26 July, 2026
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Il pronunciamento con il quale l’assessorato regionale dell’Industria ha comunicato all’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu l’archiviazione del procedimento di avvio di decadenza dell’autorizzazione di cava nel sito di Su Giri de sa Murta, non ferma la mobilitazione della popolazione di Is Urigus e San Giovanni Suergiu. Centinaia di persone si sono ritrovate in piazza ieri sera a Is Urigus per dire ancora una volta “NO” al progetto della discarica da realizzare nella cava presentato dalla società Ekosarda. Al fianco dei cittadini che dallo scorso anno sono mobilitati coordinati dal locale “Comitato NO alla discarica” e della sindaca di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, c’erano i rappresentanti di diversi Comitati provenienti da diverse località della Provincia del Sulcis Iglesiente e della Città Metropolitana di Cagliari, l’ex presidente della Regione e parlamentare Mauro Pili e Davide Fadda, rappresentante del Presidio permanente del Popolo sardo.
La sindaca Elvira Usai ha ribadito quanto già dichiarato a caldo dopo il recente pronunciamento dell’assessorato regionale dell’Industria, ovvero che «i tecnici si sono assunti la grossa responsabilità di accertare e confermare che le difformità contestate sono state colmate ma ancora una volta non si considera fra le inadempienze della società Ekosarda la mancata comunicazione di inizio lavori nei 60 giorni successivi al rilascio autorizzativo del 2018, fattore che per legge fa decadere l’autorizzazione di cava. Si tratta di una violazione più volte rimarcata dal Comune e dalle osservazioni dei cittadini ma di cui evidentemente non si vuole tenere conto».
Davide Fadda ha ribadito la validità della battaglia portata avanti dal Comitato e dall’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu, che si unisce a quelle presenti in altre realtà della Sardegna, presa di mira sempre più da progetti speculativi destinati a devastare il territorio.
L’intervento più atteso era quello di Mauro Pili che ha indicato quella che ritiene sia la strada da percorrere per opporsi al progetto, ad iniziare dalla presentazione di un «ricorso immediato al TAR contro l’archiviazione della procedura di decadenza,
il provvedimento dell’assessorato regionale dell’Industria che ha chiuso definitivamente i rilievi sulla cava costituisce il primo atto amministrativo definito e compiuto dalla Regione si tratta, dunque, del primo atto impugnabile davanti al Tar Sardegna. Un provvedimento gravato da gravi illegittimità proprio perché, dopo aver verificato alcune difformità circoscritte, ha omesso il nodo centrale del recupero integrale dell’area previsto dall’autorizzazione, della fideiussione e dell’incompatibilità tra il progetto di ripristino e quello della discarica! Il ricorso deve chiedere l’annullamento dell’archiviazione per difetto di istruttoria, insufficienza della motivazione e mancata valutazione di tutti i fatti sopravvenuti!»
I passi successivi da compiere, secondo Mauro Pili, sono le richieste di «sospensione immediata del PAUR della discarica», «riapertura del fascicolo della cava e verifica completa dello stato dei luoghi», «rivalutazione radicale della fideiussione da 305.000 euro perché quella garanzia deve coprire il costo reale del ripristino morfologico e ambientale dell’intera cava, fino alle quote previste dal progetto!», «accesso totale agli atti e trasparenza su ogni firma», «bilancio regionale delle discariche e dei rifiuti industriali nel Sulcis», «valutazione sanitaria e ambientale cumulativa dell’intero Sulcis».
Al termine dei lavori ho intervistato Mauro Pili e la sindaca di San Giovanni Suergiu Elvira Usai.

Giornata durissima sul fronte degli incendi a Carbonia. Ben quattro quelli sviluppatisi nel pomeriggio. Il Corpo forestale è intervenuto con il supporto di un elicottero proveniente dalla base operativa di Iglesias su un incendio in località Medau Is Fonnesus, in località Campu Frassolis e in località Corongiu. Sul posto è intervenuto anche l’elicottero della base operativa di Pula e ha coordinato le operazioni di spegnimento il D.O.S. (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) della stazione forestale di Carbonia. Un elicottero proveniente dalla base operativa di Pula è intervenuto in località Is Pireddas. La situazione si è aggravata e si sono resi necessari anche altri mezzi aerei, l’elicottero della base operativa di Villasalto, 2 Canadair e l’elicottero dell’E. I. Lima 12.

«La giornata di oggi è stata particolarmente difficile per il nostro territorio comunaleha scritto in serata in un post il sindaco Pietro Morittu -. Siamo stati impegnati contemporaneamente su quattro distinti fronti di incendio, una situazione di estrema complessità che ha richiesto il massimo impegno da parte di tutti. Fortunatamente, il peggio è ormai passato e le operazioni sono proseguite con le necessarie attività di bonifica. Fondamentale è stato il supporto aereo: due Canadair e due elicotteri hanno svolto un lavoro straordinario, risultando decisivi nelle fasi più critiche dell’emergenza. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che hanno operato senza sosta e con grande professionalità. Un grazie alla Prefettura, al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile regionale e territoriale, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia Locale e a tutte le squadre impegnate sul campo, che hanno collaborato con grande spirito di squadra e senso del dovere.»
«Durante l’emergenza è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC) in tutte le sue funzioni, garantendo il coordinamento delle attività e il supporto necessario alla popolazioneha aggiunto Pietro Morittu -. Sono stati prestati soccorsi e assistenza alle persone che hanno vissuto momenti di grande paura e ore drammatiche, dimostrando ancora una volta quanto sia fondamentale la capacità di risposta e la collaborazione tra tutte le strutture coinvolte. Affrontare quattro incendi in poche ore mette a dura prova uomini, mezzi e organizzazione. Ancora una volta, però, la sinergia tra le Istituzioni e le forze operative ha dimostrato l’importanza di lavorare insieme per tutelare il territorio e garantire la sicurezza della comunità. A nome mio e dell’intera comunità che rappresento esprimo la più sincera gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito con competenza, sacrificio e dedizione ad affrontare questa difficile emergenza. Il vostro lavoro è motivo di orgoglio per tutto il territorio.
Allo stesso tempo, sento il dovere di rivolgere un richiamo forte a chi, con comportamenti irresponsabili o con azioni che danneggiano la nostra Città, dimostra di non avere rispetto per Carbonia e per i suoi cittadini. Il territorio appartiene a tutti noi e va difeso con senso civico, responsabilità e amore. Confidiamo nella collaborazione delle forze civili, delle associazioni e di tutte le persone perbene affinché prevalgano sempre il rispetto, la solidarietà e il bene comune. Chi ama questa Città deve contribuire a proteggerla, preservarla e valorizzarla», ha concluso il sindaco di Carbonia.

«L’assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

«Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto», ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria.

«La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente ha concluso Emanuele Cani -. La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio.»

Luca Manzella, vice presidente EMEA di Energy Vault, società globale specializzata in infrastrutture energetiche a supporto della stabilità delle reti elettriche e delle infrastrutture di nuova generazione dedicate all’intelligenza artificiale (AI) e all’High Performance Computing (HPC), ha incontrato ieri il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per illustrare lo stato di avanzamento del progetto Digital Vault Sulcis e presentare formalmente la richiesta affinché venga riconosciuto come iniziativa di interesse strategico nazionale.
Digital Vault Sulcis è il progetto di AI Factory di Energy Vault dedicato allo sviluppo nell’ex sito minerario di Nuraxi Figus, nel Sulcis Iglesiente, in Sardegna. L’iniziativa punta a riconvertire un sito industriale dismesso, in un polo di infrastrutture digitali sostenibili dedicato all’intelligenza artificiale, al cloud computing, all’High Performance Computing e ad applicazioni che richiedono un’elevata capacità di elaborazione dei dati.
Il progetto prevede uno sviluppo modulare e scalabile, con una prima fase da circa 20 MW e una capacità complessiva del campus di circa 100 MW nell’arco di un piano di sviluppo decennale.
Questo approccio consentirà di avviare rapidamente una prima fase operativa, accompagnando poi l’espansione del campus in funzione della domanda del mercato, della disponibilità della rete elettrica e dello sviluppo delle infrastrutture.
Digital Vault Sulcis è in linea con gli obiettivi del programma europeo IPCEI-CIS (Important Projects of Common European Interest – Next Generation Cloud Infrastructure and Services), volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture cloud ed edge di nuova generazione, oltre che con la strategia italiana per il rafforzamento di infrastrutture digitali sovrane, sicure e sostenibili.
Uno dei pilastri del progetto è la sostenibilità. Il campus dovrebbe essere alimentato prevalentemente da un mix di fonti di energia rinnovabile, tra cui impianti fotovoltaici, integrati con sistemi ibridi di accumulo energetico e tecnologie di raffreddamento sviluppate da Energy Vault. Il sito è, infatti, progettato per integrare in un’unica piattaforma dedicata all’intelligenza artificiale le infrastrutture energetiche, i sistemi di accumulo, le tecnologie di controllo, i sistemi di raffreddamento e data center modulari ad elevati standard di sicurezza.
Il progetto fortemente voluto e sostenuto dalla Regione Sardegna, punta inoltre a generare importanti ricadute economiche per il territorio del Sulcis Iglesiente. Attraverso significativi investimenti diretti nell’area, sono previsti il coinvolgimento delle imprese locali nelle attività di costruzione e gestione del campus e la possibilità di riqualificare e ricollocare il personale attualmente impiegato nelle attività di sicurezza e manutenzione del sito minerario.

Il sito di Nuraxi Figus offre caratteristiche fisiche e ambientali particolarmente favorevoli per ospitare infrastrutture digitali sicure. Gli spazi sotterranei della miniera, situati a circa 150 metri di profondità, offrono infatti condizioni che potrebbero risultare ideali per applicazioni di calcolo ad alta sicurezza, che richiedono una protezione fisica avanzata di dati e infrastrutture, come quelle impiegate nei settori della difesa, della sanità, della ricerca scientifica e in altri ambiti strategici.
Il sito potrà inoltre beneficiare della crescente infrastruttura digitale della Sardegna, che comprende reti di connettività a supporto di importanti iniziative scientifiche, come il progetto Einstein Telescope, oltre ai collegamenti in fibra ottica sottomarina progettati per garantire connessioni ad alta velocità e ad elevata resilienza tra l’isola e le principali reti europee.
«Abbiamo avuto un confronto molto costruttivo con il Ministro Urso sull’avanzamento del progetto Digital Vault Sulcis e abbiamo formalmente richiesto che venga riconosciuto come iniziativa di interesse strategico nazionaleha dichiarato Luca Manzella, vice presidente EMEA di Energy Vault -. Un simile riconoscimento consentirebbe alla Regione Sardegna di accelerare l’iter autorizzativo dei primi moduli del data center, creando un’importante opportunità di sviluppo per la Sardegna e per l’intero Paese.»
«Digital Vault Sulcis consentirebbe di dare nuova vita a un sito minerario dismesso che altrimenti sarebbe destinato alla chiusura, preservando il patrimonio di competenze industriali maturato nel sito, creando nuove opportunità di riqualificazione professionale per i lavoratori e trasformando asset pubblici e industriali esistenti in infrastrutture sostenibili dedicate all’intelligenza artificiale e all’High Performance Computing – ha aggiunto Luca Manzella -. Il progetto può contribuire a rafforzare la sovranità digitale dell’Italia, consolidare le infrastrutture nazionali dedicate ai dati, attrarre investimenti tecnologici ad alto valore aggiunto e definire un nuovo modello di riconversione per i siti industriali dismessi. Abbiamo riscontrato grande interesse e disponibilità da parte del Ministro Urso e del suo staffha concluso Luca Manzella -. Siamo fiduciosi che questo progetto possa rappresentare un contributo concreto alla realizzazione di una rete nazionale di data center sempre più distribuita, sicura e sostenibile, con il Sulcis destinato a costituirne il primo tassello.»

Energy Vault
Energy Vault® sviluppa, realizza e gestisce soluzioni di accumulo di energia su utility scale progettate per trasformare l’approccio globale allo stoccaggio sostenibile dell’energia. L’offerta completa dell’azienda comprende tecnologie proprietarie di accumulo tramite batterie, sistemi gravitazionali e idrogeno verde, in grado di rispondere a un’ampia gamma di esigenze dei clienti, garantendo un dispacciamento e un’ottimizzazione del sistema energetico sicuri e affidabili.
Ogni soluzione di accumulo è supportata dal sistema proprietario di gestione dell’energia (Energy Management System – EMS) e dalla piattaforma di integrazione tecnologicamente agnostica sviluppati da Energy Vault. Unico nel settore, il portafoglio di tecnologie innovative dell’azienda è progettato per offrire soluzioni di accumulo personalizzate a breve, lunga e lunghissima durata (multi-day/ultra-long duration), consentendo a utility, produttori indipendenti di energia (IPP) e grandi utilizzatori industriali di ridurre significativamente il costo livellato dell’energia (LCOE), mantenendo al contempo elevati standard di affidabilità della rete elettrica.
Dal 2024 Energy Vault ha inoltre implementato una strategia di asset management denominata “Own & Operate”, sviluppata per generare flussi di ricavi prevedibili, ricorrenti e ad alto margine attraverso contratti di tolling, rafforzando il posizionamento della società e sostenendone la crescita in un mercato delle infrastrutture per l’accumulo energetico in rapida evoluzione.

Ci sono gemellaggi che nascono con una firma e altri che, nel tempo, diventano parte della vita di una comunità. Quello tra Portoscuso e Pabillonis appartiene certamente a questa seconda categoria. Da nove anni rappresenta un esempio concreto di come fede, tradizioni e cultura possano trasformarsi in strumenti di dialogo, amicizia e crescita reciproca. Domenica 12 luglio la comunità di Portoscuso ha accolto il Gruppo Folk “Santu Juanni” di Pabillonis per il tradizionale rinnovo del gemellaggio, nato ufficialmente nel luglio del 2017 con la sottoscrizione del patto alla presenza dei presidenti, sindaci e parroci dei due Comuni. Un’iniziativa promossa dal Comitato Vergine d’Itria di Portoscuso e dal Gruppo Folk “Santu Juanni”, ma che nel corso degli anni ha assunto un significato ben più ampio. Il gemellaggio, infatti, non appartiene soltanto alle due
associazioni che con passione lo custodiscono, ma è diventato patrimonio delle comunità di Portoscuso e Pabillonis, che ogni anno rinnovano un rapporto fondato sul rispetto reciproco, sulla condivisione delle proprie identità e sulla volontà di mantenere vive le tradizioni popolari. Uno degli aspetti più significativi è l’alternanza dell’incontro: un anno l’accoglienza è affidata a Portoscuso, quello successivo a Pabillonis. Una scelta che rende il gemellaggio dinamico e partecipato, trasformando ogni appuntamento in un’occasione per conoscersi meglio, condividere esperienze e rafforzare un’amicizia che va oltre ogni formalità istituzionale. A fare da filo conduttore è la profonda devozione mariana che accomuna i due paesi. A Portoscuso la Vergine è venerata con il titolo di Vergine d’Itria, mentre a Pabillonis è invocata come Vergine della Neve. Due espressioni della stessa fede che, nel tempo, hanno favorito un cammino comune capace di coinvolgere non solo i volontari delle associazioni, ma anche famiglie, giovani e cittadini.

«Questo rinnovo non è soltanto una tradizione che si ripeteha dichiarato Luigi Loddo, presidente del Comitato Vergine d’Itriama rappresenta una risorsa preziosa per la nostra associazione e per tutta la comunità di Portoscuso. Vivere questo percorso insieme agli amici di Pabillonis significa custodire le nostre radici e trasmettere ai giovani il valore del servizio, della fede e del bene comune. Ogni incontro è come ritrovare una famiglia.»

Parole condivise anche dalla presidente del Gruppo Folk “Santu Juanni”, Rita Cossu: «Tornare a Portoscuso è sempre una grande emozione. Qui ritroviamo amici e una comunità che ci accoglie con affetto. Questo gemellaggio dimostra che la cultura popolare e le tradizioni non sono soltanto memoria del passato, ma una straordinaria opportunità per costruire relazioni autentiche, avvicinare le persone e guardare insieme al futuro».

La giornata si è svolta in un clima di intensa partecipazione, tra momenti di raccoglimento, incontri e condivisione, confermando ancora una volta la forza di un legame che il tempo ha reso sempre più saldo. In un’epoca in cui spesso prevalgono divisioni e individualismo, il gemellaggio tra Portoscuso e Pabillonis rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra comunità possa generare valore, preservare le identità locali e trasmettere alle nuove generazioni il senso dell’appartenenza, dell’accoglienza e della solidarietà. L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno, quando sarà Pabillonis ad aprire le porte agli amici di Portoscuso, proseguendo un percorso che, anno dopo anno, continua a rafforzare un’amicizia autentica e a dimostrare che le tradizioni, quando vengono vissute insieme, diventano un patrimonio capace di unire intere comunità.

Ernesto Sanna

Nella foto di copertina, la consegna della tovaglia d’altare realizzata interamente a mano dalla Sartoria Cossu, da parte del Gruppo Folk “Santu Juanni” di Pabillonis al comitato Vergine D’Itria, durante la recente cerimonia della festa di Santa Maria d’Itria

L’associazione turistica Liveat Carbonia, in qualità di soggetto promotore del progetto “Radici del Sulcis”, ha deciso il rinvio della conferenza stampa di presentazione prevista per domani 14 luglio 2026.

La decisione è stata assunta in segno di rispetto e di profondo cordoglio per la tragica disgrazia verificatasi sabato 11 luglio 2026 nell’area del Museo Etnografico Tanit.

«Riteniamo doveroso, in questo momento di dolore, sospendere ogni iniziativa pubblica affinché prevalgano il raccoglimento, il rispetto e la vicinanza verso le persone coinvolte e i loro familiarispiega il presidente dell’associazione Maxwell Frongia -. Desideriamo ringraziare il comune di Carbonia per la disponibilità dimostrata nell’ospitare l’evento e comunichiamo che sarà nostra cura concordare una nuova data per la presentazione del progetto non appena le circostanze lo consentiranno.»

 

Anche quest’estate, uno degli angoli più suggestivi della Sardegna si trasforma in un palcoscenico naturale capace di coniugare arte, paesaggio, identità e cultura: dal 19 luglio al 9 agosto ritornano “I Tramonti di Porto Flavia”, anteprima estiva del Festival Internazionale di Musica da Camera (in programma ad autunno ad Iglesias). La manifestazione, organizzata dall’associazione Anton Stadler ETS, sotto la direzione artistica di Fabio Furia, bandoneonista e compositore, avrà luogo nello spazio antistante l’ingresso dell’ex Area mineraria di Masua. Qui, al cospetto dell’imponente Pan di Zucchero, lo scoglio più alto d’Europa, sul panorama costiero del Sulcis Iglesiente, il pubblico potrà vivere un’esperienza unica lasciandosi travolgere non solo dalla musica più raffinata, ma anche dalla magia del tramonto che si fonde con la bellezza di uno dei paesaggi più iconici del Mediterraneo.

Giunta al prestigioso traguardo della decima edizione, la rassegna concertistica offrirà al pubblico quattro appuntamenti con inizio alle ore 20.30, in concomitanza col tramonto. Sarà un percorso multisensoriale che intreccia cultura, storia e tradizioni locali. Ogni serata sarà arricchita dalla possibilità di visitare il sito minerario e di partecipare al termine dello spettacolo, ad una degustazione enogastronomica inclusa nel costo del biglietto.

«Portare la musica, la poesia e l’arte in uno scenario naturale così straordinario significa creare un dialogo autentico tra il patrimonio culturale e quello paesaggistico del nostro territorio dichiara il direttore artistico Fabio Furia -. I Tramonti di Porto Flavia rappresentano un’occasione per vivere il Sulcis Iglesiente attraverso emozioni condivise, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce qualità artistica e valorizzazione dei luoghi.»

Il sipario sulla rassegna si alzerà domenica 19 luglio con Alma Trio, composto da Palma di Gaetano (flauto), Giordano Muolo (clarinetto), Ciro Galeone (chitarra), per un concerto dal titolo “Dal classico allo swing”. Sarà un raffinato viaggio musicale attraverso epoche e linguaggi differenti, nel segno dell’eleganza e della contaminazione tra generi.

Domenica 26 luglio, invece, salirà sul palco il duo, composto da Mauro Palmas (mandola e liuto cantabile) e Giacomo Vardeu (organetto) con “Sighida”, un progetto che affonda le proprie radici nella tradizione musicale sarda, riletta con sensibilità contemporanea e grande intensità espressiva.

Il terzo e penultimo appuntamento della rassegna concertistica è in programma invece il 2 agosto con il Blue Tango Quartet formato da Fabio Furia (bandoneon), Giacomo Riggi (vibrafono), Giovanni Chiaramonte (contrabbasso), Marco Schirru (pianoforte). Il concerto “New Tango” celebra il fascino senza tempo del tango contemporaneo, tra ritmi coinvolgenti e melodie cariche di emozione.

Il sipario sui Tramonti di Porto Flavia calerà domenica 9 agosto con “Nun me scetà. Napoli: poesia e sogni”, spettacolo che vedrà protagonisti Maurizio Pellegrini (voce), Valerio Fusillo (mandolino), Nicola Nesta (chitarra); un omaggio alla cultura partenopea che intreccia musica, parole ed emozioni, accompagnando i presenti in un viaggio tra poesia, memoria e immaginazione.

Al termine di ogni spettacolo, il pubblico potrà partecipare ad una degustazione enogastronomica, inclusa nel costo del biglietto, per concludere la serata all’insegna dei sapori e delle eccellenze locali.

 

Italia Nostra scende ufficialmente in campo nella battaglia legale e ambientale di Cala Finanza. Come già anticipato, l’associazione interverrà ad adiuvandum nel ricorso presentato presso il TAR Sardegna dalla Regione Sarda contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Struttura di Missione ZES.
L’azione legale di Italia Nostra tende verso un pronunciamento del TAR sull’illegittimità dell’Autorizzazione Unica n. 74 del 6 febbraio 2026, rilasciata per la variante urbanistica e la riconversione di strutture esistenti in località Cala Finanza, nel Comune di Loiri Porto San Paolo.
La procura speciale è stata conferita all’avvocato Manuela Tedde del foro di Sassari, che formalizzerà a breve la costituzione in giudizio. Italia Nostra condivide e sposa appieno la strategia giudiziaria adottata dai legali della Regione Sardegna. Nonostante il dietrofront del Governo e la revoca del provvedimento autorizzativo, la richiesta di un pronunciamento nel merito da parte del TAR è la strada corretta. L’obiettivo dell’associazione, all’unisono con le altre sigle ambientaliste già costituite, è rendere l’azione legale ancora più incisiva. La posta in gioco supera i confini di Cala Finanza e della stessa Sardegna: investe l’intero territorio del meridione d’Italia e l’ordinamento costituzionale.
Nata a livello internazionale per attrarre capitali in aree portuali e industriali depresse, la normativa sulle ZES (Zone Economiche Speciali) ha subito attraverso i passaggi parlamentari italiani una singolare metamorfosi traducendosi in un devastante strumento di deregolamentazione e saccheggio dei territori. Italia Nostra denuncia con fermezza all’opinione pubblica il tentativo in atto di scardinare l’armatura normativa posta a tutela del patrimonio culturale e ambientale, eludendo competenze e tutele sancite dal PPR, dal Codice dei BB.CC. e dallo Statute Speciale per perseguire meri obiettivi speculativi.
Nel caso di Loiri Porto San Paolo, il Coordinatore della ZES, alla stregua di un novello satrapo, ha agito ignorando pareri, calpestando competenze ed emanando una delibera autorizzativa che ricalca la celebre e arrogante espressione del Marchese del Grillo e su cui, per il resto, putor vetat. Ciò che indigna profondamente è che la privatizzazione e lo sfregio paesaggistico di un sito costiero di altissimo pregio vengano spacciati come trasformazioni in “lusso e natura” (parole di CEO!), il tutto facilitato con i soldi dei contribuenti. Una vera manna per le nuove frontiere delle speculazione.
La normativa ZES, se applicata in questo modo selvaggio, agisce come un cancro che rischia di mandare in metastasi l’intero territorio nazionale. Il popolo sardo – già mobilitato dall’esperienza contro la speculazione sulle energie rinnovabili – ha compreso perfettamente il pericolo, rispondendo con la straordinaria mobilitazione dello scorso 1° luglio. Una reazione netta, a differenza di altre Regioni italiane che si sono fatte passare sotto il naso un boccone mefitico, illuse dalle promesse di investimenti. Timeo Danaos et dona ferentes: un monito per quegli amministratori locali che ripongono una fiducia cieca in un capitale non avvezzo al rispetto delle regole territoriali.

Italia Nostra promuove questa azione legale per impedire che uno strumento di promozione economica si trasformi nell’ennesimo scempio del territorio isolano. L’obiettivo è ottenere un pronunciamento nel merito da parte del TAR Sardegna, che risulterà importante anche per analoghi fatti avvenuti in altre Regioni, sollecitando eventualmente i giudici amministrativi a sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale della normativa ZES dinanzi alla Consulta, laddove si ravvisi il contrasto con le diverse normative regionali e in particolare con lo Statuto Speciale sardo e l’armatura costituzionale di tutela del paesaggio. Solo bloccando questa falla nel nostro ordinamento si potrà impedire una catastrofe nazionale.
Italia Nostra, che ha già fatto sentire la propria voce in Puglia e che continuerà a vigilare su ogni fronte nazionale, prosegue il suo impegno in Sardegna a difesa degli interessi collettivi e dei valori storici e ambientali sanciti nel proprio statuto sin dalla fondazione. L’iniziativa odierna si inserisce nel solco delle storiche battaglie condotte dall’Associazione per la salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio. Al centro di questa mobilitazione vi è il Piano Paesaggistico Regionale, strumento cardine contro le numerose speculazioni che affliggono l’isola. Eppure, dopo oltre vent’anni dalla sua approvazione, il Piano rimane sistematicamente disatteso, sostanzialmente inapplicato e costantemente esposto a reiterati tentativi di revisione, tutti volti a svuotarne la portata e a minare le fondamenta stesse delle tutele del nostro territorio.

Italia Nostra Sardegna

Nella foto di copertina Graziano Bullegas (Italia Nostra Sardegna)

Si è svolto il 9 giugno, al villaggio Normann, il primo appuntamento del Festival “Trovare le parole”, organizzato dall’associazione culturale di Gonnesa “Radici e ali”, con la collaborazione del comune di Gonnesa, della CGIL SPI, di Casa Emmaus e dell’associazione Villaggio Normann.

Ad aprire la rassegna la presentazione del libro “La stupidità madre dell’odio”, Isola Palma Editore, di Ottavio Olita, che ha dato vita insieme al giornalista editore Paolo Lusci, ad un accattivante dialogo. Un libro attraverso il quale, ancora una volta, l’autore conferma la sua maestria nel presentare personaggi, che con l’intreccio delle loro vite, narrano vicende dal sapore reale. Attraverso i loro comportamenti fanno arrivare al lettore la chiave di quelli che sono i meccanismi che favoriscono la nascita della discriminazione, dell’intolleranza, della violenza e dell’odio. Stupidità ed ignoranza concorrono in maniera determinante all’incapacità di capire l’altro, dando vita a rapporti di odio piuttosto che di amicizia.

Le scelte che si fanno sono quelle che poi determinano le conseguenze nei rapporti umani. Gli stessi social sono ormai uno sfogatoio dove “leoni da tastiera” postano affermazioni indecenti che portano a fomentare ancora più situazioni negative tra le persone. Sta all’essere umano cercare, cercare in base anche a quelle che sono le proprie competenze, “sanificare” quello che ormai si sta rivelando un mondo basato su arrivismo e prepotenza, promuovendo invece valori importanti come il rispetto, l’ascolto verso l’altro, la generosità e la pace.

Se invece si lascia “campo libero” alla stupidità e all’ignoranza non si fa altro che vivere in un mondo pieno di situazioni terribili che l’informazione ogni giorno racconta. “La stupidità madre dell’odio” è praticamente “un neonato” che ha visto la luce nel gennaio 2026, non è certo il primo libro del giornalista scrittore Ottavio Olita ma, secondo una breve dichiarazione dello stesso autore, neanche l’ultimo…

Il prossimo ha già dato alla luce alcuni capitoli, ma sarà un qualcosa di completamente diverso rispetto a quelli pubblicati sinora… Nasce da un’idea di poesia latina, ispirata dal grande “Virgilio” di cui l’autore ha grande stima.

Il pubblico presente alla serata ha ascoltato con vivo interesse il dialogo, dando conferma attraverso numerosi applausi, dell’interesse per l’argomento.

La location meravigliosa, che la natura ha regalato al Villaggio Normann, ha ulteriormente arricchito una notte dedicata alla cultura, anche quando sono stati ascoltati degli stralci tratti dal libro e letti dalle bravissime e coinvolgenti lettrici Milena Manca e Rossana Lebiu.

La coppia “Olita-Lusci” si conferma vincente, amici nella vita privata e in quella professionale, catturano l’attenzione con la loro naturalezza e semplicità, forti di un bagaglio culturale di notevole importanza.

Gli appuntamenti del Festival “Trovare le parole” proseguono, sino al 25 luglio presso il Villaggio Normann e il Parco S’Olivariu di Gonnesa.

Nadia Pische

La Provincia del Sulcis Iglesiente rafforza il proprio impegno nel contrasto allo spopolamento e nella promozione di un modello di sviluppo fondato sulla longevità attiva, aderendo al Programma INTERREG VI-A Italia-Francia Marittimo 2021-2027 – V Avviso “Una migliore governance transfrontaliera”.

L’adesione è stata formalizzata con il decreto deliberativo n. 82 dell’8 luglio 2026, firmato dal presidente Mauro Usai, con l’obiettivo di sviluppare strategie innovative capaci di migliorare la qualità della vita delle comunità e affrontare le profonde trasformazioni demografiche che interessano il territorio.

Cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il programma coinvolge Sardegna, Liguria, Toscana, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra e mette a disposizione oltre 19,9 milioni di euro, di cui 2,9 milioni di euro destinati alla Priorità 5, dedicata al rafforzamento della governance transfrontaliera e della capacità delle istituzioni di governare le sfide dei territori.

Tra gli elementi qualificanti della proposta progettuale della Provincia del Sulcis Iglesiente spicca la scelta di Teulada quale territorio pilota per la sperimentazione di nuove politiche dedicate alla longevità attiva.

Una scelta che nasce dalle caratteristiche uniche del Comune: una comunità che, pur confrontandosi con un marcato invecchiamento della popolazione e con le criticità proprie delle aree interne, custodisce un patrimonio umano, sociale e culturale di straordinario valore. La longevità dei suoi abitanti, la solidità delle relazioni comunitarie, la qualità dell’ambiente, gli stili di vita e la capacità di adattamento ai cambiamenti rendono Teulada un esempio concreto di resilienza territoriale.

In questo contesto il Comune diventa un vero e proprio laboratorio nel quale sperimentare modelli innovativi di governance, servizi di prossimità e interventi dedicati alla popolazione anziana, con l’obiettivo di trasformare l’invecchiamento da elemento di fragilità a leva di sviluppo per le comunità locali.

La strategia della Provincia del Sulcis Iglesiente guarda però alla longevità anche come fattore di attrattività territoriale. In un contesto europeo in cui cresce la domanda di luoghi capaci di garantire benessere, qualità della vita e sostenibilità, il Sulcis Iglesiente può valorizzare le proprie peculiarità – ambiente incontaminato, relazioni di comunità, identità culturale, ritmi di vita equilibrati e servizi di prossimità – per proporsi come destinazione ideale per chi sceglie di vivere in modo sano, sereno e a misura di persona. La promozione della longevità attiva diventa così non solo uno strumento per migliorare la qualità della vita dei residenti, ma anche una leva strategica per attrarre nuove famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, pensionati attivi e nuovi cittadini, contribuendo a contrastare lo spopolamento, rafforzare il tessuto sociale e generare nuove opportunità di sviluppo sostenibile per i piccoli comuni della Provincia.

Il progetto prevede il trasferimento delle buone pratiche sviluppate nell’ambito dell’esperienza “Comunità Resilienti” al tema della longevità attiva e dell’inclusione sociale; la realizzazione di un’indagine sul fenomeno dell’invecchiamento e della fragilità territoriale; la sperimentazione di nuovi servizi rivolti alle persone più vulnerabili; il rafforzamento delle competenze degli enti pubblici e degli operatori locali; e la definizione di una Strategia Transfrontaliera per la Longevity e la Resilienza delle Comunità Rurali.

La sfida assume un valore ancora più rilevante in un territorio come il Sulcis Iglesiente, dove il declino demografico rappresenta una delle principali emergenze. Il tasso di natalità è tra i più bassi d’Italia, con appena 4,2 nati ogni mille abitanti, mentre 19 dei 24 Comuni della Provincia contano meno di 5.000 residenti, evidenziando un concreto rischio di spopolamento strutturale.

A Teulada l’età media della popolazione raggiunge 52,8 anni e il rapporto tra anziani e bambini è tra i più elevati della Sardegna. Un dato che, anziché rappresentare soltanto una criticità, mette in luce le peculiarità di una comunità che ha saputo preservare valori, tradizioni, coesione sociale e qualità della vita, caratteristiche riconosciute anche dagli studi internazionali dedicati ai territori della longevità.

«Abbiamo scelto Teulada perché rappresenta in modo emblematico le sfide, ma anche le opportunità, dei nostri territori interni. Qui la longevità non è soltanto un dato statistico: è il risultato di una comunità resiliente, capace di custodire relazioni sociali solide, identità, cultura e un profondo legame con il territorio. Il nostro obiettivo è trasformare queste caratteristiche in un modello di sviluppo replicabile, capace di migliorare la qualità della vita, rafforzare i servizi di prossimità e offrire nuove prospettive ai piccoli comuni del Sulcis Iglesiente e dell’intera area di cooperazione transfrontaliera. Vogliamo che la longevità diventi anche un elemento distintivo dell’identità del Sulcis Iglesiente: un territorio in cui si vive bene, si vive a lungo e si vive in comunità. È questa la nostra idea di sviluppo: fare della qualità della vita un fattore di attrazione per nuove famiglie, professionisti, lavoratori da remoto e cittadini che scelgono luoghi autentici, sostenibili e capaci di garantire benessere. Contrastare lo spopolamento significa anche rendere i nostri paesi nuovamente attrattivi, trasformando il vivere sano e sereno in un’opportunità di crescita economica, sociale e demografica», dichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai.