì 24, la Cittadella di Monserrato si raggiunge gratuitamente con un voucher scaricabile dal sito dell’ateneo.

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“Incroci di parole e di scritture dal mondo mediterraneo” è la conclusione della VI edizione de “La città che legge. Mediterraneo: navigare tra le letterature”. Due giorni, il 6 e il 7 novembre, di incontri e di dialoghi fra giovani e adulti, fra italiani e stranieri, fra chi scrive e chi legge. Le mattine sono state dedicate alle scuole: la prima mattina apertura presso la sezione di storia locale, nella Grande Miniera, della mostra “I libri fanno parlare scrivere disegnare pensare sognare…”: gli elaborati esposti sono stati prodotti nelle classi durante i laboratori di lettura de “La città che legge…”. In contemporanea Ribka Sibhatu ha incontrato le classi di una scuola primaria che hanno letto le sue fiabe. La mattina seguente ancora incontri: presso il teatro centrale la compagnia Teatro Impossibile ha messo in scena, in una sala gremita di scolaresche di Carbonia, ma soprattutto di San Giovanni Suergiu, di Portoscuso e di Paringianu, le fiabe eritree di “L’esatto numero delle stelle”: la scrittrice era presente ed ha animato il dibattito con giochi e racconti dalla sua terra. In contemporanea presso le scuole superiori si sono svolti gli incontri con gli scrittori e si è parlato sia dei libri letti nelle classi che dei temi che sarebbero stati approfonditi nell’incontro del pomeriggio. La prima sera sono stati ospiti, sul tema “Pensare il Mediterraneo per pensare un’altra Europa” il prof. Piero Bartoloni che con i suoi studi e le sue pubblicazioni testimonia le nostre origini fortemente contaminate, come è per tutti i popoli del Mediterraneo, una contaminazione reciproca favorita dal “vuoto” del mare fra le terre, che di volta in volta è stato colmato dai popoli più forti e più intraprendenti. La contaminazione sta all’origine della nostra identità sulcitana e sarda, conseguenza della nostra centralità nel Mediterraneo, ed è da questa centralità che è partito il nostro progetto di diffusione della lettura nelle scuole, per un riconoscimento identitario e insieme per un incontro con “l’altro” e le letterature sono state lo strumento per la navigazione in questo nostro mare. Se l’Europa riconoscesse questa centralità storica e geografica e guardasse con più attenzione al mondo mediterraneo, al luogo dove si incontrano tre continenti, dove sono nate le tre religioni monoteiste, al luogo dove sono aperti i conflitti più lunghi e più difficilmente risolvibili, forse acquisterebbe un suo ruolo di mediazione fra Oriente e Occidente e, insieme, quell’autonomia politica che i suoi fondatori sognavano, di conseguenza la centralità della Sardegna non sarebbe riconosciuta solo per dare ospitalità al 65% delle basi militari della Nato alloggiate nel territorio italiano. Altro ospite della serata è stato l’autore di “Riscatto mediterraneo” un libro che racconta di milioni di persone, soprattutto giovani, che negli anni scorsi hanno occupato le piazze delle capitali del Mediterraneo: in Egitto, in Tunisia, in Algeria, in Grecia, in Spagna, in Italia… e il Mediterraneo è diventato il luogo della resistenza contro i fondamentalismi orientali e occidentali, il fondamentalismo islamico e quello del mercato, attraverso l’adozione di pratiche di distribuzione e di resistenza, che sono proprie della “politica diffusa”, che nasce, ma non riesce a crescere, perché non trova una cornice teorica e sta lontana dai luoghi delle grandi decisioni. Secondo Gianluca Solera si può pensare di creare un nuovo Rinascimento per la Sardegna, per l’Italia e per l’Europa tutta, coltivando la socialità, la gratuità, la diversità e la cittadinanza. La giovane professoressa Roberta Petrillo ci ha raccontato di chi fugge attraverso il Mediterraneo, è ricercatrice presso la Sapienza di Roma e si occupa di politica migratoria e di geopolitica dei flussi migratori: nessuna frontiera può arginare la volontà di allontanarsi dalla propria terra, a qualsiasi prezzo, anche a costo della vita: l’emigrazione è tanto più un problema sociale quanto più lo si subisce e non lo si governa: occorre pensare ad una politica di integrazione che non si limiti alla tolleranza, ma che riconosca il valore delle culture diverse e ne faccia una risorsa. Così abbiamo fatto noi nella seconda serata, rendendo protagonisti di un evento culturale scrittori provenienti da mondi e da lingue madri diverse dall’italiano.

L’incontro della prima sera è stato coordinato dal giornalista Ottavio Olita, che ha legato in modo armonioso i diversi interventi, pur non rinunciando ad esporre i suoi punti di vista.

La seconda sera è stata dedicata al dialogo fra scrittori, coordinato da Luigi Manconi e Valentina Brinis, che hanno scritto “Accogliamoli tutti” libro dal titolo forse provocatorio, ma che racconta una razionale proposta di integrazione e di scambio, conveniente sia per gli stranieri che per i locali. E’ un libro che richiama lo spirito che ha suggerito l’incontro della seconda sera “Nuovi immaginari per una nuova letteratura”: tanti sono ormai gli scrittori e le scrittrici di lingua madre italiana che scrivono di migrazioni e di migranti e tanti scrittori e scrittrici di lingua madre straniera scrivono in italiano di sé e degli italiani: è la letteratura di migrazione. E’ un reciproco specchiarsi che permette la conoscenza dell’altro e del suo sguardo su di noi, uno sguardo staccato, ironico, che ci costringe a sorridere delle nostre debolezze e del nostro carattere di “italiani brava gente” che non sanno fare i conti col proprio passato e neanche col proprio presente, perché è vero quello che ha detto Ribka Sibhatu, eritrea di origine e con cittadinanza francese, ma che vive in Italia, che il problema non è l’immigrazione, ma come la si affronta.

Ospite della seconda serata, il prof. Wasim Damash, che insegna letteratura araba presso l’università degli studi di Cagliari, traduttore di opere di scrittori palestinesi suoi connazionali. Il professore  tante volte è stato ospite e insieme collaboratore nel nostro progetto di conoscenza delle letterature del Mediterraneo, è espressione di una integrazione che favorisce non tanto la multiculturalità, quanto la più produttiva intercultura, che è scambio e rispecchiamento reciproco.

Hamid Ziarati, scrittore proveniente dall’Iran, che ha regalato ai nostri studenti delle superiori due bellissimi romanzi di formazione in cui ciascuno può riconoscersi, ricchi di ironia e di allusioni, leggeri nel tono e nel ritmo, ma dolorosamente e profondamente dentro la realtà di un Iran “ancora immerso in un suo feudalesimo”.

Ribka Sibhatu ha portato in Italia e nelle scuole primarie e secondarie di primo grado le favole della sua Eritrea, che è stata costretta a lasciare e di cui porta testimonianza nei gesti nelle parole nei giochi che ha proposto ai bambini e alle bambine che ha incontrato nelle scuole e presso il teatro centrale, ha testimoniato l’esperienza di una donna che non si rassegna a pensare il suo paese nelle mani di un dittatore sanguinario con il quali i governi europei e lo stesso governo italiano continuano ad avere rapporti commerciali: forse non tutti sapevamo che i naufraghi delle coste di Lampedusa provenivano quasi interamente dall’Eritrea, ma si deve dire il meno possibile, per non rovinare le relazioni commerciali, e lei ce l’ha raccontato.

Mariangela Sedda che ha scritto e presentato a Carbonia “Oltremare” e “Vincendo l’ombra” due romanzi epistolari, di emigrazione in Argentina, ha ricostruito le tappe della letteratura di migrazione  dalle sue origini,  quando chi migrava erano gli italiani e le italiane e ha messo in evidenza quanto le donne fin dall’inizio abbiano avuto un ruolo da protagoniste, ruolo che continuano a conservare perché tante sono le scrittrici straniere che arricchiscono la letteratura di migrazione e insieme l’imaginario della nostra letteratura, alcune di queste hanno trovato posto nella bibliografie che abbiamo proposto alle scuole.

Alberto Capitta, lo scrittore di “Creaturine” e di altro, ha parlato della sua esperienza con i carcerati di Badd’e carros, pubblicata in “Evasioni di inchiostro”: il valore ed il significato delle parole in un contesto costrittivo, che mette in evidenza le differenze, non per valorizzarle, ma per sentirsi almeno un gradino superiore rispetto a qualcun altro: con le “Evasioni di inchiostro” sono state trovate parole più giuste.

Con la navigazione nel mare delle letterature siamo approdate in questa VI edizione alla letteratura di immigrazione, penso che sarà questo il filone su cui continueremo a fare ricerca per proporre alle scuole le prossime edizioni de “La città che legge”.

Anna Lai